Laertes e la necessità di creare (intervista)

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Di Redazione Metropolitan

Laertes, la musica, lo studio, la vita. Intervista ad uno dei produttori più influenti d’Italia.

Laertes, nome d’arte di Gianluca Meloni, è un produttore musicale italiano. Uno dei migliori.

Recentemente è uscito il suo ultimo EP “Argonaut” prodotto dall’etichetta “Mental Modern” con i remix di Neel e Polar Inertia. Un viaggio sonoro mitologico di cui volevamo saperne di più.

Abbiamo scambiato due chiacchiere con lui. Enjoy friends!!

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ITALIAN/ENGLISH VERSION

MM: Ciao Laertes, grazie di rilasciare un’intervista per Posidonia. Data la tua carriera musicale, non è semplice partire da un punto, quindi parto da dove tutto è cominciato o così voglio credere.

La prima curiosità riguarda il diploma in pianoforte al conservatorio Santa Cecilia di Roma. Come e perché un ragazzo che si diploma al conservatorio passa alla musica elettronica e quanto ha influenzato questa preparazione sul tuo percorso musicale?

 LAERTES: Il conservatorio è stato un percorso voluto dalla mia famiglia, come di consueto succedeva in quegli anni. Mio fratello più grande, costrui’ un piccolo sintetizzatore con un oscillatore per la sua tesi di ingegneria elettronica e quindi in casa mi ritrovai a suonare senza sapere nulla. Suonavo ad orecchio tutte le musiche che ascoltavo in tv. Mia madre ne rimase colpita e decise d’iscrivermi a scuola di musica, è da li che iniziò tutto.

Il conservatorio e la preparazione musicale mi hanno fatto capire che non ero adatto ad essere un esecutore o un talentoso pianista e mi appassionai, seguendo in effetti le mie prime orme, ai sintetizzatori.

I miei amici erano dei perfetti rocchettari, e suonavo in molte band del quartiere. Ricordo il mio primo Synth acquistato nel 1982 (avevo 13 anni) il Korg Ms 10 che ancora ho, funzionante, poi di seguito lo abbinai ad un ms20 ed in fine arrivai ad una tastiera polifonica, sempre Korg, il poly 61, con quella suonavo alla grande e quando il rock non permetteva chissà quali parti di tastiera mi cimentavo sul basso. Tutte queste esperienze più’ la mia formazione musicale hanno influenzato moltissimo il mio modo di ascoltare la musica spaziando molto non fossilizzandomi su un genere solo.

Penso sia stato un bene, o forse un male, non lo so, ma a me piace tutta la musica, quella bella, che mi emoziona.

MM: I primi successi arrivano con l’album “Strani sogni” ed in particolare la traccia “Perché non parli” con la band SIG V edito da CIN Music. Una band dal contenuto rock psichedelico affiancato all’elettronica. (Peccato che in streaming non si trova!)

LAERTES:  Ho un bellissimo ricordo dei SIG V con Maurizio Loffredo il chitarrista e cantante della band Un’ esperienza molto importante sia sotto il profilo tecnico che quello musicale. Imparai con loro a fare sul serio, cioè impegnarmi non più’ per divertimento ma con sacrificio, per ottenere un risultato, che a quel tempo era piu grande di noi.

Tutti gli artisti lo fanno, a prescindere se ce la facciano o meno ad arrivare al successo. Siamo stati una band che sul territorio locale romano ha dato il suo contributo, ma non è successo molto in verità. È stato fatto un CD, ma oramai non si trova più’ e non era l’epoca dello streaming e dei video quindi le documentazioni dei nostri concerti se le ricordano in pochi!

MM: Poi c’è l’incontro con Dino Sabatini, quando allòra era un chitarrista. A questo punto mi sovviene un’altra curiosità. La mitologia tra i due chi l’ha messa in mezzo per primo? Mi spiego meglio.

