Nick Reiner si è dichiarato non colpevole dei due capi d’imputazione per omicidio di primo grado, riguardo all’uccisione dei suoi genitori, il regista di Hollywood Rob Reiner e la fotografa e produttrice Michele Singer Reiner. Il suo nuovo avvocato, il difensore d’ufficio Kimberly Greene, ha preso la parola durante l’udienza preliminare del caso, lunedì mattina, mentre il suo assistito era in aula a Los Angeles. Come riportato dall’Associated Press, l’imputato si trovava in un’area di custodia chiusa e aveva i vestiti marroni del carcere, anziché un camice antisuicidio come quello indossato durante un’apparizione a dicembre.

Il caso di Nick Reiner potrebbe prevedere la pena di morte

Un giudice aveva rinviato il procedimento legale il mese scorso, dopo che il suo ultimo avvocato si era ritirato dal caso ed era stato sostituito da un difensore d’ufficio. All’epoca, l’ex legale di Reiner, Alan Jackson, aveva dichiarato di non poter spiegare il motivo delle sue dimissioni, ma che il suo cliente non era colpevole. Il trentaduenne è in carcere da dicembre, dopo essere stato arrestato per aver presumibilmente accoltellato i suoi genitori. I corpi dell’acclamato regista e attore, 78 anni, e di Michele, 70 anni, sono stati trovati nella loro casa di Los Angeles dalla figlia il 14 dicembre, e la polizia ha arrestato l’uomo quella sera stessa.

Nick è stato accusato di omicidio di primo grado, con la speciale circostanza di pluriomicidio e un’accusa speciale per uso di arma pericolosa, ed è trattenuto senza possibilità di cauzione. Secondo il medico legale della contea di Los Angeles, sono morti per “ferite multiple da corpo tagliente”. L’ufficio del procuratore distrettuale è ancora in attesa del referto completo dell’autopsia sulla coppia.

Nathan Hochman, procuratore distrettuale di Los Angeles, ha riferito ai giornalisti dopo l’udienza preliminare che il caso è passibile di pena di morte. Il suo ufficio, però, non ha ancora preso una decisione in merito. «Valuteremo tutte le circostanze aggravanti e attenuanti», ha affermato.

Rob Reiner e il figlio Nick avevano litigato la sera prima del duplice omicidio

Reiner ha una lunga storia di lotte contro la dipendenza. In passato aveva collaborato con il padre al film Being Charlie, che si ispirava liberamente alle sue esperienze. Per un anno, nel 2020, i genitori lo avevano sottoposto a tutela a causa dei suoi problemi di salute mentale e, prima del delitto, i medici gli avevano prescritto dei farmaci per la schizofrenia.

Secondo quanto riportato dai media, il suo comportamento sarebbe diventato sempre più irregolare prima degli omicidi. La notte prima del ritrovamento dei corpi dei Reiner, la coppia aveva partecipato a una festa di Natale a casa del comico Conan O’Brien, dove Rob e Nick avrebbero discusso animatamente.

O’Brien ha parlato degli omicidi in un’intervista rilasciata al New Yorker venerdì, descrivendo la coppia come “persone adorabili”. Ha poi ribadito quanto lui e sua moglie fossero affezionati a Rob e Michele. «Vivere l’esperienza di dare la buonanotte a qualcuno, vederlo andare via e poi scoprire il giorno dopo che se n’era andato. Credo di essere rimasto sotto shock per un bel po’. Voglio dire, non c’è altra parola per descriverlo. È così orribile. È semplicemente orribile», ha detto lo showman. «E penso a come si sentiva Rob per quello che stava succedendo nel Paese, a quanto fosse coinvolto, a quanto si fosse esposto. Vedere quella voce tacere all’improvviso è ancora difficile da comprendere per me».

Federica Checchia