Scoprite in questo articolo tutte le novità che Netflix ha in serbo.

Ormai è un po’ di tempo che si legge online rigurardo una possibile introduzione di annunci pubblicitari su Netflix. Oltre a non essere la sola possibile “minaccia” alla nostra comoda vita di utenti della piattaforma (ma questo lo vedremo dopo), quello su cui non ci siamo soffermati è il motivo di questa possibile scelta.

Un’azienda “amichevole”

Dalla struttura delle pubblicità con cui l’azienda si occupa dello sponsor delle serie, alla modalità d’uso della piattaforma stessa, Netflix ha dato a tutto noi l’idea di essere un’azienda giovane, fresca, accondiscendente e con la tendenza a investire molto sui suoi progetti (ben riusciti o meno!). Ecco, voglio soffermarmi su questo.

Questa percezione è stata parte del successo della piattaforma, ma la tendenza all’investimento massimo con l’aggiunta di una bella serie di concorrenza ha portato l’azienda a dover fronteggiare una perdita economica non indifferente (leggi qui per un’ulteriore approfondimento).

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fonte: google

La condivisione dell’account Netflix

Un’altro cavallo di battaglia su Netflix è la condivisione dell’account. Prerogativa di Netflix, il password sharing è fin dall’inizio un’abitudine parecchio consolidata tra gli abbonati che, soprattutto con la sottoscrizione dell’abbonamento Premium, hanno avuto la possibilità di condividere concretamente la sottoscrizione con altre tre persone. Senza troppi giri di parole, si è diffuso un metodo per pagare l’abbonamento un quarto dell’effettivo prezzo.

I numeri:

Le stime sono difficili da fraintendere: più del 10% dell’utenza attiva divide il costo dell’ abbonamento con altri iscritti. La pratica è anche stata per un certo lasso di tempo “invogliata” dai vertici dell’azienda: da un lato migliorava la percezione generale dell’azienda da parte degli utenti, sicura e permissiva; dall’altro dava a Netflix una forte mano nella diffusione del suo marchio nel mondo. Un guadagno trasversale di non poco conto.Guadagno che però, probabilmente, oggi sta perdendo la sua efficacia.

Le perdite:

Secondo una ricerca di Park Associates del 2019, la condivisione degli account è costata a Netflix una perdita di circa 9 miliardi di dollari. Un debito destinato a lievitare nel corso degli anni. Nel 2024 si potrebbe addirittura arrivare a 12,5 miliardi di dollari.
Netflix si trova di fronte a un bivio: in questo modo rischiano di sprofondare in un crollo economico, ma cambiare da un giorno all’altro potrebbe comportare un danno di immagine i cui risultati sono ignoti.

In tutto ciò la concorrenza avanza: Prime Video sta diventando una realtà sempre più consolidata, AppleTV+ sta iniziando a farsi conoscere – e sappiamo che il budget non sarà un problema, almeno per ora – e Disney+ si prepara a catalizzare su di se tutte le attenzioni dopo aver comprato i programmi di grandi nomi come National Geographic e i succosi prodotti Marvel. Questi tre rivali di un certo peso che hanno già fatto sentire i loro attacchi al dominio effettivo che Netflix aveva sullo streaming. Trono che si deve preparare a cedere, a meno che non cambi politica.

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fonte: google

Condivisione si o no?

Bisogna anche ricordare che i termini di regolamento sono inequivocabili: l’utilizzo dell’account viene indicato come strettamente personale e condivisibile al massimo con i membri della propria famiglia. Le eccezioni alla regola sono state tollerate, ma ora nuove misure di sicurezza potrebbero essere attuate per evitare ulteriori e dannose degenerazioni. Niente di ben definito, ma probabilmente la possibilità di condivisione verrà in qualche modo ristretta.
Questo in concomitanza il nuovo abbonamento solo mobile  – che in India ha un costo di 2,99 Dollari al mese e permette di accedere ai contenuti della piattaforma solo da dispositivi portatili – sembra farci pensare ad un cambio della gestione account e pagamenti. La notizia viene da Hollywood Reporter e sembra che l’offerta potrebbe approdare anche in altri mercati.

E le pubblicità?

Il CEO di Netflix, Reed Hastings ha risposto nettamente ai rumor: la dichiarazione viene da TechCrunch, e pare che le indiscrezioni in merito alla possibile introduzione della pubblicità sulla piattaforma di streaming della sua azienda sono da considerarsi completamente false. Hastings ha precisato che è stata fatta una promessa e che la sua società ha tutta l’intenzione di mantenerla.

Nel dettaglio, il CEO di Netflix ha dichiarato in merito: “

Abbiamo un modello di business molto più semplice, che si concentra solo sullo streaming (…). Non raccogliamo nulla. Siamo davvero concentrati sul rendere felici i nostri membri. (…) Vogliamo essere quel posto in cui si può esplorare, cercare nuovi stimoli, divertirsi, rilassarsi, e non abbiamo intenzione di avere controversie legate allo sfruttamento degli utenti tramite gli annunci pubblicitari“.

Insomma, stando alle parole di Reed Hastings, Netflix non introdurrà mai annunci pubblicitari. Almeno questa è una buona notizia!

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