Nonostante la forte crisi e le incertezze che i dazi imposti da Trump hanno già provocato, Louis Vuitton ha deciso di sfidare la sorte e inaugurare un nuovo laboratorio negli USA. Come la stessa azienda dichiara, lo fa per “per soddisfare la domanda”, dice Bernard Arnault. Questo spazio inaugurerà vicino a Dallas. Qui la maison ha già un laboratorio, inaugurato nel 2019 alla presenza di Donald Trump. Dovrebbe essere consegnato alla fine del 2026 o all’inizio del 2027, ha detto all’Afp una fonte vicina ai fatti.
Louis Vuitton apre un laboratorio negli USA

Arnault ha detto in un’intervista a Le Figaro che “Louis Vuitton aveva già un laboratorio negli Stati Uniti. Data la crescita dell’azienda negli States, ne abbiamo aperto uno nuovo cinque anni fa. Abbiamo intenzione di aprirne un altro per soddisfare la domanda, sempre in Texas. Per i nostri clienti americani, acquistare un prodotto Louis Vuitton realizzato negli Stati Uniti non è affatto un problema”. Dimostrando che le aziende ancora non si sono ben espresse in merito alla questione dazi. Infatti, a maggio Pinault (di Kering), aveva invece affermato che “non avrebbe senso che le borse italiane di Gucci fossero prodotte in Texas”.
Lo stesso Bernard Arnault aveva avuto un posto in prima fila all’insediamento di Donald Trump quattro mesi prima. Ha cambiato velocemente idea quando, ad aprile, ha espresso preoccupazione. Ha infatti detto che “se finiremo con tariffe elevate, dovremo aumentare la nostra produzione americana”. Solo un mese dopo, lui e suo figlio Alexandre sono stati ricevuti alla Casa Bianca da Donald Trump, che li ha descritti come “ottimi amici” in vista della Coppa del Mondo di calcio 2026.
Marianna Soru





