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Ong, il processo di Trapani e la criminalizzazione della solidarietà

E’ ripreso qualche giorno fa il processo di Trapani contro le Ong. Nel più grande processo contro i soccorritori in mare sono coinvolti l‘Ong tedesca Jugend Rettet, Medici senza Frontiere e Save The Children con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione illegale. È una vera battaglia tra attivisti e magistratura. Uno scontro per cui si è parlato anche di una grave criminalizzazione della solidarietà

Le Ong, Trapani e le gravi accuse

Il 7 giugno è ripreso l’importante processo di Trapani contro le Ong. Un fatto inedito, le precedenti inchieste si erano concluse tutte con l’archiviazione senza arrivare a processo, che vede alla sbarra 21 membri di Ong. Le organizzazioni umanitarie coinvolte sono Jugend Rettet, a cui sono state sospese le attività e sequestrata la nave Juventa, Medici senza Frontiere e Save The Children. Le accuse mosse contro gli imputati sono pesantissime ed incentrate sul reato di favoreggiamento dell’immigrazione illegale. In particolare, nelle 653 pagine dell’informativa finale, consegnate dalla Polizia giudiziaria alla procura di Trapani e pubblicate da La Repubblica, si parla di moventi economici. Si legge infatti che Jugend Rettet e le altre Ong coinvolte si attivavano per la “raccolta e conduzione in Italia di un numero sempre maggiore di migranti, per mantenere alta visibilità mediatica e avere più donazioni”.

Dal canto loro le difese delle Ong coinvolte hanno già contestato nella prima udienza la mancanza di traduzione di tutte le trentamila pagine degli atti d’indagine. Di queste infatti ne sarebbero state tradotte solo 900. Dalla loro parte gli avvocati difensori hanno anche diverse indagini che confutano un‘inchiesta della magistratura poco solida. Un’indagine condotta in 4 anni dalla procura di Trapani in cui sono stati intercettati anche diversi giornalisti. Di questi sono stati pubblicati i nomi di fonti e informatori violando il segreto professionale. Basti pensare che i fatti contestati dai magistrati di Trapani si riferiscono ad operazioni di salvataggio condotte tra l’estate del 2016 e quella del 2017 e che già nel 2018 un’inchiesta condotta da Forensic Architecture confutava le accuse.

Venne infatti dimostrato come in un contestato salvataggio del 18 giugno 2017 ed in altre due operazioni segnalate dagli inquirenti non ci fosse stato nessun contatto tra i trafficati di migranti e l’equipaggio di Juventa. Nessun barchino, come invece contestato dall’accusa, era stato consegnato agli scafisti.

La criminalizzazione della solidarietà

Il processo di Trapani ha messo di un nuovo in evidenza per gli attivisti quella che viene chiamata criminalizzazione della solidarietà. In un rapporto stillato dal gruppo parlamentare europeo dei Verdi e presentato in occasione della vigilia di un altro atteso processo d’appello a Mimmo Lucano e al modello Riace si legge che dal gennaio 2021 al marzo 2022 89 persone sono state criminalizzate su fatti di solidarietà. Nel 89% dei casi analizzati da questo rapporto si parla di accuse di favoreggiamento illegale dell’immigrazione.

La criminalizzazione della solidarietà però, secondo Amnesty International, non riguarda solo chi in tutta Europa aiuta i migranti. “Il problema è più ampio in Europa. Sono in aumento anche le vessazioni contro chi difende diritti lgbt o contro chi si batte per questioni ambientali. In cinque anni è aumentato esponenzialmente l’incitamento dell’odio on line e le querele ‘temerarie’ o Slap (Strategic Lawsuit Against Public Participation) che mirano a censurare, intimidire e mettere a tacere voci critiche mediante azioni giudiziarie. Modalità che vengono sempre più spesso utilizzate anche contro i giornalisti”, spiega infatti la coordinatrice di Amnesty International Laura Renzi. Ora il processo inedito di Trapani e quelle che stato definito un vero attacco politico contro le Ong.

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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