Arte e Intrattenimento

Ottobre e poesie, tre componimenti d’autore: Moretti, Pascoli e Cardarelli

Nel nuovo appuntamento della rubrica Letteratura per l’Infanzia, Ottobre e poesie: tre componimenti d’autore per celebrare il decimo mese dell’anno, i suoi colori e i suoi profumu.

Ottobre e poesie, Vendemmia di Marino Moretti

L’autunno è ormai giunto e con lui, di seguito, il cambiamento che la natura regala in questo periodo dell’anno. Ecco una serie di poesie dedicate al mese d’ottobre; la prima trattata è Vendemmia di Marino Moretti: poeta, scrittore e romanziere considerato uno degli esponenti maggiori della corrente del Crepuscolarismo.

Nei campi è tutto un bagliore,
di grappoli d’oro, di falci,
tutto un gioire di tralci
che ostentano qualche rossore.


Nei campi è tutta una festa 

di luci, di ombre, di canti:
ridon gli sguardi esultanti
per tanta messe rubesta.

S’alzan gli accenti sonori 

delle più gaie canzoni
dai verdi rossi festoni 
e dagli intrepidi cuori.

E s’ode insieme una schiera

di donne cantilenare 
nel breve cielo che pare
un cielo di primavera.

Nell’elenco delle poesie dedicate a Ottobre non poteva mancare un componimento dedicato alla vendemmia; tipica consuetudine autunnale. Vendemmia di Marino Moretti è una poesia tratta dalla raccolta Sentimento: pensieri, poesie, poemetti, novelline per la giovinezza datata 1908. La lirica si compone da quattro strofe con rima incrociata; il contenuto dei versi ruota attorno all’episodio della raccolta delle uve da vino. Nella prima strofa, il poeta descrive la vendemmia come un momento di felicità; un rituale gioioso e intriso di sacralità legato a un’antica tradizione la cui connessione si esplica nell’uomo con la Terra e la Natura.

Si noti come, di seguito, all’interno della poesia si alternino immagini di colori e suoni; nei campi è tutto un bagliore, i grappoli d’oro, i rossori, le luci e le ombre, E ancora, le canzoni e il cantilenare delle donne. Moretti insiste sulla tonalità di luci e colori; una visione festosa che, tuttavia, cela la tematica della nostalgia, propria del crepuscolarismo. La vendemmia è quindi un episodio che ricorda una quotidianità a cui il poeta aspira; un ricordo proveniente dall’infanzia, probabilmente, a cui Moretti guarda con sentimenti malinconici.

Sera d’Ottobre di Giovanni Pascoli

Un altro componimento dedicato alle poesie d’ottobre è Sera d’Ottobre di Giovanni Pascoli tratta dalla raccolta Myracae del 1891:

Lungo la strada vedi su la siepe
ridere a mazzi le vermiglie bacche:
nei campi arati tornano al presepe
tarde le vacche.

Vien per la strada un povero che il lento
passo tra foglie stridule trascina:
nei campi intuona una fanciulla al vento:
fiore di spina…

Questa poesia di Giovanni Pascoli dedicata al mese d’Ottobre descrive un paesaggio agreste all’imbrunire. Argomento della poesia è, quindi, la campagna durante un tramonto d’autunno. Ecco che, di seguito, il poeta presenta un paesaggio rurale, semplice ma punteggiato da un tacito silenzio malinconico. Pascoli cita gli elementi caratteristici del periodo: le siepi colme di bacche rosse, i campi, lo scricchiolare delle foglie all’incedere lento di un anziano e, ancora, una fanciulla che intona una canzone popolare nel vento d’autunno.

La poesia è un contrapporsi di elementi all’antitesi: nella prima parte il colore pieno e vermiglio delle bacche, simbolo di vivacità, sono in contrasto con le mucche che stanche tornano, lente, alla loro stalla. E ancora, nella seconda strofa, la contrapposizione metaforica fra l’anziano e la fanciulla. Il primo avanza con passo sommesso mentre, il canto della ragazza, è allegoria della spensieratezza della vita. Nel mese corrente e nell’autunno, Pascoli intravede il ritmo con cui si alterna l’esistenza.

Ottobre e Poesie, Ottobre di Vincenzo Cardarelli

Tratta da Poesie, questo componimento di Vincenzo Cardarelli dedicato al mese d’ottobre esprime tutti i contrasti, le dolcezze e la malinconia che la stagione autunnale porta con sè:

Un tempo, era d’estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.

Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
quest’aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulla vigne saccheggiate.

Sole d’autunno inatteso,
che splendi come in un di là,
con tenera perdizione
e vagabonda felicità,
tu ci trovi fiaccati,
vòlti al peggio e la morte nell’anima.

Ecco perché ci piaci,
vago sole superstite
che non sai dirci addio,
tornando ogni mattina
come un nuovo miracolo,
tanto più bello quanto più t’inoltri
e sei lì per spirare.

E di queste incredibili giornate
vai componendo la tua stagione
ch’è tutta una dolcissima agonia.

Il poeta quasi non si rassegna al termine dell’estate, momento in cui il bagliore del sole e della luce ardono nella loro stessa potenza e, quasi, simboleggiano lo stesso vigore giovanile. Da giovane, infatti, il poeta amava la stagione estiva mentre, da adulto, l’autunno. In questa poesia dedicata al mese d’ottobre, la stagione autunnale è percepita dal poeta con struggente malinconia; quasi come allegoria della vita che, avanzando da un’estate ormai trascorsa, volge al suo tramonto esplicandosi nei tiepidi colori di ottobre.

Cardarelli rivela le sue tristezze, così come i suoi amori; il piacevole olezzo di mosto che vibra nell’aria, le sue amate attività in solitudine. Ma il sole ottobrino è una vaga testimonianza, non di calore ma di luce che ritorna a squarciare le vigne inondandole di splendore; e, ancora, spuntando ogni mattina con il suo bagliore quasi miracoloso. Giornate luminose e perlescenti che ottobre regala, in quella che il poeta descrive come: la tua stagione ch’è tutta una dolcissima agonia.

Stella Grillo

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Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino
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