Dagli Stati Uniti all’Europa, migliaia di persone arrabbiate hanno manifestato contro il presidente Usa Donald Trump e la sua amministrazione. È stata la più grande giornata di manifestazioni del movimento di opposizione Hands Off! (Giù le mani, ndr) che sta cercando di ritrovare il suo slancio dopo lo shock delle prime settimane di mandato del repubblicano.

Le manifestazioni contro Trump si sono tenute in più di 1.200 località in tutti i 50 Stati da oltre 150 gruppi, tra cui organizzazioni per i diritti civili, sindacati, sostenitori Lgbtqi+, veterani e attivisti elettorali. I cortei sono stati pacifici e le autorità non hanno segnalato casi di violenza, scontri o arresti.

Dal National Mall della capitale Washington DC, a Midtown Manhattan, al Boston Common e a diverse capitali statali, migliaia di manifestanti hanno contestato le azioni di Trump e dell’uomo più ricco del mondo, Elon Musk.

A Boston, i manifestanti hanno tenuto cartelli con scritto “giù le mani dalla nostra democrazia” e “giù le mani dalla nostra sicurezza sociale”. Il sindaco Michelle Wu ha partecipato alla protesta nella capitale del Massachusetts, dove ha denunciato le tattiche intimidatorie di Trump e gli attacchi alla diversità e all’uguaglianza. “Mi rifiuto di accettare che possano crescere in un mondo in cui gli immigrati come le loro nonne e i loro nonni sono automaticamente considerati criminali”, ha detto Wu.

Centinaia di persone hanno manifestato anche a Palm Beach Gardens, in Florida, a pochi chilometri dal campo da golf di Trump a Jupiter, dove ha trascorso la mattinata al Senior Club Championship del club. Le persone si sono allineate su entrambi i lati della PGA Drive, incitando le auto a suonare il clacson e scandendo slogan contro Trump.

Le proteste hanno avuto luogo anche all’estero, dove centinaia di cittadini statunitensi e stranieri hanno protestato contro l’approccio di Trump alla politica estera.

Le manifestazioni si sono svolte a Londra, Berlino, Parigi, Madrid e Lisbona e hanno chiesto la “fine del caos”, riferendosi all’aggressiva politica tariffaria globale del presidente degli Stati Uniti che ha mandato in fibrillazione i mercati azionari di tutto il mondo, oltre a sostenere l’Ucraina, verso la quale Trump è stato critico.