La sua espressione sbarazzina, nonostante i settantuno anni suonati, lo rende sempre incredibilmente simile a Richie Cunningham, il personaggio di Happy Days che lo ha reso celebre al grande pubblico. Nel tempo, tuttavia, Ron Howard ha dimostrato di essere molto di più del ragazzo lentigginoso e imbranato sempre al fianco di Fonzie, specialmente dietro la macchina da presa.

Dopo aver recitato in cult come American Graffiti di George Lucas e Il pistolero di Don Siegel, l’attore statunitense ha deciso di dedicarsi alla regia, firmando diverse pellicole di enorme successo, da Il Grinch a Cinderella Man, fino alla trilogia Il Codice Da Vinci- Angeli e Demoni- Inferno, tratta dai romanzi di Dan Brown. Ecco, allora, cinque titoli per immergersi nel suo mondo, fatto di creature magiche ed eroi su quattro ruote.

Splash – Una sirena a Manhattan (1984) – l’amore secondo Ron Howard

Probabilmente questa commedia romantica, primo film prodotto dalla Touchstone Pictures, non è tra le pellicole più note del regista, eppure la sua divertente e fantasiosa rappresentazione dell’amore tra un essere umano (Tom Hanks), e una fascinosa sirena (Daryl Hannah), è una boccata d’aria fresca in un genere che, tendenzialmente, propone dei personaggi piuttosto stereotipati. La combinazione di humour, magia e sentimento lo rendono un lungometraggio godibilissimo, che ha acceso l’interesse degli spettatori su Ron Howard e sul suo lavoro, e che gli è valso diverse candidature ai maggiori premi cinematografici.

Cuori ribelli (1992)- Nicole, Tom e il sogno americano

Far recitare insieme due attori che fanno coppia fissa nella vita reale è un’arma a doppio taglio: di sicuro la pellicola ne guadagna in termini di credibilità, ma le scaramucce matrimoniali sono sempre dietro l’angolo. Quando i “piccioncini” in questione sono quelli di Nicole Kidman e di Tom Cruise, poi, la posta in gioco è ancora più alta. La scommessa fatta da Howard, in ogni caso, può dirsi riuscita: l’alchimia tra gli allora coniugi nel western meló Cuori Ribelli buca lo schermo, e vederli così, bellissimi, affiatatissimi e magnetici in ogni scena, fa male al cuore, soprattutto pensando alle ormai iconiche foto che mostrano l’attrice australiana intenta a correre in un prato per festeggiare il divorzio dal collega.

Apollo 13 (1995) -LA frase cult del cinema di Ron Howard

È difficile riconoscere un film da un fotogramma; ancora più ostico farlo grazie a una manciata di parole. Può succedere, però, e Apollo 13 rientra in questa limitatissima categoria. La celeberrima «Houston, abbiamo un problema» è una tra le frasi più conosciute, ricordate e citate nella storia del cinema, e l’opera è nonostante le molteplici inesattezze, uno dei principali successi di Ron Howard. La pellicola è una vera e propria tragedia spaziale, fatta di tecnologia, colpi di scena e, soprattutto, tanta umanità. I personaggi lottano per la sopravvivenza, scontrandosi con un ambiente ostile e oscuro, che però fa emergere la loro resilienza, e la determinazione a tornare sani e salvi in quel posto lontano chiamato casa.

A Beautiful Mind (2001)- un premio Nobel da premio Oscar

Basato sulla vita del matematico e vincitore del Premio Nobel per l’Economia John Nash, il film ha come protagonista Russell Crowe, perfettamente calato nei panni del brillante accademico, che nel tempo sviluppa una schizofrenia paranoide e sperimenta episodi deliranti mentre prova a convivere con la diagnosi. A Beautiful Mind offre un racconto delicato e onesto della patologia, e degli effetti che la malattia ha su chi ne è colpito e con le persone che lo circondano, ed è valso a Howard l’Oscar per la regia.

Rush (2013)- supereroi umani in uno sport spietato

Lo sport è competizione, impeto, adrenalina e rischio, tantissimo rischio. In Rush, tutti questi elementi sono sapientemente dosati per raccontare le gesta dentro e fuori dal circuito di James Hunt e Niki Lauda. Chris Hemsworth e Daniel Brühl rendono giustizia alle vite rocambolesche dei due piloti, e portano sul grande schermo la loro rivalità, che nasconde un grande rispetto reciproco. La gara, le discussioni, l’incidente, il ritorno in pista; i due nemici, in fondo più vicini di quanto non vogliano ammettere, sono considerati alla stregua delle divinità, ma nascondono sotto il casco e la tuta tutta la fragilità dell’essere umano. La pellicola è un inno all’audacia della Formula 1 e dei suoi eroi/antieroi ma, al tempo stesso, invita lo spettatore a riflettere sul prezzo -talvolta altissimo- da pagare per ottenere la gloria eterna.

Federica Checchia

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