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Monsters e Co what if | Le conseguenze della scomparsa di Boo

Ritorniamo puntuali con la nostra rubrica “what if?” in cui ci divertiamo a re immaginare alcune delle storie più famose raccontate da film o serie TV. Dopo la trama alternativa di Frozen e il finale diverso per Gossip Girl, ora è il turno di Monsters e Co, il film Pixar del 2001.

Monsters e Co in breve (che puoi rivedere su Disney Plus)

Il mondo dei mostri ricava energia tramite le urla dei bambini, per entrare nelle loro stanze, utilizzano le porte dei loro armadi. Randall, con la complicità del direttore della Monsters e Co, rapisce una bambina per ricavare più energia. Sarà compito di Mike e Sulley riportare la piccola a casa. I mostri sono convinti che i bambini siano tossici, quindi fanno molta attenzione quando interagiscono con la piccola Boo. Alla fine, scopriranno che i bambini non sono tossici e inoltre che le risate forniscono molta più energia rispetto alle urla. La centrale viene quindi riorganizzata per raccogliere risate.

Poster di Monsters e Co.
Photo credit: dal web

Su questo mondo completamente nuovo ci sono tante ipotesi interessanti che potremmo immaginare chiedendoci, appunto, “e se?”.

Monsters e Co – What if: gli effetti collaterali

A Monstropolis le cose sono cambiate radicalmente dopo la visita di Boo. L’intero sistema di energia è stato capovolto: prima urla e poi risate. Essendo un dettaglio piuttosto rilevante ci sono pesanti conseguenze sia per il mondo degli umani sia per quello dei mostri.

Il nuovo mondo dei mostri

La Monsters e Co è una delle principali fabbriche che forniscono energia al mondo dei mostri. Da tempo immemore i lavoratori principali erano gli spaventatori, considerati i più coraggiosi perché accedevano regolarmente al mondo degli umani. Al loro fianco gli assistenti si occupavano di trovare le porte d’ingresso più adatte per il collega. Lo spaventatore era una delle figure più ammirate e ambite, tutti i mostri a questo livello ricevevano automaticamente maggior rispetto.

La Monsters e Co dopo le risate
Photo credit: animationscreencaps.com

Dopo l’evento rivoluzionario il ruolo dello spaventatore si è estinto lasciando lo spazio agli addetti alle risate. Alla Monsters e Co si respira una nuova atmosfera allegra e pacifica, ma adattarsi non è facile per tutti. Gli spaventatori, ad esempio, si sono ritrovati disoccupati. Ora il lavoro più ambito è quello di addetto alle risate, ma per gli spaventatori è quasi impossibile ottenere un ruolo del genere proprio a causa del loro aspetto spaventoso.

Cosa fanno Mike e Sulley?

Il duo rimane sempre un’ottima squadra, ora è Mike ad attraversare le porte degli armadi, mentre Sulley si occupa della direzione. Mike ha sposato Celia e ha quindi lasciato l’appartamento che condivideva con Sulley da tantissimo tempo. 

L’ex spaventatore ha comunque un ruolo prestigioso, ma non può negare di sentire la mancanza della vecchia vita: gli allenamenti con Mike, i record di spaventi e il suo nome in cima al tabellone erano alcune delle cose a cui pensava più frequentemente. Aveva passato quasi tutta la vita a perfezionare le sue tecniche di spavento e ora tutto era svanito. Aveva sempre vissuto in compagnia e ora si trovava da solo. Inoltre, anche se cercava di nasconderlo, sentiva incredibilmente la mancanza della piccola Boo. 

Sulley dirige la nuova azienda.
Photo credit: animationscreencaps.com

La piccola non era più tornata nel mondo dei mostri, ma tutti conoscevano il suo nome (o meglio, il soprannome affidatole da Sulley). La loro storia era diventata famosissima e l’originale musical diretto e prodotto da Mike (“Su riporta quell’affare dove stava dà retta a me”) aveva contribuito.

Il nuovo mondo degli umani

Prima della rivoluzione, tantissimi bambini si svegliavano spaventati durante la notte indicando l’armadio. Quasi tutti i giorni i genitori dovevano consolarli dai cosiddetti “mostri dell’armadio”, ripetendo ogni volta che non c’era nulla di cui preoccuparsi. Dopo gli eventi, ai mostri non si associava più la paura, bensì la gioia e il divertimento. I clown alle feste erano stati soppiantati da animatori travestiti da mostri. 

