La sosta per le nazionali come breve momento per fermarsi ed analizzare il percorso sin qui compiuto. Le quattro vittorie consecutive hanno proiettato la Lazio al terzo posto rilanciandola prepotentemente in zona Champions. Un ottimo punto di partenza che però, per tramutarsi in traguardo d’arrivo, necessita di alcuni accorgimenti rispetto alle ultime stagioni

Tredici punti nelle ultime cinque, ultima sconfitta in campionato datata settembre contro l’Inter ed obiettivo Champions League sempre più alla portata. Le statistiche sorridono alla Lazio di Inzaghi intelligente nel saper trarre molti insegnamenti dagli errori delle prime giornate.

Ritrovata la “zona quarto posto” non si possono però dormire sonni tranquilli. Imperativo d’obbligo maturare ancor di più andando ad inserire nella ricetta Champions quei pochi ingredienti sufficienti a trasformare un piatto da anonimo a stupefacente.

Gli ingredienti sono pronti sul tavolo, non rimane che assemblarli a regola d’arte.

Un brodo a sapore di gol

Un brodo che avvolga tutto e renda la pietanza meno asciutta possibile appare al momento l’elemento imprescindibile della cucina di Inzaghi. Rispetto alla scorsa stagione, i capitolini hanno siglato cinque centri in più, ritrovando un Immobile implacabile e capace ogni domenica di firmare nuovi record.

La pericolosità dei biancocelesti non passa solamente per i piedi del bomber campano. Per sognare la Champions i romani avranno costantemente bisogno del tocco di magia di Luis Alberto che sta vivendo una delle sue migliori stagioni, dell’ estro del “Tucu” Correa, vera arma in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e dell’ attitudine di sergente di Milinkovic-Savic il quale, rotto il digiuno in fase realizzativa contro il Lecce, vuole tornare a convincere tutti.

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Correa, l’asso in più di Inzaghi per l’assalto Champions-Photo Credit: Alfredo Falcone – LaPresse

Se la difesa dovesse riuscire a mantenere questo trend (una rete in meno subita rispetto a dodici mesi fa), il tocco in più potrebbe essere proprio la distruttività in fase avanzata. Non è un caso che due anni fa, quando il traguardo Champions svanì all’ultima giornata contro l’Inter in un match rocambolesco, i biancoazzurri potevano vantare il miglior attacco con 89 centri.

Lazio, devi evitare le bucce di banana

Gran parte dei piatti richiede un tocco di dolcezza che faccia da contrasto all’acidità. Una sensazione ricavabile tramite una varietà di soluzioni, ma sicuramente non con le bucce di banana come accaduto in casa Lazio nelle scorse stagioni.

I migliori piazzamenti si raggiungono non con le “grandi”, bensì con le “piccole” astute nel chiudersi e ripartire creando non pochi problemi alle formazioni con più qualità. Un ostacolo da arginare senza indugi per puntare in alto: qualche mese fa la Champions è sfumata principalmente nel trittico fallito Spal-Chievo-Sassuolo dove i laziali hanno ottenuto un solo punto.

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Passano gli anni con la Spal che sta diventando la bestia nera della Lazio- Photo Credit: Getty Images

Nell’anno in corso, al momento, uno scivolone simile è stata vissuto solamente con la Spal, mentre negli altri incroci sono arrivate vittorie rotonde e confortanti. Non c’è più spazio per le bucce di banana.

L’esistenza di un ingrediente dominante

Il vincere con le piccole è condizione necessaria, così come evitare di perdere con le big. Probabilmente, per raggiungere grandi obiettivi non è fondamentale il fatto di fare sempre bottino pieno, ma evitare di perdere punti pesanti. Una situazione che spesso si verifica negli scontri diretti, quando ogni match vale più di tre punti.

La gestione di questo tipo di gara è forse l’aspetto su cui porre la maggiore attenzione: la scorsa annata, ad esempio, la Lazio nel doppio confronto con Juventus, Napoli, Roma, Inter ed Atalanta ha totalizzato solamente sei punti sui 30 disponibili.

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Per raggiungere la Champions servirà evitare cadute come quella contro l’inter- Photo Credit: ANSA / MATTEO BAZZI

Un aspetto da non trascurare anche considerando i primi duelli di questo nuovo anno che hanno mostrato una squadra più “meditativa”: con Roma, Inter ed Atalanta i biancocelesti hanno strappato due pareggi. I prossimi scontri al vertici rappresenteranno nuovi esami di maturità dove la capacità di saper leggere i momenti del match sarà il quid in più tra un pareggio o una vittoria ed una sconfitta.

La Champions League è un pietanza dalla preparazione lenta con tanti piccoli passaggi da eseguire con attenzione e precisione.

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