Le origini della Festa della Mamma non sono uguali per tutti i paesi, si tratta infatti di una ricorrenza che rientra fra le cosiddette ‘feste mobili’. In Italia la festeggiamo la seconda domenica di maggio – quest’anno oggi, il 14- ma non esiste un unico giorno in grado di accomunare tutti gli Stati. Due terzi dei Paesi celebrano la giornata nel mese di maggio, mentre per circa un quarto la si festeggia a marzo. In molti paesi arabi cade nel giorno dell’equinozio di primavera.

E’ una giornata in onore della figura della madre, della maternità e della sua influenza sociale. Si celebrava già in epoca pagana – legata al culto delle divinità femminili e della fertilità – e segnava il passaggio dal gelido inverno alla sudata estate . Fu proposta per la prima volta nel maggio 1870 negli Stati Uniti da una donna pacifista e femminista: Julia Ward Howe. Julia aveva sostenuto per la prima volta nel 1870 l’idea di una festa come invito per le madri di tutto il mondo a lavorare insieme per la pace. Pochi anni dopo anche un’altra donna, Anna M. Jarvis, ebbe la stessa idea.
Le origini pacifiste della festa della mamma durante la Guerra civile americana
La storia della festa risale al periodo della Guerra civile americana, tra il 1861 ed il 1865. La madre omonima di Anna M. Jarvis – Ann Reeves Jarvis – nel West Virginia era un’attivista e diede vita ad un club di donne per aiutare le vittime della guerra e migliorare le condizioni sanitarie delle famiglie. Al termine della guerra, vennero organizzati degli eventi pacifisti, tra cui le “Giornate dell’amicizia tra madri”. Fu allora che Ann Jarvis pensò al “Mother’s Friendship Day”.
Sua figlia Anna diffuse l’iniziativa in Virginia. E dopo la morte della signora Jarvis nel 1905 il “Mother’s Friendship Day” assunse un nuovo significato. Il 10 maggio 1908 si tennero le prime celebrazioni a Grafton – la cittadina in cui era nata Anna – e la chiesa del paese accolse per la prima volta l’evento. Oggi è nota come International Mother’s Day Shrine (“Tempio della Festa internazionale della Mamma”). L’evento riscosse in poco tempo un grande successo e nel 1914 il presidente americano Woodrow Wilson destinò ufficialmente la seconda domenica di maggio alla celebrazione della festività.
La commercializzazione della festa della mamma
Anna Jarvis dava particolare valore al simbolismo di alcuni elementi come il garofano bianco:
«La sua bianchezza è quella di simboleggiare la verità, la purezza e la grande carità dell’amore materno, la sua fragranza, la sua memoria e le sue preghiere. Il garofano non cede i suoi petali, ma li stringe al cuore quando muore, e così anche le madri abbracciano i loro figli nei loro cuori, l’amore delle loro madri non muore mai. Quando ho scelto questo fiore, stavo ricordando il letto di mia madre di dianthus bianchi».
– Anna Jarvis
Si riferiva spesso alla memoria della madre per salvaguardare il lato sentimentale della giornata e mantenere nel contempo il suo ruolo di fondatrice. Per proteggere la genuinità dell’iniziativa ha lottato contro le forze di commercializzazione che ne hanno snaturato il messaggio originale. Tra queste l’industria della confezione, del commercio floreale e delle stampe dei biglietti augurali. Proprio i simboli che aveva valorizzato diventarono infatti facilmente mercificati e commercializzati.
I suoi sforzi per attenersi al significato originale della commemorazione – sebbene nobili – hanno avuto come conseguenza le difficoltà economiche: mentre gli altri traevano profitto, Anna non lo ha mai fatto mantenendo un basso tenore di vita insieme alla sorella Lillie. Nel 1943 iniziò a organizzare una petizione per annullare la festa senza tuttavia portare a termine il suo obiettivo. Morì qualche anno dopo, nel 1948.
Le origini della festa della mamma in Italia
In Italia la festa della mamma venne svuotata degli ideali e nobili valori con cui era nata in America. La prima giornata dedicata alla maternità è stata infatti organizzata in epoca fascista, il 24 dicembre 1933 e si chiamava ‘Giornata della madre e del fanciullo’. Era espressione della politica del regime, in cui venivamo premiate le madri che avevano avuto più figli. Per come la intendiamo oggi dobbiamo invece collocarci a metà degli anni cinquanta in due diverse occasioni: una legata a motivi di promozione commerciale e l’altra a motivi religiosi.
Promozione commerciale e motivi religiosi alla base della festa
La prima occasione italiana risale al 1956. Raul Zaccari, senatore e sindaco di Bordighera, in collaborazione con Giacomo Pallanca – presidente dell’Ente Fiera del Fiore e della Pianta Ornamentale – prese l’iniziativa di celebrare la festa a Bordighera in Liguria, al Teatro Zeni; successivamente si svolse al Palazzo del Parco. La seconda risale all’anno successivo quando don Otello Migliosi, parroco di Tordibetto di Assisi, ebbe l’idea celebrare la mamma nel suo forte valore religioso, cristiano, ma anche interconfessionale, come terreno di incontro e di dialogo delle varie culture tra loro.
Il 18 dicembre 1958 Raul Zaccari, insieme a sei senatori, presentò al Senato della Repubblica un disegno di legge per ottenere l’istituzione della ricorrenza. La festa, dopo un discreto dibattito, prese campo in tutta Italia. Secondo alcune fonti la data venne fissata all’8 di maggio. Secondo altre invece, fu spostata per motivi commerciali nella seconda domenica di maggio e da allora rimase tale.
La mamma si festeggia in tutto il mondo
La data della festa moderna non è mai stata imposta a livello globale e per questo è molto ballerina. Se in Italia cade ormai da anni con regolarità la seconda domenica di maggio, in Egitto è il 21 marzo, in Thailandia il 12 agosto, in Norvegia la seconda domenica di febbraio ed in Argentina la seconda domenica di ottobre.
Alessia Ceci





