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Marvel’s Guardians of the Galaxy Recensione, Space Riders with No Names

Nel redigere questa recensione di Marvel’s Guardians of the Galaxy ho rischiato più volte di esagerare. Seriamente: non riuscivo a contenere il mio entusiasmo, la mia voglia di esaltare i numerosissimi punti a favore di una produzione ECCEZIONALE; che riesce persino a far dimenticare Marvel’s Avengers e le sue troppe leggerezze. Sarà perché da quando ho iniziato a seguire i Guardiani della Galassia nella loro versione “mainstream” al cinema non ho più trovato in altri media un team così “irrealisticamente realistico”? Un gruppo di amici come potreste averne nella vita vera, con i quali affrontereste qualunque sfida; senza, però, mai rinunciare a punzecchiarvi persino nelle situazioni più concitate.

Non posso farcela: Marvel’s Guardians of the Galaxy mi ha colpito inaspettatamente, con tutta la forza impavida di Drax; l’agilità spietata di Gamora; la genialità di Rocket e la purezza di Groot; e con la lucida furbizia di Peter: Star Lord. Sono Knock out, a terra, inebriato da un action game come non ne giocavo da tanto, troppo tempo. Corale, spensierato, ma che sa quando approfondire la psicologia dei suoi protagonisti, dando spazio a tutti in egual misura. E la recensione è appena agli inizi, pensate un po’.

Marvel’s Guardians of the Galaxy Recensione
Star Lord è davvero al massimo della forma in Guardians of the Galaxy…

Marvel’s Guardians of the Galaxy Recensione, Hit Me With Your Best Shot

Anzitutto, Marvel’s Guardians of the Galaxy è un action game roboante. Di combattimento in combattimento si apprendono nuove spettacolari tecniche di offesa; tanto “in singolo” con il solo Star Lord, quando “in combo” con gli altri guardiani. Basta poco per capire che controllare solamente il front-man dello sgangherato team di eroi non è una limitazione: è una feature ragionata per rendere più strategico e movimentato il gameplay. Immaginando di switchare tra un eroe e un altro per muovere in prima persona i loro attacchi e movimenti, infatti, mi sono reso conto di quanto sarebbero diventati monotoni i combattimenti a lungo andare.

Quel che è stato costruito in game, invece, è un equilibrio perfetto tra le scelte di attacco che riguardano il solo Star Lord, cioè noi, e l’accurata gestione delle skill individuali degli altri membri della squadra. Preoccupandoci tanto di colpire quanto di non venir colpiti, dobbiamo osservare con crescente attenzione, di scenario in scenario, quali punti di interesse possono dar vita a colpi combinati tra Guardiani; quali nemici o gruppi di nemici sono più vulnerabili a determinati strumenti a disposizione della nostra squadra; in quali momenti ci conviene sparare dalla distanza con Star Lord, e quando, invece, è meglio menare le mani e inanellare combo fisiche a suon di cazzotti, calci ed elementari parry “a la quick time event”. 

Il gameplay sarebbe stato diversissimo, e ripeto a mio avviso monotono, se anzichè valutare con gli occhi del solo Star Lord le chances a nostro vantaggio sui terreni di scontro avessimo dovuto passare manualmente all’attacco con un guardiano alla volta. Avremmo detto addio alle combinazioni multi attacco che, invece, con una pressione rapida dei dorsali possiamo “evocare” sul terreno costantemente. E scenograficamente, ovvio. A livello tecnico, poi, le risorse dei dev si sarebbero dovute spostare sul modellare una visuale adeguata ora alla frenesia di Gamora (elegante), Rocket (saltellante) e Drax (travolgente); ora al calmo ma violento incedere di Groot.

Riuscire nell’impresa di restituire un feeling immediato come quello che abbiamo ricevuto nella versione definitiva del gioco sarebbe stato se non impossibile, estremamente più limitante. Fortunatamente, invece, Marvel’s Guardians of the Galaxy non si è lasciato sedurre dalla voce suadente del “multiplayer a tutti i costi”. Non ha permesso, quindi, a Marvel’s Avengers di fagocitare la sua natura single player action/strategica. Un rischio che, francamente, era altissimo. Così, Marvel’s Guardians of the Galaxy racconta la sua storia un bivio narrativo alla volta, di cutscene in cutscene. Ora esilarante, ora emozionante, epico, commovente a tratti. Ma solo a tratti: non vogliamo mica deprimerci mentre facciamo esplodere una base Nova Corps con le bombe colorate di Rocket, vero?

Marvel’s Guardians of the Galaxy Recensione
…ma tutta la ciurma non è certo da meno!

