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MovieNerd da Paura: “The Blob – Fluido Mortale”

Dopo aver esplorato l’immaginario gotico con le sue soprannaturali e terrificanti creature, “MovieNerd da Paura” vira con decisione verso l’orrore fantascientifico con “The Blob – Fluido Mortale“. Stavolta infatti la (gelatinosa) minaccia giunge dai freddi meandri dello spazio siderale, in questo film del 1958 diretto da Irvin S. Yeaworth Jr. e diventato da subito oggetto di culto. La pellicola vede anche un giovane Steve “The King of Cool” McQueen (accreditato ancora come Steven) ricoprire per la prima volta in carriera un ruolo primario.

Come sempre, dopo l’introduzione, ecco la sinossi di questo grande classico dell’horror sci-fi: “Una misteriosa creatura di un altro pianeta, simile a una gigantesca massa di gelatina, atterra sulla Terra. La gente di una piccola città vicina si rifiuta di ascoltare alcuni adolescenti che hanno assistito al potere distruttivo del blob. Nel frattempo, il blob continua a ingrandirsi.“.

MovieNerd da Paura: attenti al Blob!

Jane (Aneta Corsaut) e Steve (Steve McQueen), i due giovani ragazzi che per primi avvistano ed entrano in contatto con la letale forma di vita aliena denominata "blob", da "The Blob - Fluido Mortale" (1958) - web
Jane (Aneta Corsaut) e Steve (Steve McQueen), i due giovani ragazzi che per primi avvistano ed entrano in contatto con la letale forma di vita aliena denominata “blob”, da “The Blob – Fluido Mortale” (1958) – web

È il 1958 ed il mitico Steve McQueen al suo primo ruolo da protagonista diventa la voce della ragione di una piccola comunità della Pennsylvania, che si ritrova pericolosamente minacciata da un indefinibile essere gelatinoso color rosso fragola proveniente dallo spazio siderale, il Blob.

Il giudizio

Già dai primi minuti le mire orrorifiche del film vengono tradite da un’anima pura, a tratti ingenua, di un mondo che, nel bene e nel male, non esiste più: a partire dagli ipnotici titoli di testa accompagnati da un allegro mambo da spiaggia (l’omonima The Blob, che divenne un successo musicale quello stesso anno), proseguendo con una fotografia in puro stile Hollywood anni Cinquanta luminosa e coloratissima, fino agli effetti speciali elementari e ad una rappresentazione quasi fine a sè stessa di temi sentiti nella società americana dell’epoca. Trovano spazio così l’esemplare genuinità ma anche compattezza delle piccole comunità, lo scontro generazionale, i veterani di guerra, e ancora la diffidenza se non la repulsione per l’idea o l’elemento estraneo alla propria realtà.

D’altronde, tenendo presente lo spettro della Guerra Fredda ancora in agguato, il film racconta di una minaccia ROSSA proveniente da altrove, che assorbe, fagocita, spersonalizza e amalgama onesti cittadini americani in un’unica grande massa priva di pensiero individuale, attaccando silenziosamente cuore e cervello dell’intero Paese.

Però, tralasciati i leciti dubbi sulla presenza di una metafora ideologica tardo-maccartista, il film nei limiti dei suoi anni offre di più, in particolare un paio di intuizioni che nel genere horror diventeranno tropi: un gruppo di giovanissimi si fa carico delle sorti della propria cittadina, sfidando la paura propria e lo scetticismo dei grandi. E soprattutto il mostro, che avanza lento ma inesorabile, senza volto e senza storia, che disfa e distrugge seguendo un piano disegnato dal solo caos, come nel genere ce ne saranno molti altri dopo di lui. Se solo il Blob non fosse stato così sgargiante e all’apparenza poco minaccioso magari oggi ci avrebbe provocato almeno un sussulto.

Voto: 3/5 ⭐⭐⭐

Spaventometro: 1/5 🎃

Il poster originale di "The Blob - Fluido Mortale" (1958) - web
Il poster di “The Blob – Fluido Mortale” (1958) – web

Claudio Spagnuolo

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