Giro di boa per Sanremo 2025, ormai giunto alla terza serata. Secondo turno di Big in gara, stasera solo quattordici, in seguito alla rinuncia di Emis Killa; Alex Wyse e Settembre si sfidano all’ultima nota nella finale della sezione Nuove Proposte. Co-conduttrici della puntata, Miriam Leone, Elettra Lamborghini e Katia Follesa. Ecco le pagelle della puntata, questa volta direttamente da Casa Sanremo.

Le pagelle della terza serata di Sanremo 2025

ClaraFebbre: la popstar in ascesa brilla sempre di più, e non solo per i look. Spigliata e disinvolta, dà una bella scossa a un Festival a tratti polveroso. La sua canzone non è decisamente la migliore e ha pochissime speranze di vittoria, ma quest’anno ha fatto ricredere un bel po’ di persone. Scintillante. Voto 7.

Brunori SasL’albero delle noci: nella quindicina di Big in scena ieri sera, erano inclusi almeno sette tra i papabili candidati al leoncino d’oro, ma mancava lui. Tenero, delicato e, soprattutto, senza un briciolo della puzza sotto il naso che accomuna tanti illustri colleghi, ormai votati al cantautorato snob. Pop-olare quanto basta. Voto 8.

Sarah ToscanoAmarcord: la più giovane tra gli artisti in gara era apparsa un po’ spaesata nella puntata di martedì. Oggi, invece, sembra aver ricordato le sue origini, ovvero i banchi della scuola di Amici, e ha riacquistato la sicurezza che l’aveva fatta risplendere nel corso del talent. Amarcord Rudy Zerbi. Voto 7.

Massimo Ranieri Tra le mani un cuore: Massimo, ti vogliamo bene, davvero. Ti stimiamo, riconosciamo il tuo smisurato valore artistico e umano e non ci permetteremmo mai di criticarti in alcun modo. Una domanda, però, dobbiamo farla, sia a te, che al tuo alter ego di Latina: perché? Non me lo so spiegare. Voto 6,5.

Joan ThieleEco. Al primo ascolto ci era piaciuta tantissimo, al secondo ancora di più. Joan ha in tasca il brano più raffinato di Sanremo 2025 e, anche se, vedendola scendere incerta dalle scale con il suo strumento, mezza Italia ha temuto che potesse finire a far compagnia alla Michielin dall’ortopedico, la sua intonazione è assolutamente stabile. Quentin, chiamala per una colonna sonora. Voto 9.

Shablo feat Guè, Joshua e TormentoLa mia parola: in una manciata di minuti ci catapultano nel passato e in un rap old school, che però riesce ad essere attuale. Il pubblico in teatro non sembra amarli particolarmente, ma la sala stampa potrebbe riservare qualche sorpresa. Bros. Voto 6,5.

NoemiSe t’innamori muori: la rossa Veronica incassa grandi applausi dalla platea e la sua voce graffiante riempie l’Ariston. La penna di Blanco e Mahmood è riconoscibile in ogni verso. Sarebbe bello, prima o poi, vederla vincere Sanremo, ma forse il 2025 non è ancora l’anno giusto. O sì? Red power. Voto 8.

Olly acchiappa-voti, Francesco Gabbani santone

OllyBalorda nostalgia: la canzone piace ed è prima su Spotify, ma non è chiaro quanto effettivamente siano realistiche le sue probabilità di vittoria. Lui, però, sembra più interessato a raccontare una storia, la sua. La stampa impazzisce per lui, così come il pubblico dell’Ariston, che gli regala una standing ovation: è in arrivo un ribaltone? Carta imprevisto. Voto 7.

Coma_CoseCuoricini: perfetti per la vigilia di San Valentino, Fausto e California hanno in mano il vero tormentone di questa edizione. C’è chi li accusa di aver ceduto troppo alle lusinghe del mainstream, e forse non ha torto, ma loro si guardano negli occhi e se ne fregano. Normalmente tutta questa melassa ci darebbe fastidio, ma loro sono troppo tenerelli. Cuoricioni. Voto 8.

ModàNon ti dimentico: Kekko si tocca la costola incrinata, che deve fargli un gran male, poverino. Ci dispiace tantissimo, ma non abbastanza da perdonargli quei completi fluo, né il fatto che abbiano portato a Sanremo Tappeto di fragole, parte 6298. Dimentichiamoci. Voto 5.

Tony EffeDamme ‘na mano: questa volta Tony abbandona il completo candido e il fondotinta e lascia in vista i tatuaggi sul viso e quelli sul petto nudo. L’operazione chierichetto non è riuscita, è ora di tornare ad essere lo zarro che abbiamo imparato a conoscere. È più a suo agio in queste vesti e, nonostante la canzone sia un grande no, è meno peggio rispetto alla prima serata. Fieramente tamarro. Voto 5.

IramaLentamente: luccicante come Edward Cullen, Irama tenta di distogliere l’attenzione del pubblico dal fatto che la sua canzone ricordi mille altri brani della sua discografia. L’autotune non aiuta. Artefatto. Voto 5,5.

Francesco GabbaniViva la vita: la sua canzone non è poi così male, e lui resta un autore e un interprete assolutamente valido. La sua espressività, oltretutto, dona al brano il guizzo che, altrimenti, non avrebbe. Piano piano ci convincerà, ma da uno che, una manciata di anni fa, cantava “E allora avanti popolo, che spera in un miracolo”, avremmo voluto qualcosa di più rivoluzionario. Amen. Voto 6,5 (quasi 7, perché comunque siamo affezionati a quel ghigno beffardo).

GaiaChiamo io chiami tu: oggi la sua musa ispiratrice sanremese, Elettra Lamborghini, è all’Ariston in qualità di co-conduttrice. Chissà che emozione. Scherzi a parte, Gaia ormai è una performer navigata, che meriterebbe brani più interessanti dell’ennesimo tormentone. Si può dare di più. Voto 6,5.

Settembre VS Alex Wyse: Andrea Settembre s’impone sull’avversario, chiudendo la partita con uno schiacciante 3 a 0. Il prossimo anno scopriremo chi, tra le Nuove Proposte, calcherà nuovamente il palco dell’Ariston, tra le fila dei Big. Nota di demerito a Carlo Conti: Alessandro Cattelan ha seguito tutto il percorso dei ragazzi, sarebbe stato carino e dovuto farlo essere presente alla finale.

Edoardo Bennato: saranno pure solo canzonette, ma Bennato fa ancora le scarpe a molti colleghi, Simon Le Bon incluso. Burattino senza fili (per fortuna). Voto 9 perché sì.

Federica Checchia

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