Cinema

Morto Ruggero Deodato, il regista di “Cannibal Holocaust”

È morto all’età di 83 anni Ruggero Deodato, uno dei padri fondatori del cinema horror italiano. Uno dei film più celebri della sua carriera è senza dubbio lo scioccante Cannibal Holocaust, di ispirazione per la successiva generazione di registi da Eli Roth a Luca Guadagnino.

Ruggero Deodato, la carriera

Ruggero deodato © screenworld.it
Ruggero Deodato © screenworld.it

Ribattezzato “Monsieur Cannibal” proprio per aver dato un’inconfondibile impronta al cannibal movie, Deodato nacque a Madrid il 7 maggio del 1939. La sua carriera cinematografica non iniziò dietro la macchina da presa, ma davanti: la sua ambizione era infatti quella di fare l’attore.

Feci per un anno o due, diversi filmetti, poi mi chiamarono a fare un provino per Federico Fellini, ma dai sedici ai diciotto anni ero cambiato, avevo gli occhiali, ero imbruttito. Fellini non mi prese. Non pensai più di fare l’attore.

Intervista a Nocturno, estate 1996

Sarà un altro grande regista italiano a dargli l’opportunità di mettere a punto il suo talento: per un po’ fu infatti aiuto regista di Roberto Rossellini. Cominciò come regista di commedie, per poi spostarsi sull’erotico e sul thriller, fino ad approdare all’horror. Cannibal Holocaust fu unico nel suo genere, il punto di svolta per il cinema horror degli anni seguenti. Le innovazioni registiche e le scioccanti immagini (che portarono lo stesso regista in tribunale viste le reali uccisioni di animali avvenute sul set) lo resero presto un punto di riferimento per la generazione successiva di registi, da Eli Roth a Qurentin Tarantino. Il suo stile mockumentary, d’ispirazione per un altro caposaldo del genere come The Blair Witch Project, e l’espediente narrativo segnarono uno dei primi grandi esempi di critica alla moderna società ultra-mediatizzata, elevando la riflessione attorno al genere horror al piano sociologico.

Uno dei suoi ultimi lavori è stato Ballad in Blood, chiaramente ispirato al delitto di Perugia.

Chiara Cozzi

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Chiara Cozzi

Critica cinematografica per passione, scrittrice per vocazione.
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