
La doppietta di Ibrahimovic colora Milano di rossonero e regala al Milan una vittoria che nel derby mancava dal 31 gennaio 2016. Per il Diavolo è la quarta vittoria su quattro partite in questo avvio di campionato, unica squadra a punteggio pieno, ed è il ventesimo risultato utile consecutivo. L’artefice principale di questo incedibile rullino di marcia è Stefano Pioli, che con la sua preparazione e il suo modo di lavorare ha ridato identità e prestigio al Milan.

Professionalità al servizio della squadra
L’avventura di Pioli sulla panchina rossonera è iniziata sotto una serie di incognite. Chiamato al posto di Marco Giampaolo, si è trovato un gruppo disunito che non era mai entrato in sintonia con il tecnico toscano e che occupava la zona bassa della classifica. Come sempre fatto in carriera però, Pioli ha lavorato in silenzio senza farsi coinvolgere da tutto quello che stava succedendo intorno a lui a livello dirigenziale, e con pazienza ha trovato la giusta quadratura sia a livello tattico sia a livello mentale.
Il tecnico rossonero, visto da molti solo come un traghettatore al momento del suo arrivo al Milan, si è guadagnato la fiducia dell’ambiente grazie al lavoro svolto soprattutto sui singoli giocatori, da cui sta riuscendo a tirare fuori il meglio. L’esempio più lampante è senza dubbio Çalhanoğlu, il quale posizionato nel suo ruolo naturale di trequartista centrale ha dimostrato una qualità di gioco eccellente e una concretezza in zona offensiva che lo rendono uno dei migliori numeri 10 del nostro campionato.
Nonostante l’impatto positivo, la posizione di Pioli è rimasta in bilico per lungo tempo, ed è in quel periodo in particolare che il tecnico emiliano ha dimostrato di non essere solo un bravo allenatore, ma anche un grande professionista. Pioli infatti non si è mai fatto condizionare dalle voci su Rangnick, tanto fondate quanto spesso inopportune, ma al contrario ha portato avanti il suo progetto con ambizione e coraggio, conquistando la semifinale di Coppa Italia e la qualificazione in Europa League.

Prima vittoria in un derby e primo posto in classifica
Il grande merito di Pioli è aver dato alla squadra nuove sicurezze da un punto di vista tattico e di aver trasmesso una voglia di lottare dal primo all’ultimo minuto. Il Milan adesso ha una maturità tale che consente ai giocatori di capire quando bisogna soffrire ed essere anche un po’ sporchi e quando invece si può attaccare scatenando la fantasia e le capacità tecniche degli attaccanti.
E ieri questo lavoro ha dato i suoi frutti, consentendo a Pioli di vincere il suo primo derby in carriera e di portarsi al primo posto solitario in classifica, cosa che non accadeva dal 2011-2012. La stagione è ancora molto lunga e sarà difficile, ma con un allenatore così i tifosi del Milan possono tornare a sognare in grande.
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ALESSIO ACHENZA





