Cultura

Neil Armstrong: l’eroe dell’Apollo 11, protagonista dell’allunaggio

Neil Armstrong, l’eroe dell’Apollo 11, primo uomo sulla Luna, protagonista di importanti missioni militari durante la Guerra di Corea e pilota e collaudatore di aerei supersonici, viene commemorato dal mondo, come l’eroe più grande di tutti i tempi.

Neil Armstrong, l’eroe dell’Apollo 11: protagonista dell’allunaggio

Neil Armstrong-credits focus.it

Il 20 luglio 1969 è la data passata alla storia: Neil Armstrong, comandante dell’Apollo 11, dopo un viaggio concitato, “prende in pugno” una situazione difficile, che avrebbe potuto sventare l’intera missione spaziale, e pronuncia così la famosa frase, che il sistema radiofonico trasmette alla stazione radio, della base della Nasa “Houston, qui base della tranquillità. L’Aquila è atterrata.”: l’Apollo 11 ce l’ha fatta, è atterrato sul mare della tranquillità, sul nostro satellite lunare e la bandiera americana con il simbolo dell’aquila, primeggia sul suolo lunare.

Il nostro eroe Armstrong non è solo, nell’espletamento della sua missione, Collins, pilota del Columbia, il modulo di comando dell’Apollo 11, che resta per molto in orbita lunare e Aldrin, il pilota del modulo lunare della navicella, sono i suoi compagni di avventura: le loro firme, compaiono a chiare lettere, sulla superficie lunare, a manifestare la loro conquista, la vittoria dell’uomo nel superamento di ogni limite, perseguendo l’ideale della libertà in un viaggio tra le stelle.

Neil Armstrong: il sogno americano del Presidente Kennedy e la teoria del complotto lunare

Neil Armstrong, ammirato dal mondo come un eroe, l’uomo di ghiaccio, perchè non esteriorizza le sue emozioni, ma le domina, palesandosi uomo di coraggio, cortesia e umiltà per tutta la sua vita, realizza il sogno del Presidente Americano Kennedy, il primo uomo a solcare la superficie lunare, dopo l’astronauta russo Gagarin, è proprio lui, Armstrong, un astronauta americano: il suo artefatto è riconosciuto dal mondo intero con una sua celebre frase “un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità”.

L’impresa dell’astronauta americano e dei suoi compagni, per un breve periodo, viene riconosciuta come un falso del governo americano, nella famosa teoria del complotto lunare: per molti scienziati, lo sbarco sulla Luna sarebbe solo un artifizio; dalla immagini in bianco e nero che hanno girato il mondo, non risulterebbero fenomeni fisici, ma solo sorgenti di luce variegate. Il 24 luglio del 1969, Armstrong, Collins e Ardrin, di ritorno dal viaggio, dopo l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico, ricevono le onorificenze da sempre agognate: il Presidente Americano Nixon, gli conferisce la Medaglia presidenziale della libertà, simbolo della loro missione; in quel viaggio concitato, in cui il futuro si puo’ immaginare solo piu’ complesso del presente, gli eroi vengono commemorati tra le stelle, come “gli eroi non solo del loro tempo, ma di tutti i tempi”, coloro che intravedendo in ogni buco nero, una stella nana, rappresentano un messaggio di speranza per un futuro migliore.

Marina Lotito

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