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Miss Universo in Israele: perché il Sudafrica boicotta il concorso

La 70° edizione del concorso Miss Universo si terrà a Eilat, in Israele il prossimo 12 dicembre. Il Governo Sudafricano ha ritirato il proprio sostegno a Miss Sudafrica 2021, chiedendole di non concorrere in Israele. Il Sudafrica non si vuole infatti associare alle “atrocità commesse da Israele contro i palestinesi“.

Miss Universo in Israele: il Governo sudafricano ritira il proprio sostegno a Miss Sudafrica

Il Governo sudafricano ha rivolto un appello a Lalela Mswane, Miss Sudafrica 2021, incoraggiandola a non concorrere in Israele, ma di accontentarsi del titolo già vinto. La richiesta di boicottare il concorso Miss Universo è partita dagli attivisti sudafricani, che hanno vissuto l’Apartheid. E proprio per questo non possono sostenere un concorso che ha luogo in Israele. La posizione degli attivisti è sostenuta dal Ministero delle Arte e dalla Cultura del Sudafrica, che ha affermato di non volersi associare a Israele.

Alle richieste di boicottaggio hanno risposto gli promotori di Miss Sudafrica, sostenendo che un concorso di bellezza non è un evento politico. Stephanie Weil, l’organizzatrice, ha aggiunto “non credo che non partecipare e non andare in quel Paese, facendo sentire la propria voce, sia davvero la cosa giusta”. Di parere opposto è Nathi Mthethwa, ministro della Cultura sudafricano, auspicando al ritiro della Miss. Secondo lui, “ritirandosi, la reputazione di Miss Sudafrica trarrà maggiore beneficio rispetto a un evento una tantum che può rivelarsi disastroso per il suo futuro e per la posizione pubblica di una giovane donna di colore“.

La campagna social di boicottaggio e il sostegno delle altre Miss

Qualche settimana fa è stato lanciato sui sociali l’hashtag #NotMyMissSouthAfrica, rivolto alla 24enne Lalela Mswane. Gli utenti chiedono alla Miss di non partecipare al concorso, ma di boicottarlo. La campagna di boicottaggio è stata promossa da Zwelivelile Mandla Mandela, nipote del Premio Nobel Nelson Mandela. Mandela si è appellata alla giovane, sostenendo che “Israele è uno Stato di apartheid e continueremo a mobilitare tutte le persone amanti della libertà per boicottare il suo brutale regime”.

A sostegno di Lalela Mswane è intervenuta Sarah Idan, modella iracheno-americana che ha rappresentato Baghdad a Miss Universo 2017. In quell’occasione si era scattata un selfie con la rappresentante dell’Israele, per cui era stata sommersa di critiche e minacce di morte, che l’hanno obbligata a lasciare l’Iraq. Idan ha esortato Mswane e le altre Miss a non lasciarsi intimidire dalla politica e dai bot presenti sui social, rimarcando che Miss Universo è un concorso di bellezza slegato dalla politica. Ha inoltre attaccato Mandla Mandela.

“Come ti permetti tu, uomo, di provare a dire cosa deve fare un’organizzazione per le donne e per l’affermazione delle donne? Questa è un’opportunità che milioni di donne sognano, per salire sul palco mondiale e rappresentare la propria gente, la propria nazione e la propria cultura. Non i governi, non la politica e sicuramente non la tua agenda politica”

Sarah Idan a Mandla Mandela

Gli organizzatori in Israele fanno sapere che per ora non è giunta alcuna disdetta. Il 12 dicembre dovrebbero sfilare 77 partecipanti, che rappresentano 77 paesi, tra cui gli Emirati Arabi Uniti, Marocco e Turchia. Per gli Emirati Arabi Uniti si tratta della prima volta a Miss Universo in assoluto, mentre il Marocco mancava dal 1978. Al momento è confermata anche la partecipazione della rappresentante della Turchia, Paese con cui Israele sta sfiorando la crisi diplomatica. La ‘crisi’ è iniziata una settimana fa, con l’arresto di due turisti israeliano, accusati di spionaggio per un selfie davanti al Palazzo Dolmabahce.

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Michela Andreatta

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