Personalità esplosive

Anche tolto il gameplay bilanciato e frenetico a ogni livello di difficoltà (a proposito: geniali le nomenclature per ciascuno) Marvel’s Guardians of the Galaxy resterebbe un videogioco puramente narrativo straordinario. E ci sono varie ragioni per cui questo assunto non è assurdo. Anzitutto, il dipanarsi delle vicende non segue un solco predeterminato, ma si articola proponendo numerosi bivi narrativi per i quali abbiamo spesso ben più di una singola possibilità (e diversi outcome).

A tali bivi “importanti” si affiancano spessissimo altre scelte minori che non hanno una reale rilevanza strutturale; ma permettono di addentrarsi nella psicologia dei personaggi e comprendere al meglio le loro scelte, le battute che si scambiano a vicenda e la loro personalità. Che per ciascuno è definita con grande minuzia di particolari, attingendo dal vastissimo repertorio di comics, certo, ma anche senza timore dall’ottimo adattamento cinematografico dei Guardiani. Non a caso, infatti, il team di combattenti è lo stesso degli omonimi film Marvel, pur con interpreti e backstory differenti; anche se chi conosce la storia cartacea degli “Space Cowboy” sa benissimo quante diverse formazioni altrettanto valide si sarebbero prestate a un videogame a tema. 

Una menzione d’onore va fatta alle stupende animazioni facciali; riservate, però, solo alle cut-scene prerenderizzate. Sebbene, infatti, i movimenti dei personaggi in ogni circostanza siano generalmente tutti naturali e credibili, mi ha colpito in particolare la qualità delle espressioni. Non sempre, nei videogiochi, si riesce a restituire una mimica consona alle situazioni, credibile e in synch con i doppiaggi in tutte le lingue disponibili. Marvel’s Guardians of the Galaxy, invece, a dispetto della diversità di struttura facciale (dal procione umanoide all’albero parlante, per capirci) restituisce un feeling talmente realistico da essere quasi cinematografico. Il che fa davvero la differenza, data l’eguale qualità della sceneggiatura e dei dialoghi (oltre che del doppiaggio in italiano).

Approfondendo l’argomento, stupisce anche la cura riservata alla scrittura di scambi di battute, sempre naturali anche nel corso dei momenti ludici: esplorazione, battaglie e risoluzione puzzle ambientali. I Guardiani parlano tra loro come immersi in un continuo e organico flow che tiene conto delle nostre azioni come Star Lord, degli avversari che fronteggiamo, della missione che stiamo svolgendo. E sorprende inaspettatamente con momenti dialogici vis a vis con uno o più guardiani “da sbloccare” esplorando le (non troppo arzigogolate) mappe. Ad esempio: addentrandoci in una grotta potremmo parlare da soli con Rocket, il quale ci seguirà per dirci un segreto che non vuole sia ascoltato dagli altri Guardiani. Fico eh?

I combattimenti sono SEMPRE divertenti. Sia contro umanoidi, che contro mostroidi vari.

Take on me (please)

Ancor più “fico”, per non dire “troppo giusto” che non si usa più, è l’utilizzo di brani storici anni ‘80 per buona parte della colonna sonora del gioco. Di seguito, vi propongo la lista completa:

  • Iron Maiden – Where Eagles Dare
  • Blondie – Call Me
  • Blue Oyster Cult – Don’t Fear The Reaper
  • Bobby McFerrin – Don’t Worry Be Happy
  • Hot Chocolate – Every 1’s A Winner
  • Wang Chung – Everybody Have Fun Tonight
  • Tears For Fears – Everybody Wants To Rule The World
  • EUROPE – The Final Countdown
  • New Kids on the Block – Hangin’ Tough
  • Pat Benatar – Hit Me With Your Best Shot
  • Bonnie Tyler – Holding Out for a Hero
  • KISS – I Love It Loud
  • Flock of Seagulls – I Ran
  • Culture Club – I’ll Tumble 4 Ya
  • Mötley Crüe – Kickstart My Heart
  • Simple Minds – Love Song
  • Rick Astley – Never Gonna Give You Up
  • Frankie Goes To Hollywood – Relax
  • Def Leppard – Rock Rock Till You Drop
  • Rainbow – Since You Been Gone
  • A-ha – Take On Me
  • Soft Cell – Tainted Love
  • Loverboy – Turn Me Loose
  • Autograph – Turn Up the Radio
  • Wham! – Wake Me Up Before You Go-Go
  • Scandal featuring Patty Smyth – The Warrior
  • Starship – We Built This City
  • Twisted Sister – We’re Not Gonna Take It
  • Billy Idol – White Wedding
Panorami mozzafiato? Check. Modalità foto avanzata? Stra-Check.

