Cultura

Piet Mondrian e la pittura essenziale

Forse uno degli artisti più iconici e allo stesso tempo imitati nella storia dell’arte contemporanea, Piet Mondrian ha segnato la storia della pittura Olandese e non solo. Chi non ha mai provato a riprodurre una delle sue opere con paint, davanti allo schermo di un pc? Ma quello che si cela davvero dietro quelle linee spezzate e quei quadrati perfetti di colore, è tutt’altro che riproducibile in modo così semplice e immediato.

Piet Mondrian, Broadway Boogie Woogie. Photo credits: Barnebys.it
Piet Mondrian, Broadway Boogie Woogie. Photo credits: Barnebys.it

Il cubismo astratto di Piet Mondrian

Non mentiamo. Tutti almeno una volta nella vita hanno provato a riprodurre un quadro di Piet Mondrian su paint. Ma da dove nasce davvero questo stile così criptico e sintetico? Piet Mondrian, che nasce in provincia di Utrecht nel 1872, rimane sin da giovane folgorato dai quadri cubisti che vede ad Amsterdam. La scomposizione della figura, l’introduzione della quarta dimensione, stimolano la sua voglia di sperimentare.

Le prime opere di Piet Mondrian infatti sono molto ispirate al tipico cubismo sintetico di artisti come Picasso e Braque. Col tempo però Mondrian si discosta da questi modelli e vira verso una diversa rappresentazione. La decostruzione si fa più geometrica e di gran lunga più astratta di quella degli altri artisti, segnando un risultato inedito. Un codice nuovo ed essenziale sta nascendo nel panorama artistico.

Piet Mondrian, Molo e oceano. Photo credits: Pinterest
Piet Mondrian, Molo e oceano. Photo credits: Pinterest

Il neoplasticismo: nascita di un nuovo codice

Una grande valenza nel panorama di questo cambiamento è da ricondurre all’incontro di Mondrian con la Teosofia, molto in voga all’epoca. Nel primo decennio del 1900 infatti, entra in contatto con le società di Teosofia e Antroposofia e fa tesoro degli insegnamenti di queste discipline esoteriche. La ricerca dell’universale, ritenuto l’origine del mondo, si trasforma in un vero e proprio codice pittorico: il neoplasticismo.

Dal 1920, le forme si frammentano sulla tela, Mondrian rappresenta una realtà fatta di linee e colori, torna all’origine della pittura. i segni discontinui sottolineano la volontà di non caratterizzare il soggetto, di lasciarlo indefinito, ma presente. L’opera si riduce all’osso nel suo aspetto formale e sembra proprio inquadrare perfettamente quella visione che tanto è di ispirazione all’artista. Un palazzo demolito che mostra dal di fuori la sua struttura, coi piani sovrapposti e ancora le case al suo interno, ognuna del suo colore.

Claudia Sferrazza

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