Il tribunale di Parigi ha giudicato Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra Rassemblement National, e altri otto eurodeputati a lei vicini, colpevoli di appropriazione indebita di fondi pubblici del Parlamento Europeo. A novembre, la procura aveva chiesto che la politica fosse condannata a cinque anni di reclusione, di cui tre con pena sospesa, all’ineleggibilità per un lustro e al pagamento di una multa di trecentomila euro. Le pene definitive, però, non sono ancora state comunicate.
I giudici hanno riconosciuto colpevoli anche dodici persone assunte come assistenti parlamentari. In quanto membri dell’istituzione, percepivano dal Parlamento Europeo lo stipendio ma, di fatto, lavoravano per il partito in Francia, generando un conflitto d’interessi. I fondi europei che, fra il 2004 e il 2016, sarebbero stati usati in modo improprio, si aggirerebbero intorno ai 2,9 milioni di euro.
Marine Le Pen rischia di saltare le prossime presidenziali

Qualora il tribunale parigino accetti la richiesta della procura circa l’ineleggibilità con esecuzione provvisoria, e dunque applicata anche in caso di ricorso, Marine Le Pen non potrà candidarsi alle prossime elezioni presidenziali, che avranno luogo nel 2027. La condanna cambierebbe notevolmente gli equilibri della Francia. La leader del Rassemblement National è infatti la grande favorita alla vittoria.
Anche se mancano ancora due anni alla chiamata alle urne, è innegabile che il partito di estrema destra non sia mai stato così popolare. A dimostrarlo ampiamente, sono state le elezioni legislative del 2024. Anche se, di fatto, a vincere è stata la coalizione tra il Nuovo Fronte Popolare e il partito centrista del presidente Emmanuel Macron, il gruppo di Le Pen è stato il più votato in assoluto. Ora, però, se le pene richieste trovassero conferma nel verdetto, cambierebbe tutto.
Federica Checchia
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