Continua il Ferragni-gate, al quale si aggiungono sempre più pezzi di un puzzle griffato. Ora, mentre le indagini dell’Antitrust proseguono, l’influencer da un milione di euro continua a svolgere egregiamente il suo lavoro: la tuta di Chiara Ferragni, quella “del pentimento”, indossata nell’ultimo reel, è andata sold out.
Di chi è la tuta indossata da Chiara Ferragni?

La tuta è di Laneus. Si tratta di un misto di 75% pura lana e 25% angora, costa 600 euro ed è disponibile in grigio, bianco e nero. Non è la prima volta che la indossa: è di poco tempo fa un post in montagna dove è ritratta con questo capo. Facendo così pensare che l’effetto “prima cosa presa dall’armadio” non sia stato voluto. Ma, come ben sappiamo, tutto ciò che Chiara tocca diventa oro. E così, la tuta va sold out in poco tempo.
La scelta (forse) di look per registrare il video di scuse, per annunciare la beneficienza da un milione di euro per l’Ospedale Regina Margherita di Torino, ha dei caratteri ben precisi. Il grigio, colore della tristezza, i capelli arrangiati, il trucco apparentemente inesistente: armocromisti di tutto il mondo concordano che non solo non sia in palette, ma non è neanche lontanamente vicino alle sue solite scelte di look.
Si, ma qual era l’alternativa?
Nell’armadio di Chiara Ferragni non ci sono certo tute in acetato dismesse, o abiti comprati al mercatino. Ancora, meno, quelle vecchie tute da ginnastica risalenti ai tempi delle medie, riciclate per pulire il bagno. Cosa ci si poteva aspettare? Chiaramente, lei ha utilizzato capi costosi che (a quanto pare) erano già nel suo armadio. Ciò che conta è la sua straordinaria forza mediatica: al netto dei diecimila followers persi (su un totale di quasi 30 milioni) è riuscita a mandare sold out un capo da, ricordiamo, 600 euro. Carovita? No, grazie, ci pensa Chiara.
E se la sentenza dell’Antitrust sia giusta o meno, se la truffa esiste o si tratta di un “errore di comunicazione”, se anche le uova di Pasqua sono coinvolte, l’Ospedale Regina Margherita ringrazia per la donazione ricevuta. Soprattutto in un periodo in cui, ricordiamo, ci sono stati due scioperi del personale sanitario in poco tempo, e ne sono previsti altri per gennaio. Il caso mediatico Ferragni sembra interessare tutti quanti, politici compresi. Ma che non venga dimenticato che lei è un’imprenditrice come tante: a ognuno il suo mestiere, Antitrust come Presidenti del Consiglio. È davvero così importante per la politica italiana l’operato di una singola imprenditrice, che (giustamente) attuerà tutte le procedure a lei dovute per venire a capo di questa situazione? Considerato che, attualmente, si registrano 5,6 milioni di persone in Italia in condizioni di povertà assoluta, pari al 9,7% della popolazione.
Marianna Soru
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