La teoria dell’esistenza dell’abominevole uomo delle nevi era ormai diventata una leggenda (infatti il mostro era tornato nel suo mondo, scagionato dall’esilio). Un’altra creatura misteriosa era stata avvistata e gli uomini avevano iniziato a chiamarla temibile lucertola viola. Si trattava di Randall, intrappolato nel mondo degli umani come punizione a quanto fatto a Boo.

Una scena da Monsters e co.
Il primo avvistamento di Randall – Photo credit: animationscreencaps.com

Cosa fa Boo?

Boo, la bimba il cui vero nome è Mary, è cresciuta in modo diverso da tutti gli altri. All’età di due anni è misteriosamente sparita dalla sua stanza per più di ventiquattro ore. I genitori hanno vissuto ore interminabili con l’angoscia mentre la polizia faceva il possibile per aiutarli. Alla bambina non è dispiaciuto visitare il mondo dei mostri, ma al suo ritorno lo shock della famiglia e la successiva iperprotettività dei genitori hanno avuto un effetto indesiderato.

Monsters e Co – What if: poco dopo l’addio di Boo

Abbiamo visto le avventure ambientate nel mondo dei mostri che si concludono in un paio di giorni. Vi siete mai chiesti che cosa è successo nel frattempo nel mondo degli umani? Qualcuno si sarà sicuramente accorto dell’assenza della bambina…

La piccola si era appena svegliata, era tornata nella sua stanza solo da poche ore. In silenzio si era diretta in cucina con l’intenzione di sorprendere la madre con il suo nuovo gioco preferito: “Boo!” aveva detto facendo capolino. I genitori non riuscivano a credere che la figlia si trovava proprio lì davanti a loro ed era sana e salva. In lacrime si erano avvicinati a lei per poterla finalmente riabbracciare. La bimba non capiva il motivo di quella reazione, non aveva sentito la loro mancanza, distratta da quel mondo così buffo che aveva visitato.

La piccola Boo.
Photo credit: animationscreencaps.com

In seguito, Mary ha dovuto sopportare alcune visite mediche e interminabili domande da parte di uomini in uniforme. Capiva che volevano sapere qualcosa, ma non le era chiaro che cosa, inoltre non era ancora capace a parlare quindi tutte quelle richieste erano piuttosto inutili.

“Mike Wazowski” aveva detto più volte Mary, divertita da quella buffa parola. Il nome di un estraneo era stato sufficiente per far preoccupare ancora di più i genitori e per dare alla polizia una pista che non li avrebbe portati da nessuna parte.

Monsters e Co – What if: 13 anni dopo

Sul finale del film Mike ricostruisce la porta di Boo per permettere a Sulley di rivedere la bambina. Non vediamo il loro incontro, ma sentiamo solo la voce della piccola che lo riconosce e vediamo Sulley sorridere. E se la porta fosse stata riparata più tardi? Supponiamo che per riparare la porta ci siano voluti molti più anni, come sarebbe l’incontro tra Sulley e Boo?

Sulley e Mike davanti alla porta riparata di Boo.
Photo credit: animationscreencaps.com

Sulley aveva girato la maniglia dell’armadio con molta cautela, era impaziente di rivedere la bambina, ma allo stesso tempo spaventato. Dopo un paio di passi all’interno della stanza buia aveva notato le prime differenze rispetto a quando era entrato in quella stanza più di dieci anni prima. Il pavimento non era più ricoperto di giocattoli, sui muri non c’erano più i disegni della piccola.

La stanza di Boo era vuota. Il grosso mostro era un po’ deluso e stava già per tornare nell’armadio quando un fruscio ha attirato la sua attenzione.

“Bene, bene, bene. James P. Sullivan, sapevo che un giorno saresti tornato.” Sulley cercava di capire da dove provenisse quella voce familiare che in un primo momento non riusciva a riconoscere. La poca luce che entrava dalla finestra gli aveva permesso di individuare il mostro che stava tornando visibile: Randall, esiliato molto tempo prima.

Randall ha raccontato a Sulley che era ritornato nel mondo dei mostri passando attraverso un armadio attivo. A causa di tutti i cambiamenti nell’organizzazione in merito alla raccolta di energia, si era sentito un estraneo. Per questo motivo aveva preferito ritornare nel mondo degli umani. Poi, aveva scelto di stare nella stanza di Boo (siccome è in grado di diventare invisibile) perché era certo che Sulley sarebbe tornato.

Sulley e Randall.
Photo credit: animationscreencaps.com

L’incontro con Boo

La luce della stanza si era accesa, Randall era diventato invisibile, sulla soglia c’era una ragazza di circa 15 anni che fissava Sulley cercando di capire se si trattasse di un’allucinazione. “Boo? Sei proprio tu?” aveva provato a dire il mostro senza distogliere lo sguardo dalla ragazzina.

