Cultura

Sette Minuti: quanto vale il tempo della libertà conquistata

Credi che tutto il mondo sia disposto come te a rincorrere le idee? Perché il punto è questo, solo questo – questo accordo! Sette minuti… – per cosa in fondo? Per un’idea?”

Nel testo teatrale di Stefano Massini (1975 -), “7 Minuti. Consiglio di fabbrica” (2015) al tema della libertà come relazione sociale si uniscono quelli attualissimi delle conquiste sindacali e welfariste nella preoccupata e colorita atmosfera di una gloriosa fabbrica tessile.

Sono solo 7 minuti. Il valore del tempo

L’azienda tessile Picarde & Roche viene rilevata da una multinazionale. Una rappresentanza dei duecento operai viene chiamata dai nuovi dirigenti, le “cravatte”, per informarla delle nuove decisioni prese. Tale rappresentanza, il consiglio di fabbrica, è costituito da undici donne diverse tra loro per età, cultura, provenienza e modus vivendi. Le “cravatte” decidono di comunicare le loro decisioni ad una sola portavoce del gruppo, Blanche, la più anziana, mentre le altre attendono per l’eventuale votazione.

Dopo diverse ore di colloquio Blanche esce con la proposta della nuova dirigenza: nessuno sarà licenziato, non ci saranno tagli sullo stipendio ma ogni lavoratore avrebbe dovuto rinunciare a sette minuti del proprio intervallo al giorno. La proposta raccoglie naturalmente il consenso generale e tutte le lavoratrici sono propense a votare positivamente.

Questo è il punto della narrazione in cui si apre il tema principale intorno a cui si concentra il testo teatrale: fino a che punto si è disposti ad accettare l’esautorazione della libertà dell’individuo da parte dei poteri forti? E’ possibile essere spettatori passivi del disfacimento della propria individualità?

Se il lavoro lo perdessimo facendogli vedere che cediamo, come niente fosse, a forza di piccoli pezzi? A forza di sette minuti…?

Paura, ribellione e anticonformismo. 7 minuti per infrangere le regole

Perché mai dover votare negativamente e quindi rischiare un licenziamento quando in fondo la nuova dirigenza ha chiesto “solo 7 minuti”? Cosi si interrogano le operaie tessili di fronte alla saggia Blanche che le ammonisce:

Perché quei sette minuti, vedete, saranno anche pochi. Ma sono sette per ognuna di noi. E in una settimana fanno quasi cinquanta. In un mese quasi tre ore. Per ognuna dico, per ognuna.  In fabbrica siamo duecento. Vuol dire che con quella lettera ottengono seicento ore di lavoro in più!”

Ebbene questa splendida immagine ricostruita da Massini rievoca il prezzo che tutti paghiamo alla società dei consumi la quale quotidianamente ci impone di rinunciare a fondamenti della nostra libertà e della nostra individualità ammantandoci tuttavia di un velluto talmente morbido tale da non rendere doloroso l’urto con tale perdita.

Ma perché proprio 7 minuti? Un numero singolare. Ma il potere procede per strategie sottili. Afferma Blanche:

“Davanti ad un’ora di più ci avremmo pensato, avremmo discusso. Sette minuti sono un invito a votare e basta, di stomaco, senza testa. E voi state per farlo”

La riunione si conclude con una parte di operaie che votano in favore della proposta delle “cravatte” e una parte che vota per respingerlo. Cala il sipario al momento della votazione dell’undicesima operaia che sarà l’ago della bilancia, quasi a voler sottolineare le insanabili spaccature in seno alla società umana.

La libertà: un rapporto tra pari

Il tema che prevale nell’opera di Massini sono la libertà e la privazione che gradualmente si impone. Spesso si semplifica il concetto di libertà come un fenomeno legato al suo possesso personale con la nota frase “la mia libertà finisce dove inizia la tua” legandola quindi alla proprietà dell’individuo, istanza questa che è contraria alla natura stessa della libertà.

Essa è piuttosto è una relazione tra individui parimenti liberi. La libertà quindi non può consistere nell’appartenenza della sostanza della libertà ad un individuo ma nella relazione sociale tra individui che coabitano uno stesso spazio socio-politico. Una lectio magistralis è fornita dall’antico mondo orientale dove solo il despota è senza catene ed è circondato da schiavi, ma in tale circostanza neppure egli può definirsi libero.

Una vicenda ricca di spunti quella narrata da Massini. A questo punto se vi chiedessero di rinunciare a 7 minuti della vostra giornata cosa rispondereste? Di sicuro non è argomento che risolveremo qui. Forse è meglio far calare di nuovo il sipario.

Sette Minuti - Photo Credits: teatrodiroma.net
Sette Minuti – Photo Credits: teatrodiroma.net

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