Musica

M-Violet sul nuovo singolo ‘One Way Ticket’: “Un omaggio agli anni Settanta”

M-Violet, pseudonimo di Melody Castellari, oggi pubblica il nuovo singolo “One Way Ticket” su tutte le piattaforme digitali. Melody, figlia d’arte, canta da quando è bambina. A cavallo degli anni novanta ha prestato la voce a molte produzioni Dance di successo. Oggi si occupa di musica a 360° e la sua poliedrica voce l’ha resa una delle artiste italiane più apprezzate. In occasione del lancio del nuovo progetto, abbiamo raggiunto l’artista per una chiacchierata tra passato, presente e futuro.

MM: Melody benvenuta! Interprete, Autrice, Produttrice, Compositrice, Manager e Vocal Coach. Un’Artista a tutto tondo, apprezzatissima tanto in patria quanto oltreoceano. Presentati ai lettori di Metropolitan Magazine che ancora non ti conoscono.

M.V: Grazie dell’invito! Mi chiamo Melody Castellari e faccio tutto quello che hai detto da circa 30 anni. Ho cominciato molto presto a lavorare con la musica e devo dire che in questo tempo ho raccolto fortunatamente molte più soddisfazioni che delusioni.

M-Violet, il nuovo singolo “One Way Ticket” in uscita oggi

MM: Sei figlia d’arte: papà cantautore e compositore, mamma corista e interprete. Come è stato respirare Musica fin dalla tenera età?

M.V: È stato naturale. Non riesco ad immaginare un’infanzia diversa o una famiglia diversa. Io devo tutto quello che sono umanamente e musicalmente ai miei genitori. Crescere con l’idea che la musica sia parte naturale e indispensabile della vita è meraviglioso.

MM: Ricordi la tua prima esibizione su un palco?

M.V: Perfettamente. Avevo 13 anni. Ero stata ingaggiata da un pianista per una serie di concerti piano voce nella mia zona. Abbiamo fatto ben 30 concerti in quell’estate.

MM: Qual è il ricordo più bello che ti porti dentro dell’esperienza con Le Mele Verdi?

M.V: Le risate e l’emozione di essere insieme. I miei ricordi sono nebulosi perché ero molto piccola, ma le sensazioni di spensieratezza restano vivide.

MM: “La figlia di…” il cognome Castellari, negli anni, ti ha aiutato oppure ostacolato nella tua carriera artistica?

M.V: Direi metà e metà. Non posso dire che non mi abbia aiutata perché con mio padre ho avuto la possibilità di frequentare da subito ambienti musicali di alto livello e professionisti che mi hanno insegnato buona parte di quello che so. Dall’altra parte è capitato spesso che produttori e discografici rifiutassero di ascoltarmi quasi “per principio”, perché convinti che fossi la “solita” raccomandata. Una situazione piuttosto frustrante.

Melody, i riferimenti musicali

MM: Quali sono stati e quali sono tuttora i tuoi riferimenti musicali? Se ti chiedessi di scegliere tre artisti che hanno ispirato lo sviluppo artistico di Melody?

M.V: Whitney Houston, Skin, Beth Hart. In tre fasi diverse della mia vita e con in mezzo molti altri artisti che hanno avuto comunque tanto peso sulla mia formazione. Sicuramente queste tre artiste rappresentano però tre momenti ben precisi: Whitney è la ragione per cui ho cominciato a studiare canto. Skin mi ha insegnato a stare sul palcoscenico con tutta l’energia che ci vuole (per molti anni ho cantato hard rock con la mia band). Beth è l’artista della maturità: emozionante, vera, straordinaria.

MM: Ricordi quale sia stato il primo disco che hai acquistato?

M.V: Il 45 giri di “All At Once” di Whitney Houston con la paghetta che mi dava mio padre.

MM: In ambito musicale hai fatto di tutto: dai cartoni animati alle cover band, dai tuoi dischi ai Musical passando per la musica Dance. Più talento o più studio dietro la tua versatilità?

M.V: Non ho mai detto no ad una nuova avventura o occasione a volte con incoscienza, ma sono una perfezionista. Ho sempre studiato e lavorato duramente per essere all’altezza di ogni situazione.Credo che sia fondamentale non affidarsi ciecamente al proprio talento perché spesso non basta.

M-Violet, la cover di “Zombie” e il successo negli anni novanta

MM: Gli anni novanta segnano l’inizio della carriera di M-Violet come cantante Dance. Tra le altre, interpreti la cover del brano “Zombie” dei “The Cranberries” ad opera del progetto “A.D.A.M.”. Come è nata questa collaborazione? Come è stato gestire, a diciassette anni, l’improvviso successo dovuto alle vendite del disco?

M.V: La mia carriera dance è cominciata con la cover di “Sweet Dreams” di La Bouche. Quella versione diede il titolo ad una fortunata compilation “Hola Hola Eh Compilation”. Per “Zombie” successe questo: all’epoca avevo un contratto con la DIG IT International, etichetta storica della dance Made in Italy. Fui convocata in uno studio per cantare “Zombie” come succedeva spesso, in quel periodo incidevo anche 15-20 pezzi in un mese.

