Cultura

Libri che raccontano l’amicizia

Oggi è la Giornata internazionale dell’amicizia e abbiamo scelto quattro libri che raccontano soltanto alcuni dei modi possibili in cui poter essere amiche, amici.

Non tutte le amicizie sono uguali, quante volte ci siamo ripetuti questa verità come un mantra. Alcune le viviamo intensamente quasi più di un amore, altre diventano un rapporto al pari di quello che abbiamo con un fratello o una sorella. Alcune le troviamo in tarda età, ma poi ci accompagnano in fondo alla vita; altre le lasciamo nel corso degli anni e restano eternamente legate ad un momento. Ci sono amicizie a cui possiamo confidare qualsiasi pensiero, altre con cui parliamo soltanto di alcuni argomenti; quelle su cui contare in un periodo no e quelle con cui divertirsi. Infine, alcune, ce le raccontano o le inventano scrittori e scrittrici.

Libri sull’amicizia: Swing Time di Zadie Smith (2016)

amicizia

Tracey e l’anonima voce narrante si incontrano per la prima volta a Londra, negli anni 80, a lezione di danza. Si avvicinano, riconoscendosi nella passione comune e nel colore della pelle, simile, e che le rimanda alla medesima appartenenza, ai sobborghi multiculturali di Willesden, l’area a Nord-Ovest di Londra. Le due bambine si vivono quotidianamente: davanti alla tv, l’una a casa dell’altra, alle lezioni di danza, nella condivisione dei giochi. La loro amicizia è una costante, fra alti e bassi, fino all’età adulta. Tuttavia, il rapporto è sempre sbilanciato, disuguale e, talvolta, diventa persino crudele. Dunque, assume caratteristiche che un’amicizia non dovrebbe avere. Ma qui non siamo in un rapporto tra pari. Una parte è dominante, l’altra malleabile e a questo ritmo procede una storia cominciata con la semplicità con cui iniziano tutte le amicizie d’infanzia che potresti portarti dietro per tutta la vita. Oppure no.

Tutte le amicizie – tutte le relazioni – richiedevano quel discreto e misterioso scambio di qualità, di potere? Valeva anche per i popoli e le nazioni, o succedeva solo tra individui? Cosa dava mio padre a mia madre, e viceversa? Cosa ci davamo io e il signor Booth? Cosa davo io a Tracey? Cosa dava Tracey a me?

Epistole di Orazio (23 a.C.)

Le Epistole di Orazio sono delle lettere che hanno il tono colloquiale di una conversazione tra amici. Il poeta romano si rivolge ai suoi confidenti spaziando tra vari argomenti: dalla natura più intima della sua tristezza e irrequietezza, passando alla quotidianità e al racconto delle proprie giornate, fino alla praticità di un invito a cena. Nella lettera proemiale che apre la raccolta Orazio, rivolgendosi al suo più caro amico Mecenate, ci regala un perfetto ritratto dell’amicizia più profonda, quella in cui ci si prende in giro e si ride insieme, si alleggeriscono le pesantezze e le pene della vita; ci si conforta e supporta reciprocamente.

[…]E se, mio Mecenate, mi ti faccio davanti
coi capelli tagliati da cane, tu ridi, così come ridi
se sotto una tunica nuova mi si vede un frusta camicia o la toga
che qui scende e là sale. Non ridi però, guarda caso, sapendo
che tutto è in me il contrario di tutto, che spregio ciò che ho cercato,
che cerco ciò che ho prima lasciato, che tutto è in me un flusso e riflusso,

un fare e disfare, incoerente, un rendere tondi i quadrati.
Pensi che sia anch’io come tutti, e non ridi, e non credi
che sia il caso di chiamare un dottore o di affidarmi a colui
che il pretore avrà designato. Eppure se il mio protettore
[…]

Dove sei, mondo bello di Sally Rooney (2021)

Di nuovo amici a cui si scrivono lettere che questa volta, in realtà, sono e-mail. Che questa volta, in realtà, sono amiche. Le relazioni sono al centro di questo romanzo, ma è una su tutte le altre a prevalere, ovvero l’amicizia tra Eileen e Alice, amiche dai tempi dell’università e ormai quasi al giro di boa dei trenta. Sally Rooney ci racconta con attenzione e sincerità le istanze delle amicizie contemporanee. Alice scrive ad Eileen e viceversa. Si scambiano le incertezze, si raccontano le crisi personali ed esistenziali, le vicende sul lavoro e le avventure in campo sentimentale. Perchè nella precarietà di questi tempi, nel caos che governa questo mondo, alla fine, è sempre alle relazioni che abbiamo intrecciato che torniamo.

[…] ecco che nel bel mezzo di tutto, con il mondo messo com’è, l’umanità sull’orlo dell’estinzione, io mi ritrovo qui a scriverti un’altra mail a proposito di sesso e amicizia. C’è altro per cui valga la pena vivere?

Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Fausto Brizzi (1994)

Bologna, 1992. Alex è il tipico adolescente figlio modello della buona borghesia, ma arrabbiato con il mondo intero. Passa le giornate che solo gli anni della scuola sanno rendere così tutte ugualmente piatte, tra gli amici, le lezioni e le uscite. Tra tutti i suoi amici Martino, di qualche anno più grande, è quello a cui Alex è più legato, il suo punto di riferimento. Grazie a Martino, nonostante la sofferenza che gli procurerà scoprirlo, Alex si rende conto delle tante dinamiche e delle innumerevoli pressioni sociali che agiscono su di noi, esseri mobili e immobili, in questo mondo regolamentato fino all’osso. C’è smarrimento e c’è ardore, c’è rabbia e c’è ironia in questo libro, come in quest’amicizia.

Alex avrebbe voluto solo dirgli non fare così, Martino, vedrai che una via d’uscita la troviamo, e ce l’hai una bicicletta, vecchio, allora perchè non andiamo a fare un giro insieme sui colli, che adesso c’è il sole, ascolta, ed è tutto meno orrendo, se trovi qualcuno con cui pedalare, lo sai, fratello…

Giorgia Lanciotti

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