L’inchiesta e i vari procedimenti giudiziari volti a identificare e condannare tutti i soggetti coinvolti nella morte di Matthew Perry sono prossimi alla fine. Nel lungo percorso durato circa due anni e mezzo, i giudici hanno condannato un’altra persona. Erik Fleming, ex produttore cinematografico, diventato poi consulente per le dipendenze, ha ammesso di aver avuto un ruolo nella morte dell’attore.

Il ruolo del consulente nella morte di Matthew Perry

Il terapeuta di 56 anni, regolarmente abilitato, ha svolto un ruolo attivo nella vicenda: lui stesso ha messo in contatto Perry con la spacciatrice Jasveen Sangha, nota come “The Ketamine Queen“. La giudice Sherilyn Peace Garnett, presso un tribunale federale a Los Angeles, ha condannato Fleming a 2 anni di carcere. La pena, se l’uomo non avesse collaborato nelle indagini, sarebbe stata di circa quattro anni. L’aiuto fornito doveva quantomeno essere riconosciuto, ha sottolineato l’accusa. Tuttavia, gli inquirenti hanno puntualizzato come il cinquantaseienne abbia palesato la propria collaborazione solo quando le autorità lo hanno messo alle strette. «Il signor Fleming non ha collaborato per un movente benevolo o perché volesse giustizia per il signor Perry», ha affermato il viceprocuratore federale Ian Yanniello, «voleva salvare se stesso».

La giudice, oltre a ciò, ha sottolineato che Fleming non si è fatto avanti nei mesi successivi alla morte di Matthew Perry. Gli inquirenti, inoltre, avrebbero potuto acquisire le stesse informazioni anche tramite il sequestro del suo dispositivo cellulare. Tuttavia, la sua collaborazione ha effettivamente reso l’indagine più rapida e lineare. Ad agosto 2024, quando Fleming era imputato a dichiararsi colpevole, ha detto alla giudice che quel gesto è avvenuto «nel mezzo del periodo peggiore della mia vita». Successivamente, una volta uscito dal tribunale, ha affermato: «Il petto e il cuore mi fanno male ogni giorno per il dolore che ho causato non solo alla sua famiglia, ma ai milioni di persone che lo adorano».

Qual è stata la dinamica

In quel periodo Perry era sotto trattamento a base di ketamina per la depressione e, dopo aver chiesto una fornitura aggiuntiva tramite un amico, quest’ultimo lo ha presentato a Fleming. L’ex produttore ha affermato che in quel periodo stava affrontando una grave ricaduta alimentata da difficoltà penali. Dopo aver ottenuto la droga da Sangha l’ha portata a casa dell’attore e, successivamente, è stata somministrata dall’assistente personale di Perry, Iwamasa. Il procedimento giudiziario dovrebbe concludersi ufficialmente tra due settimane con la sentenza nei confronti di Iwamasa.

Stefania Cirillo