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Neon White Recensione, harder better faster stronger

Se scrivendo questa recensione corressi veloce tanto quanto è possibile fare in Neon White, sarebbe già finita. Grazie dell’attenzione, tutti a casa, pro e contro, voto e basta. Cercherò pertanto di andare un po’ più lentamente, e spiegarvi tutti i motivi per cui Neon White è un Indie perfetto per la categoria di giocatori a cui si riferisce. Un titolo studiato alla perfezione per la sua nicchia, in pratica, gli speedrunner; i giocatori con una marcia in più che non hanno paura di rifare lo stesso stage 100 volte per guadagnare 1 secondo di tempo (o meno). Però, poi, anche un gioco che per qualche ragione a me inizialmente incomprensibile ha subito generato un’ondata mediatica di proporzioni “Tsunami”. Anche al di fuori della sua comodissima nicchia. 

Le ragioni sono in realtà abbastanza manifeste, fondate su una complessiva e generale sensazione di “solidità”. Del gameplay, del level design, della narrativa e dell’estetica. E se le trovo incomprensibili è solo perché, di fatto, Neon White si limita a fare il suo lavoro e basta. Quasi senza picchi di eccellenza, ma anche senza avvallamenti di mediocrità. Che poi è vero tutto ed è vero niente, come sempre. Perché chi vi sta parlando è al di fuori della suddetta nicchia di speedrunner e appassionati della velocità a tutti i costi. E chi “ci sta più dentro” magari quei picchi li riconosce con più facilità.   

Neon White Recensione

Neon White Recensione, ottimizzazione

Come funziona, quindi, Neon White? Semplice semplice, chiaro chiaro fin dal primissimo stage. Il protagonista, un’anima destinata a finire all’inferno, viene invece portato al cospetto di prove dalla difficoltà crescente in cui concorre con altre anime simili a lui. Anime che, senza spoilerare la semplice trama che fa da sfondo al tutto, pare anche aver conosciuto nel corso della sua vita terrena. Salvo poi dimenticarsene dopo la morte.

Viene a delinearsi un torneo tra corridori defunti, ma solo nel corpo. Perché di fatto ci viene messo bene in chiaro fin dal principio che lo scopo di Neon White non è portarci dal punto A (inizio del livello) al punto B (fine del livello); superando le sezioni platform a metà tra un Sonic (salta sul nemico, abbatti l’avversario e corri sulla rampa/salta sul trampolino ecc.) e un Ghostrunner (per citare un ultimo nato di indiscutibile eccellenza). Lo scopo di Neon White è, invece, fare tutto questo ottimizzando al massimo movimenti, spari, salti e attraversamenti vari ed eventuali. 

Ottimizzazione è la parola più adatta per descrivere il processo di rifinitura dell’attraversamento richiesta da Neon White. L’impressione, analizzando il level design al millimetro, è che gli sviluppatori abbiano già previsto, oltre all’ovvio percorso principale, giusto una decina, a dire tanti, di percorsi alternativi più veloci. Mentre già pochi giorni dopo la release era possibile vedere quasi ogni esperto alle prese con Neon White esibirsi in un’evoluzione diversa e mai sperimentata prima; in un salto che per noi comuni mortali sarebbe impossibile, effettuato premendo il tasto di salto con uno scarto di pochi decimi di secondo; tutto per rientrare in una finestra di azione che consenta di sparare a quel demone in un lasso di tempo appena sufficiente per sfruttare il rinculo dell’esplosione prolungando il salto. E arrivando alla piattaforma che normalmente sarebbe a 5 secondi di distanza in appena 1 secondo. 

Per riuscire in questo, e riuscire bene, serve una certa forma mentis, o predisposizione personale come capirete. Il che non significa non gradire il gioco qualora non si rientri nella categoria di player più sfegatati, alla ricerca del tempo perfetto. Semplicemente, significa che il vero gameplay di Neon White inizia nel momento in cui abbiamo completato un livello, o meglio una serie di livelli, e possiamo cominciare a studiarne vita morte e miracoli. O quantomeno, possiamo cominciare a rigiocarli provando approcci differenti rispetto a quelli che ci avevano consentito di portarli a termine e basta. In un’ottica, lo ripeto, di “ottimizzazione”, più o meno marcata in base alla nostra suddetta predisposizione personale, dei nostri tempi e del nostro gioco. 

