Una performance che ci fa capire perché Lady Gaga ci era mancata così tanto, tra riferimenti iconici, provocazioni visive e un messaggio chiaro: Lady Gaga è tornata per dominare ancora. Non solo con la sua musica, ma anche con i suoi costumi.
Lady Gaga al Coachella con un live che è una vera e propria antologia tra moda, teatro e caos creativo

Lady Gaga ha riacceso la magia di Coachella con uno show che più che un concerto è stato un manifesto. E non è un caso che lei stessa lo abbia definito così: “The Manifesto of Mayhem”. In poco meno di due ore, la popstar ha trasformato il palco di Indio, in California, in una vera e propria opera rock dallo spirito caotico e viscerale, attraversando la sua carriera con una lucidità teatrale che ha lasciato il pubblico senza fiato.
Il viaggio tra passato, presente e futuro artistico
L’apertura con “Bloody Mary” non è stata casuale. Il brano, che negli ultimi anni ha conosciuto una nuova popolarità anche grazie ai social, è stato il portale d’ingresso perfetto per immergersi in un universo dove nulla è lasciato al caso. Subito dopo, Gaga ha introdotto “Abracadabra”, uno dei nuovi brani della sua fase Mayhem, fondendo così il vecchio e il nuovo con naturalezza e intensità.
L’intero live si è snodato in cinque atti, ognuno con una chiara identità visiva e narrativa. Non solo musica: a tenere incollati occhi e cuore c’era anche la cura maniacale per l’estetica, con continui richiami ai momenti più iconici della carriera dell’artista. Dai richiami all’elmetto e alle stampelle di “Paparazzi”, fino al duello quasi metafisico con la Gaga del passato durante “Poker Face”, ogni scelta scenica è sembrata un messaggio, una rivendicazione della propria evoluzione.
Moda come linguaggio, simbolo e memoria
Impossibile non notare i riferimenti fashion disseminati lungo l’intera esibizione. Le scarpe con i lacci, le stesse indossate a sorpresa nel Coachella del 2017 e poi riapparse nel video di “Rain on Me”, sono tornate in scena durante “How Bad Do U Want Me”, un brano inedito che ha già conquistato i fan. Ogni outfit, ogni oggetto, era una citazione consapevole, un frammento del grande puzzle Gaga.
L’apice emotivo è arrivato con “Bad Romance”, ultima traccia dello show, introdotta da una voce fuori campo che ha risuonato come una dichiarazione: “We are monsters — and monsters never die.” È stato il sigillo perfetto per una performance che ha saputo essere intima, spettacolare, e allo stesso tempo profondamente coerente con la poetica della cantante.
Gaga e il suo nuovo capitolo artistico
Il ritorno sul palco di Coachella non è stato soltanto un momento di nostalgia o una celebrazione dei successi passati. È stato piuttosto un’anticipazione. Il nuovo progetto, Mayhem, si preannuncia come una fusione esplosiva di sonorità rock, messaggi identitari e una narrazione visiva sempre più audace. E a giudicare da quanto visto finora, il “Mayhem Ball Tour” potrebbe essere il prossimo grande evento culturale della musica pop.
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