Moon Music potrebbe concludere la carriera dei Coldplay. O forse no. In questi giorni, le speculazioni circa il futuro del gruppo britannico, recentemente eletto “il più ascoltato del ventunesimo secolo”, si sprecano. Chris Martin e soci, però, si godono la sferzata adrenalinica che solo la pubblicazione di nuovo materiale può portare. Uscito a distanza di tre anni da From Earth With Love, primo volume del progetto Music of The Spheres, che dà il nome anche al loro trionfale e infinito tour mondiale, il secondo capitolo è la naturale prosecuzione del suo predecessore. Se, nel disco del 2021, il punto di vista era il nostro pianeta, nel 2024 il viaggio intergalattico della rockband ha raggiunto nuove dimesioni, e punta dritto verso la Luna.
Per il frontman la loro ultima fatica musicale è «La risposta a tutti i conflitti interni ed esterni. Il modo in cui cerchiamo di rimanere positivi in un mondo in cui sembra che ci sia così tanta negatività. Il modo in cui cerchiamo di tenere insieme le cose, quando ci sono forze che cercano di separarle.». Un messaggio di amore e speranza, dunque, che si propone di raggiungere anche gli angoli più remoti dell’universo. Moon Music sarà pure un’opera cosmologica e sospesa nell’etere, ma i suoi realizzatori sono ben consci della situazione tutt’altro che “spaziale” della nostra amata e martoriata Terra. Attraverso dieci inediti, l’intento degli artisti inglesi è stabilire un contatto tra esseri umani e corpi celesti, vicendevolmente connessi, la pace come obiettivo ultimo.
Coldplay: «Moon Music è un album ecosostenibile »

L’attenzione estrema dei Coldplay verso l’ambiente è ormai fatto noto. Le innovative misure di sostenibilità adottate durante l’attuale tournée hanno portato al 59% in meno di emissioni di CO2 rispetto alla precedente. Seguendo questa scia, la band ha fatto in modo che anche la creazione fisica di Moon Music fosse più green possibile. Questo, infatti, sarà il primo album in LP EcoRecord rPET da 140 grammi; ogni sua copia ha in sé nove bottiglie di plastica PET riciclata, recuperate dai rifiuti. Così facendo, non verranno prodotte oltre venticinque tonnellate metriche di plastica vergine e le emissioni di CO2/kg scenderanno dell’85% rispetto al tradizionale vinile da 140 grammi.
Inoltre, The Ocean Cleanup, con cui la collaborazione va avanti da tempo, ha realizzato un ulteriore formato,l’LP Notebook Edition EcoRecord rPET, composto per il 70% da plastica di fiume. Nello specifico, si tratta di scarti rinvenuti nel Rio Las Vacas, in Guatemala, prelevati per evitare che sfocino nel Golfo dell’Honduras e, di conseguenza, nell’Oceano Atlantico. La versione CD, invece, sarà su EcoCD, assemblato con il 90% di policarbonato riciclato, che risparmierà alla natura cinque tonnellate metriche di plastica vergine. Un piano realizzato al dettaglio, e che dimostra quanto l’impegno da parte dei musicisti per la tutela dell’ecosistema non si limiti a un paio di dichiarazioni mirate, ma sia un elemento concreto all’interno del loro percorso.
La tracklist di Moon Music
Dieci canzoni per raccontare non un mondo, ma IL mondo, quello che appartiene a tutti e che tutti siamo chiamati a difendere. Martin ha dichiarato: «Questo album parla di alcune delle nostre sfide personali, ma anche di quelle degli altri. Non c’è mai stato un momento più facile per arrendersi, e questo è un disco che esorta a non farlo.». Ad aprire Moon Music è la title track; l’intro strumentale rapisce immediatamente l’ascoltatore, trascinandolo in una dimensione quasi onirica, accentuata da un’orchestra quasi cinematografica, degna di un kolossal alla Interstellar, che si scioglie in un assolo di pianoforte intimo e calmante. Il timbro caldo di Chris Martin irrompe solo al minuto tre, con un «Once Upon a Time» sussurrato che dà, di fatto, inizio alla narrazione.