Gestire “il successo” è stato molto semplice di quanto pensi, perché in realtà nessuno, a parte i produttori, sapeva che fossi io a cantare. Per molti anni ho dato solo la mia voce e non l’immagine. Sicuramente dopo “Zombie” però ho ricevuto la consacrazione di “cantante che lavora bene” e gli addetti ai lavori hanno cominciato a voler lavorare con me ancora più spesso.

MM: Nel 1999 interpreti altri due successi Dance: “Talk To Me” del progetto “D.E.A.R” ed “Inside To Outside” del progetto “Lady Violet”, dischi che sono rimasti nel cuore di molti appassionati. Come ti spieghi, a distanzi di molti anni, questo affetto costante da parte dei Fan e questo intramontabile amore per la musica Dance degli anni novanta?

M.V: Gli anni Novanta sono stati anni magici per tutta la musica. Le canzoni dance allora erano belle canzoni.
A volte mi diverto a cantarle al pianoforte e sono fantastiche anche senza la “cassa tamarra”. Per la mia generazione, ognuna di quelle canzoni ha immortalato un momento speciale: il primo bacio, il primo dolore, la prima grande soddisfazione, le prime uscite con gli amici…Credo sia inevitabile che quel periodo musicale susciti così tanto affetto ancora oggi.

Melody, il ricordo del padre e musicista Corrado Castellari

MM: Nel 2016 è la volta dell’album “Ci Sarà Da Correre”, legato al ricordo di tuo papà Corrado. Che significato ha avuto per te lavorare a questo progetto e che messaggio hai voluto veicolare ai tuoi ascoltatori?

M.V: Ci sarà da correre è stato un lavoro importantissimo. Mio padre mi mancava allora come oggi e per me cantare le sue canzoni o le canzoni che abbiamo scritto insieme, significa tenerlo vicino a me.Io credo che la musica, la bella musica non abbia una scadenza, a prescindere dal genere. Vorrei tanto che le nuove generazioni ogni tanto andassero indietro e scoprissero quanta meraviglia c’è nella musica Italiana del passato.

MM: Ti dividi tra lavori in studio, live e gli impegni da insegnante. Fai qualcosa per curare la tua voce ed essere sempre performante?

M.V: Sono una cantante anomala, nel senso che non uso caramelline, intrugli con il miele, erisimo o altri rimedi. Semplicemente studio tutti i giorni. Mezz’ora di vocalizzi se ho tempo, se non ne ho 10, 15 minuti. Quando insegno studio con i miei allievi. L’unico modo che ho trovato valido per mantenere la voce performante è mantenerla allenata e in effetti non mi va mai via. Probabilmente sono anche molto fortunata.

MM: Cosa pensi dell’attuale situazione discografica italiana e del fatto che ormai i giovani artisti trovino riscontri solo attraverso il Web o i Talent Show? È così difficile al giorno d’oggi dare il giusto spazio al Talento?

M.V: La situazione discografica è drammatica ormai da 20 anni o forse più. Web e TV sono gli unici mezzi di diffusione visto che la musica dal vivo, quella originale almeno, non trova spazio se non nei concorsi minori.Sui talent non mi esprimo perché per me è televisione, non musica, anche se fortunatamente ogni tanto qualche talento emerge davvero.

M-Violet, il nuovo singolo “One Way Ticket” su tutte le piattaforme digitali

MM: M-Violet, il nuovo singolo “One Way Ticket” è il titolo del tuo ultimo lavoro, raccontaci di questo nuovo singolo in uscita oggi (28 Gennaio, ndr) su etichetta New Music International

M.V: “One Way Ticket” per me è una bomba. È il remake di un pezzo del 1979 degli “Eruption”. La proposta di cantarlo è arrivata da Pippo Landro della New Music, storico produttore e scopritore di grandi artisti non solo dance e con il quale collaboro dai tempi di Lady Violet. Il disco è prodotto da Joseph Sinatra Dj/Producer siciliano di Catania in collaborazione con il musicista veneto Zetaphunk. Noi ci crediamo molto, è davvero forte.

MM: M-Violet sta già lavorando a qualcosa di nuovo? Quali sono i progetti per il futuro?

M.V: Sono al lavoro su nuovi pezzi in Italiano e su una band tutta nuova dal sapore blues. Inoltre continua la collaborazione con i miei amati colleghi della Dance Legacy, il super gruppo di artisti dance con cui abbiamo pubblicato “A Christmas With Love”, un bel brano di Natale con scopo benefico.

MM: Quali sono le tue passioni oltre la Musica? Hai un sogno nel cassetto?

M.V: Mi piace il cinema e la recitazione. Un giorno mi piacerebbe provare a mettere un piede in quel mondo, ma certo devo arrivarci preparata, quindi per ora resta un sogno.

MM: Se Melody non avesse incontrato la Musica oggi sarebbe?

M.V: Non ci ho mai pensato onestamente, ma credo che ognuno di noi può trovare appagamento e soddisfazione in ogni attività, quindi chissà.

MM: Ringraziandoti per il tempo dedicatoci, salutandoti e facendoti un grosso in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri, concludiamo la nostra chiacchierata chiedendoti cosa rappresenti per te la Musica.

M.V: Per me fare musica è il modo più naturale che ho per tirar fuori me stessa, i miei pensieri, le mie emozioni. Ascoltare musica mi permette di viaggiare, di immaginare, di sognare.La musica è vitale, non un sottofondo da supermercato, non un accessorio e credo e spero che sia così per molte altre persone.

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