I media e le associazioni per i diritti umani hanno fatto sapere che diverse persone sarebbero morte durante i recenti disordini in Iran. In questi giorni, le grandi proteste che hanno colpito la Repubblica Islamica negli ultimi tre anni, soprattutto a causa del peggioramento delle condizioni economiche, hanno scatenato violenze in diverse province del Paese.

L’agenzia di stampa semi-ufficiale Fars ha riferito che tre manifestanti sarebbero stati uccisi, mentre diciassette sarebbero avrebbero riportato ferite nel corso di un attacco a una stazione di polizia, nella provincia occidentale iraniana del Lorestan. Riferisce il giornale: «I rivoltosi sono entrati nel quartier generale della polizia intorno alle 18:00 di giovedì. Si sono scontrati con le forze dell’ordine e hanno dato fuoco a diverse auto della polizia».

Le proteste in Iran contro il governo non accennano a fermarsi

In precedenza, la stessa Fars e l’organizzazione per i diritti umani Hengaw avevano segnalato morti nella città di Lordegan, nella provincia di Charmahal e Bakhtiari. Le autorità hanno confermato un decesso nella città occidentale di Kuhdasht, e Hengaw ha ne ha riportato un altro nella provincia centrale di Isfahan. Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato che un membro della loro unità paramilitare volontaria Basij sarebbe stato ucciso a Kuhdasht, mentre altri tredici sarebbero rimasti feriti. I militari hanno incolpato i manifestanti e li hanno accusati di aver approfittato delle proteste per farsi giustizia.

Gli scontri tra manifestanti e le forze di sicurezza del regime rappresentano una significativa e preoccupante escalation dei disordini che si sono diffusi in tutto il Paese, in particolare da quando, questa domenica, i negozianti hanno iniziato a protestare contro la gestione da parte del governo del forte calo della valuta e del rapido aumento dei prezzi.

Federica Checchia