Ieri sera, come tutti sanno, si è svolta la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Tra gli ospiti musicali della serata inaugurale, insieme ad Andrea Bocelli, Laura Pausini, Lang Lang e Mariah Carey, c’era anche Ghali, protagonista di un segmento dedicato alla pace. Il rapper italotunisino ha recitato la filastrocca di Gianni Rodari Promemoria.
Nelle scorse settimane, l’annuncio della sua partecipazione aveva scatenato forti polemiche tra alcuni politici, contrari alla presenza dell’artista per via delle sue posizioni in merito alla causa palestinese. Sul palco dell’Ariston, durante Sanremo 2024, Ghali aveva parlato apertamente del genocidio, attirando su di sé il plauso di molti, ma anche le critiche della destra.
Nei giorni scorsi, lo stesso cantante aveva rivelato di aver chiesto di tradurre parte della poesia anche in arabo, oltre che in inglese e in francese, ma di aver ricevuto un rifiuto. Sui social aveva scritto: «So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace, so che poteva contenere più di una lingua, so che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo».
Ghali è stato “censurato” durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici
Durante la sua esibizione, ieri sera, le telecamere non lo hanno mai inquadrato in primo piano, e il suo nome non è stato nemmeno pronunciato dai commentatori. Una distrazione? Forse, ma in molti sono convinti che si sia trattato di una vera e propria “vendetta” nei suoi confronti. Anche Ghali sembrerebbe pensarla così e, all’indomani della cerimonia, ha affidato le proprie considerazioni ai social.
«Pace? Armonia? Umanità? Non ho sentito niente di tutto questo ieri sera, ma l’ho sentito attraverso i vostri messaggi», ha scritto, per poi ringraziare i fan: «Le persone sono ciò che conta davvero e, in un momento di così tanto odio, vi prego di non giocare il loro gioco e di rispondere sempre come vorremmo che il mondo fosse». Il post si è concluso con una citazione presa proprio dalla filastrocca di Rodari: «Ci sono cose da non fare mai».
Federica Checchia