Mary non ricordava quanto successo quando aveva solo due anni, così aveva ascoltato attentamente Sulley che raccontava il loro primo incontro. Il mostro era felice di aver rincontrato una vecchia amica, ma la ragazza era piuttosto sorpresa dalla storia.

Senza aggiungere parole, Mary si era avvicinata al cassetto del comodino, lo aveva aperto in fretta per cercare qualcosa. Quando era bambina le piaceva disegnare, in particolare c’era un mostro che ripeteva spesso nei suoi lavori. Aveva supposto che fosse nato dalla sua fantasia o da qualche sogno, ma ora le era chiaro che quei disegni rappresentavano un ricordo.

Il disegno di Boo in Monsters e Co.
Photo credit: animationscreencaps.com

Sulley guardava i vecchi disegni con un sorriso sul volto, ricordando quando ne aveva fatti alcuni mentre era nel suo mondo. La reazione di Mary è stata molto diversa da come si sarebbe aspettato il mostro:

“La bambina scomparsa nel nulla. Rapita da nessuno. Scappata.” Mary aveva ripetuto alcuni dei soprannomi che le erano stati affibbiati negli anni. Aveva sempre vissuto domandandosi che cosa le fosse capitato, a supporre centinaia di scenari diversi per cui una bambina potesse sparire e ricomparire dalla sua stanza in un paio di giorni. “Quindi è solo per colpa tua!” aveva accusato Sulley.

Sulley cercava di spiegare a Mary che si era occupato solo di proteggerla e aveva fatto di tutto per riportarla nella sua stanza sana e salva. Per convincerla aveva sollecitato Randall a mostrarsi.

Le vecchie amicizie

Sulley aveva fatto visita a Boo perché Mike gli aveva fatto il regalo di occuparsi della ricostruzione della porta. Il motivo principale per cui voleva rivedere la bambina, riguardava i ricordi del periodo in cui l’aveva incontrata.

Sulley da Monsters e Co.
Photo credit: animationscreencaps.com

Sulley non si sentiva completamente felice da molto tempo ormai. Non provava tristezza o gelosia verso i successi degli altri, semplicemente sentiva una sorta di vuoto poiché molte cose erano cambiate in fretta. La sua vita, prima di incontrare Boo, era perfetta e non avrebbe voluto cambiare nulla. Nel rivedere la bambina aveva sperato di poter sentire nuovamente una sensazione positiva.

L’ostilità della ragazza aveva spezzato il cuore di Sulley. Inaspettatamente, Randall aveva fatto un bel discorso su Sulley e su quanto tenesse a Boo.

L’espressione sorpresa di Sulley aveva fatto roteare gli occhi di Randall: “Oh, che c’è Sullivan? La gente cambia, va bene?!”
E quello era proprio quanto successo anche a Boo: era cresciuta, lo aveva dimenticato, era diffidente e non si divertiva più a sorprenderlo alle spalle urlando: “Boo!”

Mary aveva superato il suo primo momento di sgomento, finalmente conosceva cosa le era accaduto in passato e si sentiva sollevata. Aveva deciso di abbracciare il grosso mostro peloso per ringraziarlo di tutto.

“Non frantumare la mia porta, ok? Torna a trovarmi, Gatto.”

Sulley lascia la stanza di Boo.
Photo credit: animationscreencaps.com

Monsters e Co – What if: una nuova direzione

Sulley era tornato a Monstropolis e con lui anche Randall. Entrambi trovavano la nuova vita da ex spaventatori decisamente stravolta, così hanno deciso di rimboccarsi le maniche per ritrovare un obiettivo stimolante.

Da diverso tempo erano stati aperti dei circoli clandestini di spaventatori, questi si procuravano illegalmente delle porte e le usavano per spaventare i bambini come in passato. Sulley e Randall, ispirati dai vecchi giochi del college, hanno deciso di avviare le olimpiadi degli spaventatori. Un’attività sportiva realizzata con prove di vari livelli, senza mai entrare nel mondo degli umani, ma solo utilizzando avanzati simulatori.

Rivedere Boo si era rivelata un’importante lezione. Sulley aveva capito che l’amicizia che aveva con la bambina era ormai diversa, non erano più inseparabili e i ricordi erano l’unico elemento in comune. Aggrapparsi ai bei momenti del passato non era la strada migliore per ritrovare la felicità, ma aprirsi a nuove possibilità (come l’amicizia con un vecchio nemico) lo aveva condotto nuovamente alla serenità.

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