Dino fonda l’etichetta “Outis Music” ove Outis è una parola greca che significa Nessuno, lo pseudonimo utilizzato da Ulisse per ingannare il ciclope Polifemo. Il tuo nome d’arte è Laertes (per chi non lo sapesse è il nome del padre di Ulisse). Per deduzione, presumo che tu sia il responsabile di tutto ciò!

LAERTES:  Per fare questo disco e formare la band con i SIG V costruimmo uno studio di registrazione, non molto grande ma era bellissimo per noi, una sala regia, una sala più’ grande di ripresa e ci volle quasi un anno, essendo finanziato dai nostri lavori quotidiani che facevamo un tempo; è li che incontrai Dino, me lo presentò un nostro caro amico, ottimo batterista, Gino Ferrara.

Formammo un trio composto da Dino alla chitarra, già all’epoca non scherzava, lavorava in casa con un software che era molto simile al noto Ableton Live e si chiama Acid; Gino alla batteria, metà acustica e metà elettronica ed infine io alle tastiere, al Synth ed un piccolo computer con il primo reason. Facevamo delle prove per tirare giù delle tracce che ad oggi non saprei definirle. Erano un cacciucco di generi come il trip hop con l’elettronica alla Tangerine Dream ed un pizzico di rock sempre psichedelico…comunque un grande incontro che poi negli anni che seguirono continuammo a vivere insieme come amici e come colleghi.

Outis Music nasce dall’idea di Dino Sabatini, dal suo momento da produttore singolo se vogliamo dire cosi’ e subito mi coinvolge facendomi, rilasciare il primo disco della Neo Label, Anthemusa.

Il concept mitologico è solo un gioco espressivo che arricchisce in un immaginario sonoro e visivo, varie forme di questa arte contemporanea che chiamiamo musica elettronica. Dove il sound design e la ciclicità dei loop perpetuano le linee melodiche dissonanti quasi a farci percepire il delirio del nostro millennio, è il nostro specchio.

Il mito greco  scherza con le nostre storie e cerca di aggiungere quello che da solo questo genere di musica non può avere, gli serve la luce, il video, il concept e tutto quello che oramai siamo abituati a vedere più’ che sentire, vorrei fare una domanda io in merito a questo. Quanti degli amanti di musica elettronica ascoltano  con un un impianto degno di nota per assaporare il lavoro che cè stato dietro queste sonorità? Molto pochi direi, la maggior parte di questa musica viene fruita nei club o i festival dove il pensiero comune di tutti, come in uno stato catartico è liberarsi da tutto e godere.

MM: Insieme fondate il duo “Modern Heads”. Siete ospiti dei più grandi club del mondo tra cui: Panorama bar, Air Tokyo, Fuse Bruxells, Brancaleone a Roma, Madrid ecc. Per raggiungere questi livelli c’è bisogno di grande sintonia musicale, di essere sulla stessa lunghezza d’onda. Quanto è difficile trovare un “partner” musicale che ha la stessa tua prospettiva? O se son diverse come accomunarle verso un unico progetto?

LAERTES: Ci piaceva troppo suonare, quindi dopo la formazione del trio con Gino Ferrara e Dino Sabatini, mettemmo in piedi un altro studio, il Malatesta, chiamato così perchè situato in via dei Malatesta a Roma. Da li nasce l’idea dei produttori e quindi in seguito i Modern Heads.

Dopo qualche anno felice del duo Modern Heads, con un consolidato suono generato da quella che per me è stata l’iniziazione di tutto il movimento che ora si conosce come deep techno hypnotic scaturito anche  da Elettronica Romana e cito anche Mental Groove, con Brando Lupi Donato Dozzy Diego Capri Andrea gentile, Freddy K, Maurizio Cascella, Joe Casagrande, Rossella, Giorgio Gigli, (spero di non aver dimenticato nessuno), Dino ed io impiantammo il nostro studio dentro Remix, un noto negozio di dischi, sito ai tempi a piazza del popolo Roma (via del fiume).

