Paul McCartney dichiara guerra all’IA, e lo fa attraverso la musica, più o meno. L’ex Beatle ha annunciato che una sua “canzone” verrà inserita come bonus track nella riedizione in vinile di Is This What We Want?, l’album realizzato insieme a diversi artisti per protestare contro le aziende tech come OpenAI, Google, xAI e Anthropic, che addestrano le loro intelligenze artificiali usando brani già esistenti, senza pagare alcun diritto d’autore.
Non vere tracce, ma rumori indistinti e fruscii, a simboleggiare la sparizione dei musicisti in carne e ossa, nel caso in cui il governo britannico non decida di tutelarli. Fanno parte del progetto, oltre a Macca, un migliaio di artisti, da Damon Albarn a Kate Bush.
Il messaggio di Paul McCartney e degli artisti al governo britannico
McCartney si è appellato ai legislatori: «Noi siamo il popolo, voi siete il governo. Il vostro compito è proteggerci. Quindi, se state introducendo una legge, assicuratevi di salvaguardare i creativi e gli artisti, altrimenti rischiate di perderli. Se esiste un governo, è sua responsabilità – ne sono convinto – proteggere i giovani e migliorare il sistema in modo che funzioni per loro. Solo così potranno avere una carriera e rendere il mondo migliore con la loro arte».
L’ideatore dell’iniziativa Ed Newton-Rex ha invece dichiarato: «Il governo deve impegnarsi a non regalare il lavoro di una vita dei musicisti alle società di intelligenza artificiale. Farlo non solo danneggerebbe enormemente le nostre industrie creative che sono leader a livello mondiale, ma sarebbe inutile, avvantaggiando solo le aziende tecnologiche straniere. Il governo dovrebbe ascoltare Paul McCartney e gli altri mille musicisti che hanno partecipato a questo album e resistere alle richieste di legalizzare il furto di musica da parte della grande lobby tecnologica».
Federica Checchia





