Napoli, Milik è davvero una sorpresa?

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Di Redazione Metropolitan

Contro il Parma Milik è protagonista con una doppietta e si conferma il vero bomber di questo Napoli. La Juventus rimane distante, ma per la sfida del San Paolo può essere il polacco l’arma per colpire?

Il Napoli vince 4-0 a Parma con una doppietta di Milik e non si allontana ulteriormente dalla vetta, rimanendo comunque a 13 punti di distanza dalla Juventus. Nonostante le critiche e le perplessità dopo gli ultimi due pareggi a reti inviolate contro Fiorentina e Torino, i ragazzi di Ancelotti si riscattano con un poker su cui indelebile è la duplice firma del polacco. Con questa vittoria, i partenopei mettono la parola fine a quella crisi in fase realizzativa denunciata dallo stesso Ancelotti, soprattutto grazie al loro attaccante.

Con questa doppietta arrivano a 14 le reti in campionato di Arkadiusz Milik, che si conferma come la vera garanzia offensiva di questo Napoli. Nelle ultime due stagioni il polacco non aveva mai trovato abbastanza spazio per poter dimostrare il proprio valore. Sia i due infortuni al ginocchio, sia lo sporadico impiego con Sarri, hanno visto spesso il centravanti oscurato dall’inamovibile titolarità di Dries Mertens.

Ancelotti quest’anno, con la novità tattica del 4-4-2, ha ritagliato invece uno spazio importante per l’ex Ajax, rendendolo il vero finalizzatore di questo Napoli. Milik si rivela infatti non solo come uno spietato realizzatore, ma anche dotato di quella tecnica peculiare dell’attaccante moderno. Si dimostra dunque ampiamente in grado di partecipare alla velocità e alla precisione del gioco partenopeo, anche quando si tratti di palle inattive.

L’esultanza di Milik dopo una delle due reti al Parma (Credits: notiziedi.it)

Milik, un esempio di attaccante moderno

In pochi avrebbero visto in Milik anche un cecchino su palla inattiva: dopo le punizioni contro Cagliari e Lazio, il centravanti polacco sigla un’altra perla al Tardini. Il goal che vale il momentaneo 2-0 è un mancino rasoterra che passa sotto la barriera con Sepe immobile.
“Gliel’ho detto io di tirarla così, me l’ha insegnato Cristiano Ronaldo“, ha rivelato Carlo Ancelotti, che ha ricevuto l’abbraccio del suo attaccante subito dopo aver gonfiato la rete.

Decisiva è stata la punizione trasformata in goal contro il Cagliari, in zona Cesarini, che ha consegnato al Napoli i 3 punti e che ha sorpreso tutti gli addetti ai lavori. Ancelotti ha però chiarito subito dopo la gara che nelle gerarchie tra i tiratori del Napoli, le punizioni del lato destro sono affidate sempre al mancino di Milik. Questi si è poi confermato all’Olimpico contro la Lazio, infilando nel sette un sinistro imprendibile per Strakosha.

Il goal del 2-0 su punizione di Milik contro il Parma (Credits: sportnotizie24.com)

Si può quindi affermare con estrema certezza che ci troviamo di fronte ad un attaccante che dà una ventata di aria nuova al nostro campionato. A differenza degli attaccanti che siamo abituati a vedere in Italia, Milik si rivela come un centravanti dotato di una tecnica invidiabile. Oltre alla grande capacità sui calci piazzati, il centravanti polacco spesso sferra colpi quasi da seconda punta che lo rendono inamovibile negli 11 di Ancelotti.

Milik: l’essenza della filosofia di Ancelotti

Era considerato a inizio stagione alle spalle di Insigne e Mertens nelle gerarchie offensive di Ancelotti, per consentire una graduale ripresa dagli infortuni precedenti. L’allenatore emiliano ha però dato fiducia a Milik sin dalla prima giornata contro la Lazio (ripagata con un goal): fiducia proseguita poi in un impiego costante nell’arco del campionato. Con 14 reti il centravanti polacco è il miglior marcatore del Napoli, a scapito dei molteplici dubbi negli ultimi anni in merito alle sue capacità.

Non deve però sorprendere come Ancelotti abbia gestito alla perfezione questa situazione: questo risultato, infatti, non è altro che l’essenza della filosofia del tecnico ex Milan. Come Milik, Ancelotti ha reso protagonisti di questo Napoli anche elementi che negli anni precedenti sembravano totalmente fuori dai disegni tecnici dei partenopei. Ounas, Diawara, Maksimović tra gli altri sono diventati parte attiva nei progetti di Ancelotti in campionato e fuori.

Ancelotti che dà indicazioni al suo centravanti Milik (Credits: Yahoo Sport)

D’altronde sin dal ritiro di Dimaro il presidente De Laurentiis aveva rivelato che Ancelotti fosse fiducioso per quanto riguarda tutte le componenti del gruppo partenopeo. L’allenatore, da luglio alla guida del Napoli, difficilmente nell’arco della stagione ha schierato lo stesso 11, cambiando molto spesso la formazione titolare. Questo ha consentito di tenere sempre alta l’asticella durante gli allenamenti, non dando per scontato il mancato utilizzo nell’eventuale turno di campionato o coppa.

Può quindi essere proprio questa l’arma vincente del Napoli nella (quasi) decisiva sfida di domenica al San Paolo contro la Juventus: l’imprevedibilità. Insieme a questa. l’impiego di un centravanti che anche di fronte a mostri sacri come Bonucci e Chiellini, è ampiamente in grado di fare la differenza. A parlare come sempre, sarà il campo, nel posticipo domenicale contro la capolista.

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