Eravamo molto contenti di come le cose procedevano, facevamo sia il nostro percorso sperimentando e collaborando con tutti gli artisti ed è stato molto bello quel periodo. Come tutte le cose, che non durano per sempre, la vita va avanti e prendemmo varie strade. 

Il Nostro duo Modern Heads, è nato dalla nostra amicizia, abbiamo vissuto insieme nel bene e nel male, la sintonia è stata raggiunta solo quando ognuno di noi ha accettato i difetti dell’altro. Ne abbiamo fatto tesoro cercando di esprimere al massimo le qualità che abbiamo. È cosi’ che il proverbio prende forma, “l’unione fa la forza”.  Credo che per trovare il giusto partner o collaboratore, in genere, bisognerebbe partire da questo.

MM: E poi c’è il tuo progetto da solista Laertes. Hai sentito il bisogno di avere un’identità musicale tutta tua?

LAERTES: Si! il mio nuovo progetto Laertes, nasce proprio perché ho sempre suonato e fatto musica in molti modi e con molte persone, anche per lavoro, era arrivato il momento di lasciare delle tracce, per cosi’ dire…. Ne sono molto contento, ma condivido sempre  i miei lavori anche adesso, infatti già il Remix con Neel, Polar inertia è un esempio nell’album “Argonaut”.

MM: Il tuo ultimo Ep, uscito nel 2018 e prodotto dall’etichetta Mental Modern s’intitola “Argonaut”. Tanto per rimanere in tema (mitologia), gli argonauti erano coloro che si misero in viaggio, capitanati da Giasone, alla ricerca del vello d’oro. Perché hai accomunato il disco a questa storia? Pensi che ci sia, al giorno d’oggi, un vello d’oro che possa far prosperare il nostro paese?

LAERTES: Il nostro paese non lo so, ma la musica penso di si. C’è bisogno di sperimentare e quindi di navigare esplorando, questo è il senso.

MM: L’Ep s’articola in quattro tracce. Due delle quali remixate da due nomi di spicco Polar Inertia e Neel. Neel remixa “Argonaut” (seconda traccia del lato A) mentre i Polar remixano “Exfinos Pontos” antico nome del Mar Morto, ove gli argonauti intraprendono il viaggio. C’è una correlazione tra la scelta delle tracce da remixare e lo stile dei due artisti? .

LAERTES: Non credo ci sia una correlazione tra loro, ma il loro modo di interpretare la musica è stato parte del viaggio, in special modo quello di Neel che ha preso ogni singolo campione dai miei suoni e ne ha fatto una  viaggio diverso, Fantastico! questo significa remixare secondo me. Mental Modern, poi, non ha bisogno di presentazioni è una Label underground che si affaccia pienamente alla ricerca del suono con stile, gli sono piaciuti i miei lavori ed abbiamo creato questo viaggio, una solida nave su cui poter contare è fondamentale.

MM: Nell’Ep deep techno e dub techno si fondono in atmosfere sospese, portano il pensiero a quel viaggio fatto di avventure, di circostanze misteriose, di mitologia vissuta in prima persona. Ti senti un testimone dei grandi scrittori mitologici?

LAERTES: Non mi sento in alcun modo testimone dei grandi scrittori mitologici, solo ricordarli per le loro grandi opere mai ineguagliate mi basta, si accostano benissimo a questi misteriosi paesaggi sonori che riusciamo a fare con la musica, o almeno ci proviamo.

MM: Quanto ti sarebbe piaciuto sbarcare sull’isola di Lemno?! (Lemno è l’sola abitata da sole donne in cui si imbattono gli Argonauti)

LAERTES: Limnos, come viene chiamata in greco, è una meraviglia, ci sono stato da turista, ed anche se non lo dovrei fare la consiglio, è un posto che mantiene la sua gelosa bellezza proprio perché poco conosciuta, si  mi sarebbe piaciuto sbarcare li, decisamente il mare, il sale, il sole, sono ingredienti che mi fanno stare bene, e risuonano dentro me.

