Da quando il miliardario Andrej Babiš, seguace di Donald Trump, è stato nominato primo ministro della Repubblica Ceca dal presidente Petr Pavel, l’opinione pubblica si è movimentata. Decine di migliaia di persone, infatti, hanno manifestato a Praga contro il suo governo formalmente in carica da qualche mese.

La manifestazione a Praga rivela il malcontento del governo di Babiš

Il primo ministro Andrej Babiš aveva già rivestito il medesimo ruolo tra il 2017 e il 2021, ai tempi in coalizione con il Partito Socialdemocratico. Negli anni è stato anche accusato e processato per diverse vicende riguardanti conflitti di interesse. Solo gradualmente la sua posizione è variata, diventando sempre più critico nei confronti dell’Unione europea. Nello specifico, in merito alle leggi europee per la tutela dell’ambiente (Green Deal). Babiš, durante la campagna elettorale, aveva affermato che si sarebbe impegnato a ridurre le prestazioni sociali e gli aiuti all’Ucraina. Aveva poi ribadito la sua lealtà nei confronti dell’Ue ma, già allora, Bruxelles temeva un possibile cambio di rotta.

Primo tra tutti il fatto che potesse allinearsi alle posizioni dell’Ungheria e della Slovacchia. Questa, pur essendo stata una supposizione espressa all’inizio del suo incarico, si è poi rivelata veritiera. Attualmente il primo ministro di mostra grande critico di qualsivoglia aiuto militare all’Ucraina. In più dichiara di essere contrario a fornire assistenza ai profughi ucraini. Il malcontento dei cittadini non solo si è mostrato molto rapidamente, ma anche con grande affluenza. La manifestazione avvenuta nel parco di Letná ha visto la partecipazione di circa 200mila cittadini. La loro posizione critica aspramente il governo di Andrej Babiš poiché ritengono che possa essere una minaccia alla democrazia. I manifestanti suppongono anche il rischio che il governo possa ritirare il proprio sostegno all’Ucraina, Paese già a rischio a causa del veto sul prestito da 90 miliardi applicato da Orbán.

Stefania Cirillo