Notre-Dame, c’è l’Isis dietro l’incendio della cattedrale?

Le cause che hanno provocato il tragico incendio di Notre-Dame ieri sera sembrano essere, fino ad ora, accidentali, anche se le indagini sono ancora in corso. Ma se invece non fosse così?

Ancora Parigi. Ancora una immane tragedia. Questa volta non ci sono vittime, fortunatamente. A pagare il prezzo però è uno dei simboli più importanti non solo della città e dell’intera Francia, ma di tutto il mondo cattolico. Brucia Notre-Dame. Bruciano oltre 850 anni di storia. Brucia una delle arterie pulsanti di Parigi. Crolla la guglia, crolla il tetto e tutta la struttura in legno interna. Le fiamme sono altissime e ingoiano ogni cosa che trovano davanti. Una grande nuvola di fumo grigio sostituisce l’azzurro del cielo, si gonfia e si mescola con il rosso tremendo del fuoco, dando vita ad uno spettacolo terribile. Un inferno devastante che impegna 400 pompieri per ore prima di essere domato, oltretutto solo parzialmente.

Notre Dame
Notre-Dame in fiamme (fonte: ilfattoquotidiano.it)

Ipotesi Isis?

L’incendio sembra essere partito dall’impalcatura che cingeva la cattedrale per i lavori di restauro, sebbene le indagini siano ancora in corso. Ma una domanda sorge legittima, considerati soprattutto altri catastrofici eventi successi proprio nella capitale francese, simili a questo e non troppo distanti nel tempo. Se fosse stato qualcos’altro a causare questo disastro? O meglio, se fosse stato qualcuno? Per adesso una risposta affermativa a tale dubbio pare improbabile, anche se non impossibile. E’ curioso, infatti, che proprio venerdì scorso Ines Madani sia stata condannata a 8 anni per reati legati al reclutamento di combattenti islamici da inviare in Siria per organizzare attacchi contro la Francia e per istigazione al terrorismo. Inoltre, la donna risulta essere anche una delle tre jihadiste che nel 2016, secondo l’accusa, aveva pianificato un attentato proprio contro Notre-Dame. Il suo piano sarebbe stato quello di colpirla con una macchina piena di bombole a gas, pronte all’esplosione.

Ines Madani
Ines Madani e la macchina con le bombole a gas (fonte: news.sky.com)

Forse si tratta solo di coincidenze, di stupide ipotesi, di paranoiche congetture, di infondate supposizioni; un fatto che potrebbe voler significare tutto oppure assolutamente niente. Eppure, mentre il popolo francese si asciuga gli occhi dalle ennesime lacrime di disperazione di fronte all’ennesimo dramma compiutosi, mentre l’Europa si stringe straziata e solidale e unita per condividere il dolore dei propri vicini, qualcun altro festeggia, gioisce, addirittura esulta, pubblicando foto e video di soddisfazione sui social network, quasi volesse prendersi il merito di una simile sciagura.

Tartaglione Marco

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