Neon White Recensione

Un mix di generi interessante

Sicuramente, una delle ragioni per cui Neon White ha incuriosito tanto gli addetti ai lavori del settore videoludico, quanto il grande pubblico, è per il suo mix di generi peculiare. Tanto all’interno, quanto al di fuori, quindi, dalle dinamiche che definisco senza errore “principali” (quelle da gioco speedrunner). Neon White, in tal senso, si giostra con una certa maestria tra i generi che propone al giocatore. A cominciare dalla prima contaminazione, quella con il card game, più ideale che effettiva. Difatti, tutti gli armamenti a nostra disposizione nel corso dei livelli sono rappresentati sotto forma di carte disseminate negli stage. Carte che dobbiamo raccogliere e che possiamo utilizzare in tre modi ciascuna: con il fuoco principale, quello secondario, o scartandola.

La varietà di carte a disposizione del giocatore, predeterminate per il singolo stage, e il numero di possibili azioni eseguibili con ciascuna combinazione di carte richiede in realtà un set di skill aderente con i classici giochi da speedrunning/shooting, piuttosto che da card game. Ovvero, il fatto che la pistola che uso nel livello non sia una pistola fisica, ma una carta, in realtà è ludicamente importante solo perché la posso “scartare” per attivare un effetto secondario. 

Diverso il discorso per l’altra contaminazione predominante in Neon White: quella con il genere novel, quasi dating-sim. Che il gioco tratta in modo iper-classico, sfruttando iconografia, caratterizzazioni, estetica e gameplay tipici dei prodotti nipponici basati su “Waifu e Husbando”, per parlare in gergo tecnico. Non che conti davvero tanto in realtà, se siete concentrati unicamente sulla componente speedrunner, e intendete godervi il summenzionato, ottimo level e game design. Infatti, uno dei pregi maggiori di Neon White, ve lo avevo detto, è la sensazione di solidità che comunica. E che raggiunge, in questo caso, separando i generi troppo diversi per funzionare adeguatamente quando fusi insieme. Sessioni speedrunning e sezioni novel sono dunque ben distinti nel tempo, nello spazio e negli effetti. Neon White Recensione, harder better faster stronger, senza mai costringerlo. 

Neon White Recensione, in conclusione: una sorpresa “paradisiaca”

Apparentemente, quindi, Neon White colpisce per la sua “normale eleganza”, più che per la sua eccellenza. In un mondo videoludico dove o si è grandiosi, da 8, 9 o 10, o non si può sperare di sfondare ed essere considerati buoni giochi, Neon White semplicemente dichiara di saper fare quel per cui è stato pensato. Ed è proprio per questo che si merita anche più di quei “grandiosi” un voto che lo faccia risaltare rispetto alla media. Nel complesso, infatti, Neon White è piaciuto molto anche a me; quando non per il gameplay per l’art direction, quando non per l’art direction per il level design, quando non per il level design per la sensazione di “potere” che ho provato completando i vari stage uno dietro l’altro, rapidamente e indolore anche per me… che non ho poi tutta questa capacità prestidigitatoria. 

Il fatto è proprio che Neon White va, di base, già molto veloce. E accelera esponenzialmente mano a mano che ci imponiamo di spingere e impegnarci. Sempre fluido (su PC), mai indeciso su quale sia la sua identità. Persino quando ci mette di fronte a generi diversi, e li tiene sospesi nell’aria come un acrobata. E allora, forse, il suo successo non è poi così “incomprensibile”. Piuttosto, è un esperimento riuscito, e come tale non subito evidentemente valido. Non finché non ci metti le mani sopra. E inizi a correre.

NEON WHITE RECENSIONE | TESTATO SU PC (STEAM)

Specifiche del PC su cui è stato eseguito il test:

  • Sistema operativo: Windows 10 (64-bit)
  • Processore: AMD 7 3700x
  • Memoria: 16 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce RTX 3070

+Ogni livello è effettivamente un gioiellino di game design
+Il mix di generi isolati in momenti ludici istanziati funziona
+Esteticamente offre illustrazioni gradevoli e personaggi caratterizzati…

+Ottima localizzazione in italiano (scritta, non doppiata)

-…ma la grafica in generale è abbastanza povera e a tratti fin troppo semplice
-Al di fuori della nicchia degli speedrunner può stancare presto

VOTO: 8.5

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Lorenzo Mango

Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.

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