Ufficiale: all’Eurovision Song Contest 2026, ci sarà anche Israele ha ricevuto il via libera per partecipare alla competizione musicale che si terrà a Vienna il prossimo 16 maggio.

Si è tenuta ieri 4 dicembre l’assemblea generale dell‘Unione europea di radiodiffusione (UER), che organizza il concorso, ma non si è tenuta alcuna votazione sulla partecipazione di Israele. L‘EBU ha affermato in una nota: “Un’ampia maggioranza dei membri ha concordato sul fatto che non vi fosse alcuna necessità di un’ulteriore votazione sulla partecipazione e che l’Eurovision Song Contest 2026 avrebbe dovuto svolgersi come previsto, con le ulteriori garanzie in atto.” A seguito di quando dichiarato Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna sono pronte a boicottare la 70esima edizione, che nei mesi precedenti avevano già manifestato la volontà di abbandonare la competizione qualora avesse avuto il lasciapassare l’Israele.

Eurovision 2026, il via libera per Israele e l’assenza di quattro nazioni

L’emittente irlandese RTÉ ha comunicato sulle pagine The Guardian: “RTÉ ritiene che la partecipazione dell’Irlanda rimanga inconcepibile data la spaventosa perdita di vite umane a Gaza e la crisi umanitaria nel paese, che continua a mettere a rischio la vita di così tanti civili.” Anche l’emittente spagnola RTVE a settembre ha confermato che avrebbe boicottato la partecipazione di Israele l’anno prossimo , ha dichiarato che non avrebbe trasmesso né la competizione né le semifinali ed ha criticato il processo decisionale definendolo “insufficiente”. L’emittente, insieme a quelle di altri sette paesi, aveva formalmente richiesto uno scrutinio segreto al vertice di Ginevra, affermando che la decisione dell‘EBU “aumenta la sfiducia di RTVE nei confronti dell’organizzazione del festival e conferma la pressione politica che lo circonda”.

Sarà la prima volta che il paese iberico non parteciperà al contest dal 1961 ed il boicottaggio è stato sostenuto dal ministro della cultura del paese, Ernest Urtasun, che si è detto “orgoglioso di una RTVE che antepone i diritti umani a qualsiasi interesse economico”. Nel mese di maggio, il Primo Ministro spagnolo aveva chiesto che il Paese venisse bandito dall’Eurovision. Pedro Sánchez notò all’epoca come “Nessuno si fosse ribellato quando, tre anni fa, iniziò l’invasione russa dell’Ucraina e la Russia dovette abbandonare le competizioni internazionali e non poté partecipare, come abbiamo appena visto, all’Eurovision. Pertanto nemmeno Israele dovrebbe farlo, perché ciò che non possiamo permettere sono doppi standard nella cultura.Avrotros, emittente olandese ha affermato che “Nelle circostanze attuali, la partecipazione non può essere conciliata con i valori pubblici fondamentali per la nostra organizzazione”, mentre RTVSLO (emittente slovena) ha affermato che partecipare “sarebbe in conflitto con i suoi valori di pace, uguaglianza e rispetto”