Durante il tradizionale concerto di Capodanno a La Fenice di Venezia, si sono verificate nuove proteste contro la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale del teatro. I dipendenti della struttura, dai tecnici all’orchestra, sono apertamente contrari alla decisione del sovrintendente Nicola Colabianchi che, secondo loro, le avrebbe affidato l’incarico più per la sua vicinanza alla destra, che per veri meriti artistici.
Da mesi, i lavoratori chiedono la rimozione di Venezi e le dimissioni di Colabianchi, senza però aver ottenuto alcun risultato. Dopo mesi di agitazioni, lanci di volantini e scioperi, in occasione dell’evento di Capodanno, hanno deciso di manifestare in diretta, sulla rete nazionale, il loro malcontento, anche in modo discreto. Hanno infatti indossato tutti una spilletta dorata, con disegnata una chiave di violino che finisce con un cuore. L’oggetto è stato distribuito anche agli spettatori, all’ingresso del teatro; durante il concerto era ben visibile anche sulla giacca del direttore d’orchestra, Michele Mariotti.
Le perplessità sulla nomina di Beatrice Venezi
A conferma delle grandi tensioni tra gli operatori e l’amministrazione locale, quest’anno è mancato il tradizionale saluto al coro e all’orchestra da parte del sindaco di Venezia. Luigi Brugnaro, che è anche il presidente della Fondazione Teatro La Fenice, si è giustificato dicendo di non averne avuto il tempo.
Beatrice Venezi, trentacinque anni, è figlia di un ex dirigente del partito neofascista Forza Nuova, ed è lei stessa molto vicina alla destra di Giorgia Meloni. Diversi professionisti del settore hanno criticato la sua nomina, ritenendola inidonea al ruolo, data la sua inesperienza nel campo della lirica; un grosso problema, quando si è la direttrice di uno dei teatri più importanti al mondo.
Federica Checchia