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MM: Ritornando alla musica, ho letto che hai lavorato come consulente musicale e sound designer per mediaset. Com’è stata quest’esperienza? Di Silvio Relandini (direttore dell’istituto per la tecnologia musicale) puoi dirci qualcosa?

LAERTES: Il lavoro come consulente musicale o meglio quello di tecnico audio è nato solo per dare una spinta economica a tutto quello che non girava bene molto tempo fa, comunque mi sono sempre appassionato di più’  alla tecnica audio che alla post produzione televisiva.

Silvio Relandini, è stato il mio mentore per quanto riguarda il software di Cubase, con cui sono cresciuto, ora uso il suo antagonista più’ dedicato appunto al video ma con funzioni avanzate per il sync, si chiama Nuendo. Presi insieme a lui il diplomino da Docente Steinberg, ma non l’ho mai utilizzato. Anche perché fondamentalmente ho sempre investito di più’ nella produzione, solo in senso divulgativo mi diletto nel mio studio facendo qualche master class sul Mastering e faccio delle lezioni individuali a chi vuole avvicinarsi, o migliorare le proprie capacità per produrre, ma non ho mai pensato di lavorare in una scuola.

MM: In più c’è Audiorandum, Space Echo Studios e MZK LAB, dove lavori. Sei diventato un professionista del settore lavorando come ingegnere di mastering per le etichette più famose. Senti questa responsabilità come pesante? E quanto tempo dedichi alla formazione, alla ricerca, alla qualità dei tuoi suoni, dei tuoi lavori, al contatto con le altre etichette?

LAERTES: Audiorandom, è il mio nuovo progetto tecnico creato insieme a Marco Gargani, MZK Group, è un gruppo Romano che opera nel settore audio visivo e dell’informazione, stiamo mettendo in piedi una bellissima Factory dove convergono molti artisti di vario tipo, questo mi piace molto e sta funzionando. Unire le capacità insieme a tanta volontà è proprio da avventurieri oggi giorno, quindi anche li siamo una bella ciurma su una nave,  mure a dritta!!

Le tecnologie in genere stanno decollando velocissima e non è facile strale dietro, ed in questo è importante la collaborazione con altri ragazzi. Il tempo che si impiega per capire che magari quella modalità o quel software o plug- in che non vanno bene, è parecchio, bisogna fare molti test, molte prove, nasce per questo il concetto di Factory, cosi’ nello stesso luogo  possiamo avere un immagine più’ nitida di molte attività che si legano alle nuove tecnologie, sperando di saperle filtrare ed ottenere il meglio da quelle migliori.

I contatti stanno crescendo sempre di piu’ riguardo alle Label ed agli artisti che ci conoscono come lavoriamo, è sempre una scommessa, ma ce la mettiamo tutta!!

MM: Cosa pensi del clubbing italiano? E di quello estero?

LAERTES: Penso che in Italia ci sia una cultura diversa del clubbing, anche se a piccoli passi sta convergendo a quella estera, manchiamo ancora di costanza e di qualità, mi riferisco agli investimenti che si fanno sugli artisti e sulla musica, non siamo un paese che compra più’ musica, e stiamo vivendo uno stallo riguardo a che fine farà il supporto.

Mi riferisco al cd che non esiste più.’ Il vinile che per quanto vada di moda non ha più’ la forza di un tempo, quindi mi dispiace vedere tutto il nostro lavoro sul web, un mondo digitalizzato che sembra essere visivamente più sociale ma che alla fine acquista sempre di più’ solitudine. Io che vengo dall’analogico e conosco il digitale, non ci posso credere, ma  dovrò farmene una ragione.

MM: Un’ ultima domanda, riguarda l’attualità. Recentemente Mogol, eletto presidente della Siae, ha vinto la prima battaglia sul copyright. Sue testuali parole “Serve rispetto per la creatività, perché senza creatività come si può vivere?”. Quanto è importante il diritto d’autore sulle proprie creazioni? Potresti vivere senza la tua creatività?

