Il segretario all’Energia degli Stati Uniti Chris Wright ha parlato dei nuovi test di armi nucleari, che Donald Trump ha annunciato qualche giorno fa. In un’intervista per il canale Fox News, il collaboratore del presidente ha assicurato che questi nuovi esperimenti non comporteranno esplosioni nucleari. Piuttosto, si concentreranno su prove riguardanti «altre parti delle armi nucleari», per verificare il loro corretto funzionamento.
Le dichiarazioni del tycoon della scorsa settimana in merito alla ripresa dei test, fermi da trentatré anni, avevano suscitato sorpresa e preoccupazione. A perplimere, in particolare, erano state le modalità dell’annuncio, piuttosto confusionario e poco chiaro.
Le giustificazioni di Trump sui nuovi test nucleari statunitensi
Trump aveva motivato la propria decisione sostenendo che anche Russia e Cina starebbero effettuando test nucleari, sottolineando quindi la necessità per gli Stati Uniti di adeguarsi al comportamento degli altri due Paesi. Si tratta, in realtà, di informazioni false. Di recente il Cremlino ha testato un missile e un siluro a propulsione nucleare, ma è fermo riguardo al nucleare dal 1990 (il governo cinese, invece, dal 1996).
Al momento, gli Stati Uniti dispongono di sistemi estremamente sofisticati per verificare il funzionamento e la prontezza del proprio arsenale nucleare attraverso simulazioni. Nessun altro Paese possiede questi strumenti, e questo implica un importante vantaggio tecnologico per il governo americano. Qualora gli altri Stati riprendano i test veri e propri, tuttavia, questo asso nella manica potrebbe non essere più sufficiente. Già in passato, Vladimir Putin ha dichiarato che, nel caso in cui gli USA dovessero ricominciare a sperimentare con il nucleare, sarebbe pronto a fare lo stesso.
Federica Checchia





