La Lega ha deciso di ritirare la propria proposta formale, contenuta in un emendamento al cosiddetto Disegno di legge Valditara, volta a vietare l’educazione affettiva nelle scuole secondarie di primo grado. Lo ha fatto depositando un ulteriore emendamento, che modifica il precedente, presentaro a ottobre e già approvato dalla commissione Cultura alla Camera.
Il testo base prevedeva il divieto soltanto per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria; la Lega aveva spinto per estenderlo anche alle medie. La misura aveva scatenato forti polemiche, soprattutto da parte delle opposizioni e delle associazioni che si occupano di queste tematiche; alla fine, il partito ha scelto di tornare sui propri passi.
Legge Valditara: le posizioni di Fratelli d’Italia e Forza Italia
A sostenere il primo emendamento erano stati anche Fratelli d’Italia e Forza Italia. I tre partiti sono convinti che questa tipologia di corsi serva a diffondere l’ideologia gender, espressione usata dalla destra per criticare le rivendicazioni della comunità LGBTQ+. Il ddl Valditara sarà ancora oggetto di discussione politica: per poter entrare in vigore dovrà essere approvato prima alla Camera, dove dovrebbe essere votato entro la fine della settimana, e in seguito al Senato.
L’educazione sessuale e affettiva non ha mai fatto ufficialmente parte dei programmi scolastici italiani. Le scuole che vogliono offrirla, possono farlo attraverso attività extracurricolari. Questi corsi sarebbero importantissimi per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, delle gravidanze precoci, e per la lotta alla violenza sessuale e di genere.
Federica Checchia





