Guernica è un’opera gigante, letteralmente, come se ne vedono poche nei musei. E’ un’opera che solo a guardarla ti incute timore, anche senza leggerla in modo approfondito. Il tono monocromatico della scala dei grigi, le pose convulse dei personaggi, sembrano farla parlare. Sembrano farla gridare in uno spaventoso silenzio. Scopriamo qualcosa in più su uno dei capolavori di Pablo Picasso, realizzato nel 1937.

Guernica nell’arte e nella storia
Quando Pablo Picasso viene incaricato di realizzare quest’opera, è il 1937. Un fatto terribile è accaduto nell’Aprile di questo anno, segnando un dramma nella già tesa situazione di guerra civile spagnola. La piccola cittadina basca di Guernica, inerme e senza colpe, viene bombardata dall’aviazione tedesca, con l’appoggio italiano. La condanna di questo massacro è unanime, nonostante le fonti siano confuse. Le vittime sono migliaia, le persone attonite rinforzano il loro terrore verso la guerra.
L’opera nasce su richiesta del Governo Repubblicano per rappresentare la Spagna nell’Esposizione Universale di Parigi proprio nel 1937. Dopo un periodo di blocco iniziale, Picasso assembla tanti disegni diversi, come per comporre un racconto frammentario che ha come denominatore comune l’orrore. L’enorme tela riscuote un successo enorme. Viene esposta a lungo al MoMA di New York, per rientrare in patria solo più tardi, prima al Museo del Prado e poi nel 1992 al Reina Sofia, dove attualmente è esposta.

Un cubismo reale e truculento
Quello che succede in Guernica è la narrazione di una storia che fonde in sé aspetto diversi tra loro. Pablo Picasso riprende la tradizione millenaria del quadro storico, che racconta e documenta un dato episodio. Ispirato dalle foto della tragedia, pubblicate sul quotidiano Ce Soir, butta giù qualche schizzo fedele alla realtà dei fatti. Guernica viene colpita nel giorno del mercato e così donne, bambini e animali sono tragicamente coinvolti nella scena.
La lettura da destra verso sinistra, segue quella classica di un testo, così da agevolare ulteriormente la comprensione delle scene narrate. Le figure si stagliano in questo spazio multiforme tipico del Cubismo. Si muovono in modo bidimensionale, ma occupano allo stesso tempo livelli diversi tra loro, amalgamandosi nel caos. I toni del grigio sembrano cristallizzare in un fotogramma il documento di una strage di innocenti, ricca di simboli profondi.

Personaggi e simbologia di Guernica
Guernica urla, in silenzio, una storia orribile. I personaggi sono esasperati nelle loro pose perché disperati sono nella loro realtà. Compaiono tre animali un toro, un cavallo e una più celata colomba. Il toro, sacrificato tradizionalmente nella corrida spagnola insieme al cavallo, confuso e spaesato, ricordano il bue e l’asino nella scena della Natività. La colomba, simbolo universale della pace, è in rotta di collisione e sta per schiantarsi al suolo.
A sinistra una madre disperata tiene il piccolo figlio morto tra le braccia e anche stavolta la tradizionale Passione ritrova sembianze nuove. Un uomo a terra esanime sotto gli zoccoli dell’equino, stringe tra le mani una spada spezzata e un fiore, simbolo di speranza per un futuro migliore. Sguardi atterriti, arti spiegati e spezzati si fondono insieme in questa danza del terrore. Pablo Picasso firma la sua denuncia contro l’orrore della guerra, portandoci su tela l’anima degli innocenti che perdono la vita per cause senza anima.
Claudia Sferrazza
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