Cultura

Non solo poesia per Jaques Prévert: teatro e cinema nella produzione dell’autore de “I ragazzi che si amano”

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Molti di noi conoscono la forte semplicità dei versi de “I ragazzi che si amano” di Jaques Prévert, artista poliedrico che nasceva all’alba del secolo breve, il 4 febbraio 1990. Versi da biglietto romantico a cui non si deve rischiare di appiattire la produzione di un artista polemico e controcorrente, conscio del potere delle “parole“. La potenza evocativa della lingua nella scrittura di Prévert attraversa il confine della carta stampata per approdare anche ad altri lidi: teatro e cinema.

Jacques Prévert uomo di teatro

Artista engagé in anni pericolosi per fare politica, dal 1932 al 1936 Prévert collabora con il “Gruppo d’Ottobre“, una compagnia della Federazione Teatro Operaio che lavora nella direzione di un teatro sociale. L’idea del gruppo è di invitare il poeta alla stesura di testi legati a doppio filo con l’attualità per poi rappresentarli nelle fabbriche.

Da questa collaborazione nascono testi quali “Marcia o muori” e “La battaglia di Fantenoy“, che la compagnia porta in scena durante l’Olimpiade internazionale del Teatro Operaio, a Mosca, nel ’33. In questa sede Jaques Prévert calca le scene insieme agli altri componenti del gruppo.

Nel decennio successivo, l’autore tornerà al teatro tra il 1945 e il 1947 e realizzerà un balletto lavorando con Pablo Picasso. Collaborazione che ci permette di intuire l’ambiente culturale in cui l’autore si muove, lavora e scrive.

Sceneggiatore per cineasti del realismo poetico

Immerso nei circoli culturali più attivi dei suo tempo, Prévert si lancia anche nel nel cinema mettendo le sue parole a servizio di un mondo dominato da immagini e suoni. Tra gli anni ’30 e ’40 stringe un sodalizio artistico con il regista Marcel Carné e dà corpo alle sceneggiature per “Quai de brumes“, “Le jour se lève“, “Le visiteur du soir“, “Les enfents du paradis“, “Les portes de la nuit“.

In questi anni, che trascorre a Tourette-de-lupe insieme ad altri artisti che lavorano con lui ai film, scrive anche delle sceneggiature a quattro mani insieme al fratello, che realizzerà per la televisione dei testi che l’artista scrive per bambini.

Gli estremi di una produzione che appare così variegata fanno capo però agli stessi principi: la forza delle parole, l’impegno ma anche gioia del vivere. Questo nella consapevolezza che, come ha ricordato Dereck Malcolm: “Cinema e poesia sono la stessa cosa, disse Prévert“.

Debora Troiani

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Debora Troiani

Laureata in Lingue, Letterature, Culture e Traduzioni alla Sapienza, studio ora Editoria e Scrittura, con un curriculum orientato al giornalismo. Sono una grande appassionata di lingue e letterature straniere (soprattutto russa e tedesca), di teatro, cinema e in generale di forme d'arte impegnata che affronta temi sociali.

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