LAERTES: Il diritto d’autore è una protezione per gli artisti di ogni fazione, di ogni arte, credo sia giusto proteggerlo, senza la creatività non ci sarebbe l’arte, ognuno di noi potrebbe esserlo nella vita, io in effetti non so se sono un artista, ma ho la necessità di fare cose creative, e le farei a prescindere da tutto.

Grazie a Laertes!

Mattia Gargiulo

           ENGLISH VERSION

Laertes, music, study, life. Interview with one of the most influential producers in Italy.

Laertes, art’s name of Gianluca Meloni, is an Italian music producer. One of the best.

Recently he released his latest EP “Argonaut” produced by the label “Mental Modern” with the remixes of Neel and Polar Inertia. A mythological sound journey of which we wanted to know more.

We talked with him. Enjoy friends !!

MM: Hi Laertes, thank you for making an interview for Posidonia. Given your musical career, it is not easy to start from one point, so I start from where it all started or so I want to believe. The first curiosity concerns the diploma in piano at the Santa Cecilia conservatory in Rome. How and why does a boy who graduates from the conservatory switch to electronic music and how much did he influence this preparation on your musical journey?

LAERTES: The conservatory was a path that my family wanted, as usual in those years. My older brother, he built a small synthesizer with an oscillator for his electronic engineering thesis and then I found myself playing at home without knowing anything. I played all the music I was listening to on TV. My mother was impressed and decided to enroll in music school, it is from there that everything began.

The conservatory and the musical preparation made me realize that I was not suitable to be a performer or a talented pianist and I got passionate, following in fact my first footsteps, to synthesizers.

My friends were perfect rockers, and I played in many bands in the neighborhood. I remember my first Synth purchased in 1982 (I was 13) the Korg Ms 10 that I still have, working, then I combined it with a ms20 and finally I arrived at a polyphonic keyboard, always Korg, the poly 61, with that I played great and when the rock did not allow who knows what parts of the keyboard I tried my bass. All these experiences plus my musical training have greatly influenced my way of listening to music, far from fossilizing me on a single genre. I think it was good, or maybe bad, I do not know, but I like all the music, the beautiful one, that excites me.

MM: The first hits come with the album “Strange dreams” and in particular the track “Why do not you speak” with the band SIG V published by CIN Music. A band with psychedelic rock content flanked by electronics. (Too bad that in streaming is not found!)

LAERTES: I have a wonderful memory of SIG V with Maurizio Loffredo, the guitarist and singer of the band. A very important experience both from a technical and a musical point of view. I learned with them to be serious, that is, to commit myself no longer ‘for fun but with sacrifice, to get a result, which at that time was bigger than us.

All artists do it, regardless of whether or not they make it to success. We were a band that gave its contribution to the local Roman territory, but it did not happen very much, a CD was made, but now it is no longer ‘and it was not the time of the streaming and the videos, so the documentation of our concerts if they remind you in a few!

MM: Then there is the meeting with Dino Sabatini, when he was a guitarist. At this point another curiosity comes to my mind. The mythology between the two who put it in the middle first? I’ll explain. Dino founds the label “Outis Music” where Outis is a Greek word meaning Nobody, the pseudonym used by Ulysses to deceive the Cyclops Polyphemus. Your stage name is Laertes (for those who do not know it is the name of the father of Ulysses). By deduction, I assume you are responsible for everything!

LAERTES: To make this record and form the band with the SIG V we built a recording studio, not very big but it was beautiful for us, a control room, a bigger shooting room and it took almost a year, being funded by the our daily work we did once; it is there that I met Dino, a dear friend of mine introduced him to me, an excellent drummer, Gino Ferrara.

We formed a trio composed by Dino on guitar, at the time he was not joking, he worked at home with a software that was very similar to the well-known Ableton Live and is called Acid, Gino half acoustic and electronic drums and finally I keyboards and synths and a small computer with the first reason. We did some tests to pull down ‘of the tracks that today I could not define them, they were a cacciucco of genres such as the trip hop with electronic Tangerine Dream and a pinch of rock always psychedelic … anyway a great meeting that then in the years that followed we continued to live together as friends and as colleagues.

