Largo Maradona ha perso il fermento che ha di solito: il murales di Maradona è coperto. Uno dei luoghi simbolo della città, situato ai Quartieri Spagnoli, da ieri è coperto e non è visitabile. Il motivo? È in corso una protesta dei commercianti della zona. Dopo un blitz della polizia, infatti, sono emerse irregolarità relative alle licenze di commercio.
Perché il murales di Maradona è coperto?

A rilevare le irregolarità è stata un’indagine delle Unità operative Avvocata e Chiaia, insieme al Commissariato di Pubblica sicurezza di Montecalvario. Dopo il blitz, gli agenti hanno proceduto al sequestro di cinque carretti per la vendita di bevande abbandonati e incatenati sul suolo pubblico senza autorizzazione. Hanno sequestrato due esercizi commerciali, uno alimentare e uno non alimentare. Non avevano infatti l’autorizzazione all’esercizio in sede fissa, come regolato dall’articolo 147 della Legge Regionale n. 7/2020, che regola l’attività commerciale sul territorio campano.
Il Comune di Napoli ha stabilito sanzioni amministrative pari a 5mila euro ad attività. Previsto, poi, l’accertamento di ulteriori irregolarità relative all’occupazione abusiva di suolo pubblico per una superficie complessiva di circa 9,4 metri quadrati, e alla mancanza di passo carrabile. Ora spetta agli uffici tecnici competenti effettuare la verifica della destinazione urbanistica di un’area di circa 200 metri quadrati, questione che verrà comunque approfondita. Durante l’operazione, è stato scoperto e denunciato un uomo per furto di energia elettrica, allacciato abusivamente alla rete da parte di un esercizio commerciale situato di fronte a ‘Largo Maradona’.
Nonostante le indagini, il Largo Maradona in realtà è un’area privata. Per questo i titolari del bar la “Bodega del Dios” hanno avviato la protesta. Come si legge in un posto, “L’area di Largo Maradona, in quanto proprietà privata, è stata chiusa per nostro volere e non da autorità o altri enti. Purtroppo, le istituzioni non ci hanno ancora dato la possibilità di ottenere un permesso che ci consenta di operare regolarmente tutto il giorno. In quello che grazie al lavoro e alla dedizione di mio padre e della mia famiglia è diventato il luogo più iconico e visitato di Napoli”.
La protesta dei commercianti
E ancora: “Noi siamo i primi a rispettare regole e leggi. L’unico problema è che possediamo una licenza itinerante e, quindi, non possiamo restare fermi, poiché è l’unica forma di licenza che ci è stato possibile ottenere. Per questo motivo, chiediamo ad alta voce alle istituzioni di aiutarci, di trovare una soluzione concreta che ci permetta di continuare a lavorare nel rispetto della legge. Perché se chiudiamo noi, non si ferma solo la nostra famiglia, ma si spegne un intero quartiere. E stavolta, Largo Maradona non lo riapriremo più per scelta nostra”.
Marianna Soru





