Dal 28 ottobre 2023, giorno del decesso di Matthew Perry, per alcuni il tempo sembra essersi cristallizzato. Eppure, l’attesa per avere risposte chiare e dei volti da condannare per la sua morte non è stata vuota. La sua assenza, pur avendo lasciato un vuoto incolmabile, è servita a ispirare, chiedere aiuto e non aver paura di ammettere una dipendenza. Dalla sua scomparsa sono nate diverse realtà che lavorano duramente per «promuovere l’eredità più significativa di Matthew». In ragione a ciò è stata organizzata un’asta di beneficenza in collaborazione con la Matthew Perry Foundation. Il ricavato sarà interamente devoluto per «costruire un futuro libero dallo stigma della dipendenza, in cui ogni persona che cerca il recupero abbia accesso alle cure, alle risorse e alla comunità di cui ha bisogno per prosperare».

Quali beni appartenuti a Matthew Perry saranno presenti all’asta?

La fondazione no-profit di Matthew Perry ha scelto di mettere all’asta diversi beni appartenuti all’attore. Tra gli oggetti figurerà una collezione di 26 sceneggiature originali degli episodi di Friends, tra cui il finale di “The Last One”. L’elenco, tuttavia, non finisce qui. Dal 5 giugno, giorno in cui avrà inizio l’asta, sarà possibile acquistare altre sceneggiature autografate da Perry e dai suoi colleghi Lisa Kudrow, Matt LeBlanc, Jennifer Aniston, Courteney Cox e David Schwimmer. Non mancherà una replica dell’iconico spioncino giallo di Monica. Sarà presente anche l’album fotografico intitolato “The One With the Last Supper” con una lettera di Jennifer sul retro. Tra i beni venduti all’asta sarà incluso il suo esemplare del premio SAG (Screen Actors Guild) del 1996 con inciso il suo nome e alcune opere di Banksy e Mel Bochner che possedeva.

Tra i beneficiari figurano anche l’Healing Appalachia -organizzazione di supporto e recupero- e la Matthew Perry Foundation Fellowship in Addiction Medicine del Massachusetts General Hospital (MGH). Lisa Kasteler Calio, CEO della Matthew Perry Foundation, ha affermato: «Matthew riteneva che la dipendenza dovesse essere affrontata con compassione e con la scienza, non con stigma e silenzio». «Questa asta sostiene il lavoro della fondazione per ampliare l’accesso a cure basate sulle evidenze e per combattere lo stigma. È un altro modo per garantire che nessuno debba affrontare da solo questa malattia».

Stefania Cirillo