Outis Music comes from the idea of ​​Dino Sabatini, from his moment as a single producer if we want to say so ‘and immediately involves me making me, release the first album of the Neo Label, Anthemusa. T

The mythological concept is just an expressive game that enriches in a sound and visual imagery, various forms of this contemporary art that we call electronic music where the sound design and the cyclical loops perpetuate the dissonant melodic lines almost to make us perceive the delirium of our millennium , is our mirror.

The Greek myth jokes with our stories and tries to add what alone this kind of music can not have, it serves the light, the video, the concept and everything that now we are used to see more than feel, I would like to do a question about this. How many fans of electronic music listen with a noteworthy system to savor the work that has been behind these sounds? Very few would say, most of this music is enjoyed in clubs or festivals where the common thought of all, as in a cathartic state is to get rid of everything and enjoy.

MM: Together they founded the “Modern Heads” duo. You are guests of the biggest clubs in the world including: Panorama bar, Air Tokyo, Fuse Bruxells, Brancaleone in Rome, Madrid etc. To reach these levels you need great musical harmony, to be on the same wavelength. How difficult is it to find a musical “partner” that has the same perspective as you? Or if they are different how to unite them to a single project?

LAERTES: We liked to play too much, so after the formation of the trio with Gino Ferrara and Dino Sabatini, we set up another studio, the Malatesta, so called because it is located in Via dei Malatesta in Rome. From there comes the idea of ​​the producers and then later the Modern Heads.

After a few happy years of the duo Modern Heads, with a consolidated sound generated by what for me was the initiation of the whole movement that is now known as deep techno hypnotic also originated by Elettronica Romana and also mentions Mental Groove, with Brando Lupi Donato Dozzy Diego Capri kind Andrea, Freddy K, Maurizio Cascella, Joe Casagrande, Rossella, Giorgio Gigli, (I hope I did not forget anyone), Dino and I set up our studio in Remix, a well-known record store, site at the time piazza del popolo Rome (via del fiume).

We were very happy with how things were going, we did both our journey experimenting and collaborating with all the artists and it was very nice that period. Like all things, which do not last forever, life goes on and we take various paths.

Our Modern Heads duo, was born from our friendship, we lived together for better or for worse, the harmony was reached only when each of us accepted the other’s faults and we did treasure, trying to express at most the quality that we have, this is how the proverb takes shape, unity is strength. I believe that to find the right partner or collaborator, in general, we should start from this.

MM: And then there’s your solo project Laertes. Did you feel the need to have a musical identity of your own?

LAERTES: Yes! My new project Laertes, was born because I have always played and made music in many ways and with many people, even for work, it was time to leave traces, so to speak …. I am very happy, but I always share my works even now, in fact already the Remix with Neel, Polar inertia is an example in the album “Argonaut”.

MM: Your last Ep, released in 2018 and produced by the Mental Modern label is called “Argonaut”. Just to stay on the subject (mythology), the Argonauts were those who set off on a journey, led by Jason, in search of the Golden Fleece. Why did you share the record with this story? Do you think there is, nowadays, a golden fleece that can make our country prosper?

LAERTES: Our country I do not know, but the music I think so, we need to experiment is to surf by exploring, this is the meaning.

MM: The Ep is articulated in four tracks. Two of them remixed by two prominent Polar Inertia and Neel names. Neel remix “Argonaut” (second track of the A side) while the Polar remix “Exfinos Pontos” ancient name of the Dead Sea, where the Argonauts undertake the journey. Is there a correlation between the choice of the tracks to remix and the style of the two artists? .

