No Music For Genocide ha pubblicato una lettera aperta firmata da oltre oltre mille artisti ed operatori culturali, richiedendo ai fan di boicottare l’Eurovision Song Contest 2026, che si terrà a partire dal 12 maggio a Vienna.
Lo scorso 4 dicembre, i membri dell’EBU (Unione Europea di Radiodiffusione), hanno stabilito che Israele poteva partecipare alla kermesse canora, nonostante il coinvolgimento nel conflitto in corso a Gaza e le preoccupazioni relative al processo di voto per il concorso dell’anno scorso. A seguito di questo annuncio, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna (con Italia, Germania, Francia e Regno Unito tra i Big Five), annunciavano il ritiro dalla prossima edizione. A rappresentare Israele sarà Noam Bettan con il brano Michelle
No Music For Genocide, la lettera che boicotta l’Eurovision
Nelle ultime ore a questo coro si è unita anche l’organizzazione No Music For Genocide, che incoraggia artisti e titolari dei diritti a ritirare la propria musica dalle piattaforme di streaming in Israele, richiedendo ad artisti, emittenti e fan di boicottare la kermesse canora. Un foltissimo gruppo di oltre mille musicisti composto tra i quali figurano Brian Eno, Massive Attack, Paloma Faith, Paul Weller, Kneecap, Hot Chip, Of Monsters and Men, IDLES, Primal Scream, Sigur Rós, Young Fathers, Mogwai, Black Country New Road, Erika de Casier, Nadine Shah, Dry Cleaning, Ólafur Arnalds, David Holmes, Nemahsis, Macklemore, Roger Waters, Peter Gabriel, Vacations, Smerz, numerosi ex finalisti dell’Eurovision ed altri ha firmato una petizione.
Nella lettera si richiede ad emittenti pubbliche, agli artisti, agli organizzatori, alla troupe e ai fan di rifiutarsi di partecipare o sostenere l’Eurovision finché l’EBU non vieterà a Israele di partecipare, come ha fatto con la Russia in seguito all’invasione illegale dell’Ucraina nel 2022. I firmatari scrivono che “rifiutano che l’Eurovision venga utilizzato per insabbiare e normalizzare il genocidio, l’assedio e la brutale occupazione militare di Israele contro i palestinesi.Siamo solidali con le richieste palestinesi rivolte alle emittenti pubbliche, agli artisti, agli organizzatori delle proiezioni, alla troupe e ai fan affinché boicottino l’Eurovision finché l’EBU non metterà al bando l’emittente israeliana complice KAN”





