Cinema

Natalie Wood, una vita sul grande schermo

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Natalie Wood è una delle più grandi icone del cinema statunitense. Apparsa in alcuni dei più grandi film di sempre, l’attrice di origini ucraine ha iniziato la sua carriera a 5 anni senza mai più fermarsi. Una vita intera sullo schermo, e con un riflettore sempre puntato sugli affari privati. I suoi occhi magnetici ma allo stesso tempo carichi di inquietudine hanno conquistato gli spettatori di tutto il mondo. Tra i film che le hanno dato notorietà c’è “Il miracolo della 34° strada”, classico di Natale girato quando Natalie aveva solo 9 anni che ha fatto diventare la giovane attrice parte di tutte le famiglie del mondo, che considerano il film una tradizione dal ’47, anno in cui è uscito.

A differenza di molti attori-bambini, che incontrano difficoltà sia personali sia nel trovare nuovi ruoli rilevanti crescendo, la Wood non ha avuto alcun problema nell’affrontare la crescita. Ha continuato a lavorare senza sosta, finché la sua carriera, ormai passata ad una fase più adulta, è esplosa con il successo di “Gioventù bruciata” (’55). Qui Natalie, 17enne, si ritrova a mostrare le sue capacità e la sua maturità di attrice ormai adulta al fianco di un’icona come James Dean. Il ruolo le regalerà la prima candidatura agli Oscar che però non vincerà. Tanti gli attori della grande Hollywood che ha affianca in questi anni: Gene Kelly, Betty Davis, Rock Hudson, Tony Curtis, solo per dirne alcuni.

Natalie Wood in "West side story" - Photo Credits: Pinterest
Natalie Wood in “West side story” – Photo Credits: Pinterest

La carriera di Natalie Wood e l’Oscar strappatole dalla Loren

La Wood, come racconta la sorella, vive passioni forti e violente nella sua vita, ma prima di tutto per lei c’è la carriera, molto ricca, che la porta a girare anche quattro film all’anno. Questa sua capacità di esserci su più progetti le permette di mettersi alla prova in film di generi molto diversi. Recita nel western “Sentieri Selvaggi”, nella commedia con “Penelope la magnifica Ladra” e si mette alla prova anche con il musical con “West side story”. Quest’ultimo è un progetto molto importante, che mette in luce le diverse capacità di Natalie, non solo nella recitazione ma anche nel canto e nella danza. Doti che emergono anche nel film musicale “La donna che inventò lo strip-tease“. “West side story”, unitamente al film dell’anno seguente “Splendore nell’erba”, rafforza il suo successo.

“Splendore nell’erba” in particolare rappresenta una grande svolta perché le fa guadagnare una candidatura come Miglior Attrice Protagonista agli Oscar del 1962 dove, considerando il periodo positivo in cui si trova, si presenta da favorita. Ma Natalie non vince, e al posto suo trionfa Sophia Loren. Qui si crea un caso, perché l’evento fa infuriare Natalie Wood. La Loren è infatti la prima attrice a vincere l’Oscar con un film non in lingua inglese. Probabilmente a far infuriare l’attrice statunitense è anche il fatto che il film che le aveva fatto guadagnare la candidatura, alla sua uscita, era stato vietato ai minori di 16 anni e criticato per il fatto che mostrava liberamente le pulsioni sessuali dei protagonisti.

Natalie Wood e Robert Wagner - Photo Credits: Inside Edition
Natalie Wood e Robert Wagner – Photo Credits: Inside Edition

La misteriosa morte

Vent’anni dopo “Splendore nell’erba”, film che resterà sempre nei più bei ricordi di Natalie, la Wood decide di chiamare il suo yacht Splendour proprio in onore di questo film. Yacht da cui scomparirà misteriosamente il 29 Novembre 1981. “Questo è lo Splendour, abbiamo bisogno di aiuto” urlavano dalla cabina di comando dello Splendour alla capitaneria di porto all’una di notte di quel giorno. Natalie Wood si era imbarcata due giorni prima in occasione del ringraziamento con il marito Robert Wagner. I due si erano sposati ben due volte: la prima nel ’57, con divorzio 5 anni dopo, la seconda nel ’72. Con loro si era imbarcato anche Christopher Walken, l’attore con cui la Wood stava recitando in “Brainstorm”.

Un grande mistero avvolge la sua scomparsa. La donna è infatti annegata dopo essere scesa dallo yacht su un gommone, e nel suo sangue sono state trovate tracce di alcol e medicine. Si trovava a largo dell’Isola di Santa Catalina, e molti sanno quanto sia pericoloso navigare da soli nell’Oceano Pacifico. Ma qualcosa deve aver fatto sentire a Natalie di dover andare comunque per fuggire da quello yacht, probabilmente un litigio con il marito. Si vociferava, ai tempi, che probabilmente c’era qualcosa tra lei e Walken. Ma le voci sono state smentite, e le dichiarazioni di chi era a bordo erano coincidenti, dunque il caso è stato chiuso. Ma la sorella di Natalie non è mai stata convinta della ricostruzione, perché la Wood aveva paura dell’acqua e non sarebbe mai scesa in gommone da sola.

Natalie Wood e Robert Wagner - Photo Credits: Biography
Natalie Wood e Robert Wagner – Photo Credits: Inside Edition

Il caso si riapre

Nel 2011 il caso si riapre e nuove notizie emergono: il capitano racconta di una lite tra Wagner e la Wood, poiché quest’ultima flirtava con il collega, Walken. E ancora, che Wagner alla scomparsa della moglie non avrebbe permesso al capitano di chiamare immediatamente i soccorsi. Ma anche qui, per assenza di prove, il caso viene chiuso. Nel 2013 viene fatta una nuova autopsia che fa emergere lividi sulle braccia dell’attrice, ma anche qui il caso viene subito richiuso perché non è possibile determinare come la donna si sia procurata i lividi. Nel 2018 Wagner torna come sospettato.

“Fu l’ultima persona ad essere con Natalie prima che scomparisse” dichiara Corina, vice-sceriffo di LA, riferendosi al marito della donna. Nelle varie versioni raccontate nel tempo, infatti, Wagner si è contraddetto e tutte le piste ora portano a lui. La verità, passati ormai 39 anni, probabilmente non la scopriremo mai. O almeno non finché Robert Wagner deciderà di raccontarla. Resta il fatto che con la morte dell’attrice, scomparsa in circostanze misteriose come molte altre star del suo tempo, il cinema statunitense perde la sua ragazza d’oro. Solo un’altra di una generazione di stelle, come anche la Monroe e il collega James Dean, che sono andate via troppo presto.

Paola Maria D’Agnone

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