Nello spazio di LetteralMente Donna di oggi, una donna divenuta un’eroina romantica che ha ispirato molti artistici grazie al suo irresistibile fascino. Il suo nome è Marie Duplessis e questa è la sua storia.

Marie Duplessis, la leggenda della signora con le camelie

LetteralMente Donna è dedicata a Marie Duplessis, fonte shadyladiestours.com
Marie Duplessis, fonte shadyladiestours.com

Nel 1848 Alexandre Dumas figlio pubblicava la sua opera più famosa intitolata “La signora delle camelie”. Essa narrava la storia della giovane Marguerite Gautier, l’amante di un ricco duca che vive fra lusso e trasgressione finchè l’amore per il giovane Armand non la convince a cambiar vita prima della sua prematura morte per tubercolosi. La storia di Marguerite è ispirata in realtà alla storia vera di una lorette parigina dell’800′. Il suo nome era Marie Duplessis e fu per un anno l’amante di Dumas figlio prima che lui troncasse la loro dolorosa relazione con una lettera e lei finisse nelle braccia di altri ricchi amanti. Tra l’altro la signora delle camelie era un soprannome affibbiato alla Duplessis da una guardarobiera dell’opera per via delle camelie bianche che soleva indossare all’occhiello come richiamo per i corteggiatori. Camelie bianche sostituite da camelie rosse nei giorni di indisposizione

Dumas figlio nel suo romanzo, come riportato da Harper Bazar, descrive Marguerite/Marie così: “Su un ovale di grazia indescrivibile mettete due occhi neri sormontati da sopracciglia con un arco talmente puro da sembrare dipinto, velate quegli occhi con grandi ciglia che, quando si abbassano, gettano una lieve ombra sul roseo incarnato delle guance; tracciate un naso sottile, diritto, spiritoso, con le narici semiaperte, come una ardente aspirazione verso la sensualità; disegnate una bocca regolare, le cui labbra si chiudono graziosamente su denti bianchi come il latte; date alla pelle quel colore vellutato delle pesche che nessuna mano ha ancora sfiorato, e avrete l’immagine di quel delizioso volto.”. Questo il modo con cui viene reso letteralmente il fascino che esercitava sui contemporanei Marie la cui storia conquistò anche il celebre compositore italiano Giuseppe Verdi che da “La signora delle camelie” trasse la sua immortale opera “La Traviata”.

Le lorette e la borghesia parigina

Lorette è un termine coniato da Nestor Roqueplan nella prima metà dell’800′ che deriva dal nome della chiesa di Notre Dame de Lorette situata nei pressi dell’Opera di Parigi. Il nome lorette indica in senso leggero quelle donne galanti e di stile che erano amanti di personaggi importanti e famosi. Erano donne che sapevano ballare, cantare ed erano colte, raffinate ed adatte all’alta società dell’epoca diverse da quelle delle corti di Luigi XIV dove spiccavano cortigiane come Madame de Pompadour. Non si trattava più di quelle maîtresse en titre, amanti in voga nell’Ancient regime ma di donne eleganti che richiedevano un stile di vita lussuoso ma diverso da quello delle corti parigine perchè destinate alla ricca borghesia che si affermava nel regno di Luigi Filippo.

Erano donne accettate nei più importanti salotti parigini e che partecipavno tranquillamente a serate e feste al braccio del loro accompagnatore di turno. La più importante e più desiderata nella prima metà dell’800′, nonostante la giovane età, fu Marie Duplessis. Il suo vero nome è in realtà Alphonsine Plessis al quale aggiunse il prefisso nobiliare Du dopo aver adottato il nome Marie in onore della Vergine Maria.

Una donna nata poverissima in Normandia dove era vessata dal padre che la costrinse a prostituirsi. Riuscì a scappare a Parigi dove prima lavorò umilmente come cappellaia ed ombrellaia prima che la sua forza d’animo e il suo fascino irresistibile la portasse nell’alta società parigina. Il suo primo importante amante fu Agénor de Gramont, principe di Bidache e duca di Gramont, il futuro ministro degli Esteri di Napoleone III. Una relazione che destò scandalo e pettegolezzo tanto che la famiglia di lui intervenne ponendo fine al rapporto.

Una vita breve e intensa

Marie Duplessis non si lasciò però scoraggiare e continuò ad avere diversi illustri amanti come, oltre al già citato Dumas, anche il compositore Franz Litz. Si sposò perfino con il conte Édouard de Perrégaux. Nonostante il fallimento del matrimonio continuò la sua vita emancipata e dissoluta finchè non si ammalò gravemente. Morì di tubercolosi il 23 febbraio 1847 a soli 23 anni. Dopo la sua morte ci fu una vendita all’asta dei suoi beni per risarcire diversi creditori in cui molti cercarono di accaparrarsi un cimelio a causa delle morbosa attrazione che Marie aveva suscitato in vita.

Stefano Delle Cave

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