Segue feelslikeimfallinginlove, singolo di traino, che abbiamo imparato ad apprezzare durante la scorsa estate. Un inno à la Coldplay, che vede tra gli autori anche Apple Martin. We Pray, nelle radio dal 23 agosto, resta fedele al titolo ed è una vera e propria preghiera rap, in team con Little Simz, Burna Boy, Elyanna & Tini, scritta insieme a Jay-Z. Le diverse provenienze degli interpreti e i loro stili si mescolano, pur risultando evidenti, dando vita a un sound che trascende qualsiasi tipo di confine. Moses Martin, secondogenito di Chris e Gwyneth Paltrow e cantante in erba, ha contribuito a Jupiter, una feel good song che parla di amore con tenerezza, e in cui la chitarra acustica è predominante. Un breve ritorno al passato della band, e a quelle melodie che li hanno resi celebri.
I Coldplay e Moon Music, inno all’amore universale
Ogni album dei Coldplay che si rispetti deve avere al suo interno almeno una hit per ballare e divertirsi, magari proprio durante uno dei loro concerti. Good Feelings ha delle grandi premesse nel nome e le rispetta tutte, arricchita dalla potente voce di Ayra Starr, performer nigeriana dall’innegabile carisma. Alien Hits/Alien Radio è uno psichedelico tentativo di comunicazione con forme di vita extraterrestri o, comunque, tra il viaggiatore e la torre di controlloo. Il Major Tom di Space Oddity, capolavoro di David Bowie, continua la sua esplorazione tra nebulose e satelliti. Tra percussioni epiche e cori, iAAM rimanda con chiarezza all’epoca di Viva la Vida. Martin non si risparmia e sa coinvolgere chi è in ascolto; sono passati decenni dal suo debutto, ma nel profondo della sua voce continua ad esserci quell’intenzione in grado di smuovere sempre qualcosa dentro.
Adventure of a Lifetime ha camminato affinché Aeterna potesse correre. Irresistibile chicca dance, in apparenza, potrebbe sembrare fuori contesto in un disco mistico e trascendentale come Moon Music; in realtà, è la boccata d’aria necessaria per riprendere fiato, la parentesi spensierata prima d’indossare nuovamente lo scafandro e proseguire il cammino. All My Love è il balsamo per l’anima di cui tutti abbiamo bisogno, specialmente in questo periodo storico. Il falsetto del leader dei Coldplay non perdona, e scuote anche i cuori più granitici. Un love anthem che non può essere imbrigliato in un tema o in un contesto, ma che merita di volare libero e di poter raggiungere chiunque possa beneficiare di una parola di conforto. Un Chris Martin che si veste da John Lennon, per una Imagine del nuovo millennio.
Un popolo, un mondo unito dalla musica
A chiudere le danze è l’evocativa One World, la cui introduzione richiama con forza Hymn For The Weekend, fortunatissimo featuring con Beyoncé datato 2015. Archi e percussioni rendono il brano una colonna sonora che è facilissimo collocare nella scena finale di un film. Dopo tanto girovagare, l’astronauta ha raggiunto la Luna, e può guardare casa sua da una prospettiva diversa. Ha errato per mesi tra comete e detriti, animato dal desiderio di scoprire, di capire e -perché no?- anche di allontanarsi dalle brutture del presente. Ma ora è lì, giunto alla meta, e osserva quel geoide azzurro, martoriato dalla scelleratezza dell’uomo, ferito da guerre, scontri, incomprensioni. Una nota stonata, che stride con l’armonia cosmica, canto celestiale e resiliente. «L’amor che move il sole e l’altre stelle» è al di sopra di ogni fuoco nemico, deve esserlo, se la specie vuole sopravvivere.
Moon Music è l’ennesimo album che farà storcere il naso ai fans della prima ora, orfani del cantautorato indie di Yellow e Clocks, e che non hanno mai realmente perdonato Martin & Co. per la virata pop. A loro, però, tutto questo non interessa. Nei primi Duemila erano dei giovani appassionati, animati da un’energia e da una carica rock che sì, si sarà pure affievolita nel corso degli anni, ma è diventata qualcosa di diverso, di più consapevole. I quattro di Londra sono cresciuti e maturati e la loro musica, da grido di gioventù, si è trasformato in un abbraccio che avvolge chiunque si fermi a prestare attenzione.
Fare altri dischi, fermarsi, proseguire solo con i live. Tutte domande che, per ora, non hanno una risposta certa, ma è secondario. I Coldplay sono quello starman che ci scruta, protetto dalla dea Selene, e si domanda in che modo possa aiutarci. Ancora di più, sono concentrati sul ricordare a noi che, ovunque ci troviamo, in qualsiasi Paese o condizione sociale, siamo tutti sotto lo stesso cielo.
Federica Checchia
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