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Nel mio nome: Elliot Page produttore del docufilm italiano sull’identità transgender

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Elliot Page produrrà il docufilm Nel mio nome, che sarà presentato il prossimo febbraio al Festival di Berlino 2022, nella sezione Panorama, e racconta le storie di quattro amici che affrontano il loro percorso di transizione.

Quattro città diverse, quattro amici, quattro storie. La comunità transgender d’Italia, raccontata come mai prima d’ora. Cosa sta succedendo al nostro paese? Ci stiamo forse svegliando? Dopo il focus sulla scena drag, presentata in tutta la sua luce nella prima edizione italiana di Ru Paul’s DragRace (ora disponibile su DiscoveryPlus e in onda su Real Time), adesso è il turno di spacchettare cosa vuol dire cominciare un percorso di gender affirming qui in Italia.

Il docufilm, diretto da Nicolò Bassetti, racconta la vita di quattro giovani, residenti in città diverse, che in momenti differenti delle loro vite affrontano il loro percorso di transizione dall’identità di genere femminile a quella maschile. Il film si basa sull’esperienza personale del regista, che si è fatto ispirare dalla storia di suo figlio, Matteo Basetti, che ha intrapreso anche lui questo percorso.

Elliot Page e il suo coinvolgimento nella produzione de Nel mio nome

La star di Hollywood (celebre per le sue interpretazioni nei film Juno e Inception, e nella serie The Umbrella Academy), ha conosciuto Basetti e lo ha ammirato dal primo momento, motivo per il quale ha deciso di produrre il documentario.

È una riflessione sull’umanità transgender e non ho mai visto niente di simile.

Dichiara Page in un’intervista a The Hollywood Reporter, e continua: “Sapere che Bassetti si è consultato col proprio figlio transgender è davvero bello per me“.

Il regista italiano ricambia a pieno l’ammirazione verso l’attore. “Sono davvero grato a Elliot per aver aggiunto la sua prospettiva vissuta per aiutare il nostro film a trovare la sua strada nel mondo“, ha dichiarato.

Oltre a Elliot Page, il film è prodotto dalla Nuovi Paesaggi Urbani, la società di cui Bassetti è proprietario, e dalla Art of Panic di Lucia Nicole e Marcello Paolillo. Non è il primo prodotto del regista, ma il secondo, dopo Magnificent Fortunes.

“La mia esperienza personale di genitore mi ha permesso, come regista, di trovare la sicurezza necessaria per avvicinare i protagonisti di questa storia, per approfondire le loro emozioni, e instaurare un rapporto intimo fatto di fiducia e complicità“, dichiara Bassetti, usando parole che sono davvero una boccata d’aria.

Il discorso sulla transizione di genere, in tutto il mondo ma in Italia particolarmente, è ancora fortemente stigmatizzato. Questo documentario cerca di navigare controcorrente, abbattendo i silenzi che da sempre permeano la comunità transgender in questo paese, e lo fa in modo straordinariamente personale, basandosi sulle esperienze degli attori coinvolti, del regista e anche del produttore.

Elliot Page ha fatto coming out nel 2020, hanno in cui ha cominciato a condividere sui social immagini che raccontavano il suo cambio di genere. È stato poi il primo uomo transgender ad apparire sulla copertina di Time, facendo la storia, creando una rappresentazione, come sta succedendo in altri casi ad Hollywood (ad esempio con la vittoria ai Golden Globes di MJ Rodriguez) e come succederà in Italia.

Passo dopo passo, i silenzi si trasformeranno in opportunità di farsi sentire. Questo documentario è uno splendido inizio.

Serena Baiocco

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