Sulla nostra nave, la Milano, potremo liberamente ciclare tra i suddetti brani, ascoltandoli mentre esploriamo le stanze private dei Guardiani (ricchissime di easter egg e conversazioni opzionali da sbloccare curiosando). Ma è nei momenti di gameplay più intensi che la frenesia di Where Eagles Dare (per dirne una) ci fa desiderare di essere “Take on” da, che ne so: Rick Astley. Combattendo, infatti, riempiremo una barra apposita che sblocca un power up per tutti i guardiani sotto forma di “canzone anni ‘80 potentissima” dritta nelle orecchie.

La musica non ha però effetto su noi giocatori (e che effetto), ma resusciterà anche i nostri compagni caduti durante lo scontro istantaneamente. Funziona così: premuta la combinazione di dorsali il tempo si arresterà, e i Guardiani si avvicineranno a Star Lord. A quel punto, diranno la loro sullo scontro in atto, usando dialoghi unici e specifici di volta in volta. Sta a noi decidere quale tra le due conseguenti risposte multiple dobbiamo dare ai nostri alleati. Se il discorso che pronunceremo li soddisferà (risultando calzante con il loro dialogo precedente), oltre al res istantaneo i Guardiani otterranno tutti (noi compresi) un power up di vita, danni e stamina. 

Ultima nota: i dev hanno addirittura CREATO dal niente un vero-finto gruppo rock anni ‘80: gli Star Lord, per il quale è stato inciso e inserito nel gioco un intero disco. Inutile dire che la qualità di ogni brano è alquanto elevata, al punto da risultare credibile e verosimile persino come gruppo d’annata potenzialmente reale. Pazzesco.

Marvel’s Guardians of the Galaxy Recensione, in conclusione: Where (Eagles) Guardians  Dare

Marvel’s Guardians of the Galaxy è il prodotto della redenzione di Square Enix nel mondo supereroistico Marvel. Un meraviglioso e divertentissimo videogioco action con un gameplay tutto da scoprire; un’avventura da esplorare con protagonisti carismatici, ben caratterizzati e “dalla battuta pronta” mai sottotono; nonché, il perfetto incontro tra narrazione cinematografica e Storia (con la S maiuscola) fumettistica dei personaggi che ne fanno parte. Se pecca in qualcosa, è in una realizzazione tecnica a tratti incerta, che non rende giustizia all’art direction ispiratissima in tutto: costumi (anche opzionali) dei personaggi, design dei mostri e delle ambientazioni e level design generale. Mi è capitato in più di un’occasione, su PC, di dover ricaricare un salvataggio pregresso perchè qualcosa si era bloccato dove non avrebbe dovuto, impedendomi di proseguire. Tutto sommato, però, non posso davvero lamentarmi di questo titolo. 

Se questa recensione per intero non ha sortito effetto, provo a ripeterlo abbreviando il più possibile: Marvel’s Guardians of the Galaxy è una prova di forza che è tutto fuorché il temuto “DLC di Marvel’s Avengers Scartato”. E che consiglio a tutti gli appassionati di… di cosa? Beh, di “tutto”, in pratica. Di supereroi, certo. Ma anche di action generici, di fumetti marvel e non solo, data la natura modernissima e attuale degli intrecci e dei dialoghi che incontreremo in game. Ai fan dei Guardiani del Cinema: anche senza i volti iconici che abbiamo imparato ad amare non resteranno delusi dai loro beniamini (Rocket, sei il più bello di tutti <3). Durata eccellente, ritmo incalzante e mai tedioso; gameplay coinvolgente, non frustrante, ma a livelli alti di difficoltà scordatevi il button smashing. Dialoghi divertenti e ficcanti, azzeccati, ben recitati e rappresentati con ottimi poligoni, textures e animazioni naturali. Non so, cosa volete di più? Una gemma dell’infinito?

MARVEL’S GUARDIANS OF THE GALAXY RECENSIONE | TESTATO SU PC (STEAM)

+Trama coinvolgente, bivi narrativi convincenti e vari
+Art direction e Level Design eccezionali
+Gameplay frenetico, divertente e vario
+Difficoltà customizzabile in modi inediti (giocare per credere)

-Qualche bug di troppo (fixabile, ma ad oggi fastidioso)
-Mappe un po’ troppo lineari (anche se ben costruite)

VOTO: 9.5

Lorenzo Mango

Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.
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