Cultura

Poesie per San Lorenzo, due filastrocche sulle stelle per bambini

In occasione del 10 Agosto, due bellissime poesie per San Lorenzo da recitare nella notte più magica dell’anno. Nel nuovo appuntamento della rubrica Letteratura per l’Infanzia i versi dedicati alla notte delle stelle cadenti di Gianni Rodari e Bruno Tognolini.

Poesie per San Lorenzo, Stelle senza nome di Gianni Rodari

Poesie San Lorenzo - Credits: Siviaggia.it
Photo Credits: Siviaggia.it

Per la notte più suggestiva dell’anno due poesie per San Lorenzo, per bambini, da recitare insieme in attesa di veder cadere le stelle. Fra le poesie più famose capeggia X Agosto di Giovanni Pascoli; tuttavia, il componimento del poeta di San Mauro di Romagna cela fra i versi una vicenda famigliare molto triste, avvenuta proprio la notte di San Lorenzo. Le poesie qui presentate, invece, vogliono essere delle serene e liete filastrocche per fanciulli volte anche all’apprendimento, come spesso accade nella produzione poetica del pedagogista Gianni Rodari:

I nomi delle stelle sono belli:
Sirio, Andromeda, l’Orsa, i due Gemelli.
Chi mai potrebbe dirli tutti in fila?
Son più di cento volte centomila.

E in fondo al cielo, non so dove e come,
c’è un milione di stelle senza nome:
stelle comuni, nessuno le cura,
ma per loro la notte è meno scura.

La poetica di Rodari si basa su una concezione ben precisa: far apprendere attraverso l’approccio ludico. Non solo le cose consuete o l’avvicendarsi del tempo ma anche tutte quelle emozioni che, agli occhi di un bambino, possono apparire ostiche: la morte, la paura, la sfida, la noia. In questa poesia dedicata alla notte di San Lorenzo il poeta Gianni Rodari, nella prima strofa, elenca i nomi di alcune delle costellazioni più famose. Pone poi una domanda a un interlocutore immaginario; le stelle sono tantissime, innumerevoli, e chi riuscirebbe mai a disporle tutte in fila e a contarle?

Nell’immensità della volta celeste esistono galassie, corpi celesti, costellazioni; l’uomo non conoscerà mai davvero il mistero del firmamento e dell’universo. Esistono milioni di stelle di cui nessuno conosce il nome, di cui nessuno si cura; eppure, grazie a loro, la notte è illuminata.

Filastrocca delle stelle di Bruno Tognolini

Un’altra poesia adatta per la notte di San Lorenzo è Filastrocca delle stelle di Bruno Tognolini poeta, scrittore per bambini e vincitore del Premio Andersen, nel 2007, come miglior scrittore italiano per ragazzi.

Le stelle sono tante,
un miliardo più mille,
sono api del cielo
con ali di scintille.

Le stelle son moltissime,
un triliardo più una,
tante piccole papere
che seguono la luna.

Le stelle sono petali
nel vento della notte,
cadute dalle nuvole
ma non si sono rotte.

Sono stelle cadenti,
sono puntine fisse,
e tutte sono altissime,
anche quelle più basse.

Le stelle son lassù,
e io sono quaggiù,
ma il cielo gira e volta
e non capisco più.

Io sono nelle stelle,
i cieli sono miei:
il buio è la mia pelle,
le stelle sono i nei.

Una bellissima filastrocca in cui Tognolini descrive la bellezza delle stelle attraverso delicate e, al contempo, divertenti similitudini. Il baluginio delle stelle in cielo è ora simile a uno sciame di api le cui ali sembrano scintille luminose. Le stelle non possono contarsi, sono innumerevoli; il poeta le paragona a tante minuscole papere che seguono la luna. Sono petali cadute dalle nuvole, senza infrangersi: la volta celeste è parte integrante di chi si sofferma a guardarla e gli abitanti della terra, a loro volta, sono connessi all’universo e alle stelle. L’oscurità del cielo, di notte, è come una pelle che accoglie dei piccoli punti luminescenti: le stelle, i nei rilucenti del firmamento.

Stella Grillo

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Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino

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