Da Christopher Nolan, oramai, pensavamo di averle viste tutte. Nel corso degli anni, il visionario regista britannico ha trasportato il suo pubblico in dimensioni parallele ed oniriche (Inception), oltre i confini della galassia (Interstellar), nell’oscura Gotham City (Batman) e, ultimamente, in uno dei capitoli più bui della storia moderna (Oppenheimer). Questi e molti altri contesti sono stati trattati, sempre attraverso il suo occhio avveniristico ed imprevedibile.

Che all’uomo dietro The Prestige piaccia sperimentare è cosa nota, tanto da far nascere voci insistenti intorno al suo prossimo film. I più pensavano ad una trasposizione su grande schermo della serie britannica degli anni Sessanta The Prisoner, un suo vecchio desiderio; altri, invece, speravano in un horror. Con un colpo da vero Maestro, però, Nolan ha spiazzato di nuovo tutti. La sua prossima fatica cinematografica sarà una nuova versione del poema omerico L’Odissea.

La strada per Itaca è lunga, molto lunga

Christopher Nolan
Una scena di Ulisse, film del 1954 con Kirk Douglas. Christopher Nolan è al lavoro su una nuova versione de L’Odissea

Per affermare un gigante della letteratura come Omero, occorre necessariamente un gigante della Settima Arte, come Nolan. Anche per lui, però, accostarsi alle gesta di Ulisse potrebbe rivelarsi più ostico del previsto. L’Odissea è un’opera complessa ed insidiosa, incentrata su un grande personaggio-Odisseo, appunto- ma, al tempo stesso, un canto corale, costellato di storie e sottotrame altrettanto interessanti.

A destare preoccupazione, in primis, potrebbe essere proprio la durata della pellicola. Sappiamo bene che a Nolan tre ore di lungometraggio, e chissà quante altre di girato, fanno il solletico, ma per rendere giustizia al difficile ritorno a Itaca dell’eroe dal multiforme ingegno sarebbe forse necessaria una divisione in capitolo. Una trilogia, magari, simile a quella de Il Cavaliere Oscuro.

Il dilemma di Christopher Nolan

Impossibile, inoltre, evitare i confronti con i precedenti adattamenti del poema. Tra le trasposizioni più celebri, il film muto del 1911 diretto da Giuseppe de Liguoro, ma soprattutto il classico hollywoodiano Ulisse del 1954 con Kirk Douglas. Degna di notananche la commedia dei fratelli Coen del 2000, Fratello, dove sei?, che reimmagina l’epica in un contesto moderno.

C’è da domandarsi, dunque, se Nolan sceglierà di attenersi al cartaceo, dando vita ad una versione fedele a quella del misterioso cantore greco, o se, seguendo l’esempio di Joel ed Ethan Coen, si concederà qualce licenza poetica in più. Qualunque sarà la sua decisione, sa bene che scontenterà qualcuno. Da una parte, infatti, i puristi del genere potrebbero storcere il naso di fronte a una “profanazione” del testo originale. D’altro canto, però, gli estimatori del regista si aspettano da lui più di qualche azzardo. Purtroppo, per rispondere a queste domande, non si può far altro che attendere; la data fissata per la distrubuzione nelle sale dovrebbe essere il 17 luglio 2026. Fino ad allora, non resta che avere fiducia nel genio di Christopher Nolan, che saprà sicuramente sciogliere questo dubbio amletico. Anzi, omerico.

Federica Checchia

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