Non si ferma lo sciacallaggio sul caso di Denise Pipitone. Dopo il vergognoso teatrino mandato in scena dal programma russo “Lasciami andare“, nelle ultime ore è spuntato un falso profilo Instagram denominato “Denise Pipitone Official“. Nella descrizione del profilo è scritto “Ragazzi sono la vera Denise” e viene un indirizzo che rimanda ai Bastioni di Porta Venezia a Milano. Come immagine del profilo c’è la nota elaborazione al computer di come potrebbe essere Denise Pipitone al giorno d’oggi. Il creatore – o la creatrice – della pagina si sta dunque spacciando per Denise.

Profilo Instagram su Denise Pipitone

Il profilo, durante il pomeriggio, ha avuto un vertiginoso aumento di follower, arrivando a 4.640 seguaci ed è stato anche segnalato dalla trasmissione televisiva “Pomeriggio Cinque”. Due i post pubblicati. Il primo è una foto di Olesya Rustova (la ragazza russa che si pensava fosse Denise), accusata di essere un attrice che ha pensato solamente allo spettacolo. Il secondo post è un video del conduttore del programma russo “Lasciami andare” che si scusa con la signora Piera Maggio, mamma di Denise, per il caos creato dalla sua trasmissione. Nelle storie di Instagram è apparso l’adesivo “Fammi una domanda” (serve a far interagire il profilo con i suoi seguaci, ndr) dove la falsa Denise sta fornendo spiegazioni “assurde” sul caso. “Ragazzi vi spiego tutto. Sono la vera Denise, anche se potreste non crederci” – si legge nella prima storia – “Quello che è successo è successo quando io ero piccola. Non so se Piera è la mia vera madre. Volevo solo dire che sto bene e ho tutto quello che mi serve. Non voglio andare da nessuna parte. Voi non sapete niente delle mia storia e quindi non potete giudicare, dopo tutto questo tempo ho voluto fare luce sulla questione“.

Il post apparso sul falso profilo di Denise Pipitone

Cosa succederà ora?

La pagina Instagram è stata aperta più di 24 ore fa. Numerose le polemiche sul web che puntano il dito su colui o colei che ha ideato il profilo che nel frattempo viene segnalato a Instagram. Sulla vicenda indagherà probabilmente la Polizia Postale che farà luce sull’accaduto. Ennesimo sciacallaggio? Pensiamo di sì. Sul web è pieno di siti, blog o pagine social che speculano sul dolore delle persone. L’ultima parola alle autorità.

Andrea Caucci Molara

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