Dopo il successo estivo di Maschio e il nostalgico duetto con Marco Mengoni sulle note di Piazza San Marco, è da oggi disponibile in formato fisico e digitale Ma io sono fuoco, il nuovo album di Annalisa. Se, due anni fa, la cantante savonese raccontava di essere finita nel vortice -qualunque esso fosse- ora sembra esserne uscita ed è pronta a rivendicare con orgoglio la propria evoluzione artistica e personale, come si evince dalle undici tracce, scritte con i fidati Paolo Antonacci e Davide Simonetta. Il filo conduttore del progetto musicale lega il tempo all’elemento del fuoco, impiegato come un simbolo di affermazione di sé e di spinta che viene da dentro e che trasforma, senza però distruggere.
Tutto, in questo disco, suona come una dichiarazione di identità, a partire dal titolo, fino alla copertina, profondamente evocativa. La tigre richiama la metafora del tempo circolare del filosofo Jorge Luis Borges, una forza che scorre inarrestabile, trascina e consuma, ma che può essere domata, se si riesce a trovare la chiave. Se in E poi siamo finiti nel vortice la vita sembrava talvolta prendere il sopravvento, Ma io sono fuoco mostra un maggiore equilibrio tra fatalità e reazione.
Art Gallery & instore, l’iniziativa di Annalisa che unisce arte e musica

«Ho iniziato a scrivere queste canzoni mentre ero in tour e dunque c’è una continuazione come è giusto che sia. Non è un “a capo”, non è una nuova veste, piuttosto si tratta di una lenta evoluzione che cerca di non ripetersi», ha dichiarato Nali. Per celebrare la sua nuova era, ha inoltre annunciato l’Art Gallery & instore, una serie di mostre fotografiche allestite nelle gallerie d’arte delle principali città italiane. L’ingresso agli spazi espositivi sono gratuiti e garantiti con con l’acquisto dell’album in location, che verrà autografo in loco.
Questi sono i sei incontri speciali :
venerdì 10 ottobre @ MILANO – ORE 17:00 BOSSSPACE Via dei Bossi, 2
sabato 11 ottobre @BOLOGNA – ORE 14:00 GALLIERA E20 Via Galliera, 18/C
domenica 12 ottobre @TORINO – ORE 11:00 CAMERA via delle Rosine 18,
lunedì 13 ottobre @ROMA – ORE 16:00 HORTI SALLUSTIANI Piazza Sallustio 21
martedì 14 ottobre @NAPOLI – ORE 14:00 MADE IN CLOISTER Piazza Enrico De Nicola, 48
mercoledì 15 ottobre @BARI – ORE 14:00 GALLERIA BAART- via Calefati, 35
Ma io sono fuoco ha le sonorità pop e contemporanee tipiche dell’artista ligure, ma con forti contaminazioni anni Ottanta, che raccontano molto della sua formazione musicale. Lei stessa conferma: «La musica italiana mi piace da morire, pop e cantautorato fanno parte delle mie radici, mi piace dichiarare in quello che faccio che sono cresciuta con quel mondo musicale. Sono una ragazza degli anni ’80 e il riferimento è venuto naturale, già con E poi siamo finiti nel vortice ero andata verso quelle sonorità elettropop, ma sempre con attenzione alla cura del testo, tipica della tradizione italiana».
Le tracce di “Ma io sono fuoco”
L’apertura del disco è affidata all’elettrica Dipende, che sembra uscita direttamente dalla colonna sonora di Flashdance; un mix letale di energia e perfida ironia, in cui Nali non le manda a dire a un «uomo senza dignità» che l’ha fatta soffrire. La relazione tossica è finita, ma a lei rimane il dubbio: «Con te era veleno o cioccolato fondente?»; un’espressione che ricorda l’iconico verso «St’amore è panna montata al veleno» di Achille Lauro e la sua Me ne frego. Si passa a ritmi e parole decisamente più dolci in Piazza San Marco, il malinconico duetto che vede protagoniste due delle più belle voci del panorama musicale italiano, Annalisa e Marco Mengoni. Le fiamme diventano acqua salata, quella della Laguna e delle lacrime versate da chi canta (e da chi ascolta).
«Non si esce sani dagli ’80» recita il grido di battaglia Delusa, una rivendicazione di sé arrabbiata q.b., in cui l’artista trasforma l’amarezza in un’occasione di rinascita, mentre le chitarre distorte donano al brano un irresistibile sound elettropop. Non c’è sconfitta nell’ammettere una delusione davanti al mondo. Dopotutto, «meglio odiata ma sincera». Esibizionista mette a nudo, con sagacia, le pecche di un lui non identificato, vanesio e sfuggente, che fa innamorare con promesse e fuochi d’artificio, per poi scappare. Il disincanto di Nali è consapevole e divertente, trascinato da una melodia vintage, come le scelte lessicali.
Uomini, donne e lotte di potere
Maschio, singolo di traino del disco, è un manifesto della nuova anima di Annalisa, in cui la nostalgia del pop italiano si fonde con un sound internazionale. Questo pezzo, che vuole scardinare i cliché maschili e femminili, si presenta come una versione più leggera e scanzonata di If I were a boy, hit del 2008 di Beyoncé. Avvelenata è la svolta indie dell’album, cantata insieme a Paolo Santo, al secolo Paolo Antonacci; nonostante le sonorità apparentemente giocose, il testo è piuttosto crudo; il veleno è dato dalle bugie e dalle aspettative disattese, che, in qualche modo, vanno plasmate per poter adattarsi a una nuova realtà.
Emanuela ci trasporta in discoteca e ci trascina in pista, guidati dalla sensualità della voce della cantante che, tra luci soffuse e lampi abbaglianti, ci mostra come «siamo tutti molto umani/ tutti piccoli così/sesso e mercenari». Chiodi è la cronaca di un amore che diventa una lotta di potere, una “Guerra Santa” che punge e mette alla prova entrambi i contendenti, scissi tra il sentimento e il bisogno di fuggire da un fuoco che brucia, ma che attrae in modo inesorabile.
“Ma io sono fuoco” è l’alba della nuova Annalisa
Gli anni Ottanta sono il fil rouge che lega tutte le tracce tra loro, ma Io sono è uno specchio dissacrante e onesto dei tempi moderni, fatti di apparenza e dissidio interiore, nei quali i pensieri rischiano di sovrastarci. A volte, meglio metterli da parte, almeno per un po’, e danzarci sopra, affermando la propria individualità: «ballo per lo spirito/prego per il fisico/perché se no non vivo./Essere o non essere/ tu non lo so mai io sono».
Chiudono l’album Amica e Una tigre sul letto continua a parlarmi, legate tra loro come due capitoli di uno stesso racconto. La prima traccia è dolceamara, e mette in mostra tutti i colori della voce di Nali, capace di passare con naturalezza dal pop al cantautorato. Amica narra il crepuscolo di una relazione, con l’altro e con se stessi, il “funerale” di una fase della propria vita che, tuttavia, non rappresenta necessariamente la fine. Una tigre sul letto continua a parlarmi, outro del brano precedente, è una nuova alba, una storia che riparte.
Il fuoco ha bruciato, ma non ha distrutto. Dalle ceneri di se stessa, e dopo aver accompagnato l’ascoltatore negli alti e bassi della sua emotività, è nata una nuova Annalisa. Trasformata, sicura e padrona di sé e del proprio tempo: «Quando è tutto da rifare io mi posso trasformare. Pensi che mi faccia male, ma io sono fuoco».
Federica Checchia