LAERTES: I do not think there is a correlation between them, but their way of interpreting music was part of the journey, especially that of Neel who took every single sample from my own sounds and made it a different journey, Fantastic! this means remixing according to me. Mental Modern, then, needs no introduction is an underground Label that fully looks for sound in style, I liked my work and we created this journey, a solid ship on which you can count is essential.

MM: In Ep deep techno and dub techno blend in suspended atmospheres, they bring the thought to that journey made of adventures, of mysterious circumstances, of mythology experienced in first person. Do you feel a witness to the great mythological writers?

LAERTES: I do not feel in any way a witness of the great mythological writers, just remember them for their great works never unequaled enough, come close to these mysterious soundscapes that we can do with music, or at least we try.

MM: How would you like to land on the island of Lemnos ?! (Lemnos is the only one inhabited by women only in which the Argonauts stumble)

LAERTES: Limnos, as it is called in Greek, is a marvel, I was there as a tourist, and even if I should not do the advice, it is a place that maintains its jealous beauty just because little known, I would have liked to land them , definitely the sea, the salt, the sun, are ingredients that make me feel good, and resonate within me.

MM: Returning to music, I read that you worked as a music consultant and sound designer for Mediaset. How was this experience? Di Silvio Relandini (director of the institute for music technology) can you tell us something?

LAERTES: The job as a musical consultant or better as an audio technician was born only to give an economic boost to everything that did not turn well a long time ago, however I have always been more passionate about the audio technique than the post production. Silvio Relandini, was my mentor for the Cubase software, with which I grew up, now I use his antagonist more ‘dedicated to the video but with advanced features for the sync, is called Nuendo, taken with him the diplomat from Teacher Steinberg, but I have never used it, also because basically I have always invested more ‘in production, only in a popular sense I delight in my study doing some master classes on Mastering and I do individual lessons to those who want to approach, or improve their skills to produce, but I never thought about working in a school.

MM: Plus there’s Audiorandum, Space Echo Studios and MZK LAB, where you work. You’ve become an industry professional working as a mastering engineer for the most famous labels. Do you feel this responsibility as heavy? And how much time do you dedicate to training, research, the quality of your sounds, your work, and contact with other labels?

LAERTES: Audiorandom, is my new technical project created together with Marco Gargani, MZK Group, is a Roman group that operates in the audio visual and information, we are setting up a beautiful Factory where many artists of various kinds converge, this I really like it and it’s working.

Combining the skills together with a lot of will is just adventurers today, so we are also a nice crew on a ship, starboard tack! The technologies in general are taking off very fast and it is not easy to see them, and in this it is important to collaborate with other guys, the time it takes to understand that maybe that mode or that software or plug-ins that are not good, is a lot , you have to do a lot of tests, this is the concept of Factory, so ‘in the same place we can have a clearer image of many activities that bind to new technologies, hoping to know how to filter and get the best from the best ones.

The contacts are growing more and more ‘about the Label and the artists who know us how we work, it is always a bet, but we put it all!

MM: What do you think about Italian clubbing? And of the foreign one?

LAERTES: I think that in Italy there is a different culture of clubbing, even if in small steps it is converging to the foreign one, we are still lacking in constancy and quality, I refer to the investments made on artists and music, we are not a country that buys more music, and we’re experiencing a stalemate with regards to what end it will do.

I refer to the cd that no longer exists, ‘vinyl that no longer has the force of a time, so I’m sorry to see all our work on the web, a digitized world that seems to be more social visually but that in the end it acquires more and more ‘loneliness. I come from the analog and I know digital, I can not believe it, but I’ll have to give it a reason.

MM: A last question, concerns current events. Recently Mogol, elected president of Siae, won the first copyright fight. His words “Do you need respect for creativity, why without creativity how can you live?”. How important is copyright on one’s own creations? Could you live without your creativity?

LAERTES: Copyright is a protection for artists of every faction, of every art, I think it is right to protect it, without creativity there would be no art, each of us could be in life, I actually do not know if I am an artist, but I need to do creative things, and I would do it regardless of everything. 

Thanks to LAERTES!

Mattia Gargiulo